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Modena, revoca dell’accoglienza per “ospitalità di estranei” - La prefettura e l’ente gestore devono applicare il principio di proporzionatezza e gradualità

TAR per la Emilia Romagna, sentenza n. 226 dell’8 marzo 2019

22 marzo 2019

Si ringrazia l’Avv.ta Melissa Mariani per la segnalazione.

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Il caso si riferisce a un richiedente asilo espulso dal progetto d’accoglienza dalla Prefettura di Modena su segnalazione della cooperativa Caleidos (ente gestore dell’accoglienza [1]) per "reato di ospitalità", in quanto era stato sorpreso a fine ottobre ad ospitare nell’appartamento un amico fuoriuscito dall’accoglienza e rimasto senza un tetto.

Nella sentenza viene affermato che "La revoca delle misure di accoglienza è stata motivata in relazione alla gravità della violazione al regolamento di accoglienza. Dalla relazione prefettizia depositata in giudizio si desume che la violazione è consistita nell’avere ospitato una singola persona estranea alla struttura.
Dal provvedimento o dalla citata relazione non si può desumere la gravità del fatto, anche considerando che il regolamento che disciplina l’uso della struttura prevede che, in caso di violazione del divieto di “ospitare di notte persone non autorizzate”, il gestore debba effettuare un richiamo scritto e che solo la presenza di 3 richiami scritti comporta automaticamente l’interruzione del progetto di accoglienza e l’allontanamento dalla struttura.
Il provvedimento impugnato è dunque illegittimo per difetto di motivazione
".

Si tratta di un principio importante, che censura il provvedimento prefettizio per aver agito al di fuori del principio di proporzionatezza e gradualità che la Direttiva comunitaria sull’accoglienza impone anche all’ente gestore.
Quanto ha dichiarato alla stampa il coordinatore di Caleiods non è vero: la semplice ospitalità ad estranei infatti non può essere motivo di revoca, il gestore avrebbe dovuto effettuare un richiamo scritto.

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TAR per la Emilia Romagna, sentenza n. 226 dell’8 marzo 2019