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Caso El Hiblu I: i tre migranti in una cella di massima sicurezza

Denise Grech, Times Malta - 6 aprile 2019

11 aprile 2019

- Link all’articolo originale (ENG)

Giovedì 28 marzo la nave cargo El Hiblu I, battente bandiera Palau di proprietà di una compagnia turca attracca nel porto dell’isola di Malta con 108 persone a bordo tra cui 19 donne e 12 minori.
A circa 30 miglia dall’isola, le forze armate maltesi, un gruppo di unità operative speciali supportato da motovedette e un elicottero, avevano abbordato la nave che secondo quanto affermato dal capitano Nader el-Hiblu ne aveva perso il controllo ed era stato costretto a procedere verso Malta sotto la minaccia di un gruppo di persone a bordo.

Secondo quanto riferito dall’ong tedesca Sea-Eye, impegnata in una missione "di osservazione" davanti alle coste libiche, era stato un aereo militare europeo a segnalare al mercantile El Hiblu I la posizione di due gommoni alla deriva chiedendo aiuto al capitano, dato che la guardia costiera libica non poteva intervenire.
Il porto di destinazione indicato: Tripoli. Arrivato però a 5-6 miglia da Tripoli, ha invertito bruscamente la rotta dirigendosi verso nord ed entrando nella cosiddetta Sar maltese.

La Ong Sea Watch ha contestato il termine "dirottamento ", affermando che le azioni messe in atto dalle persone soccorse "erano per difesa personale e contro le conseguenze mortali imposte dalla politica europea disumana dei confini chiusi ".

A Malta tre migranti subsahariani scendono ammanettati dalla El Hiblu I, accusati di aver costretto con minacce il comandante a cambiare rotta da Tripoli a Malta.

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Il Ministro insiste sull’assoluta del luogo in cui si trovano i giovani.
Gli investigatori stanno infatti la possibilità che il capitano abbia in realtà “ingannato” le autorità, dichiarando di aver perso il controllo della nave dopo aver soccorso i migranti al largo della Libia.

Ai tre giovani ragazzi accusati di aver dirottato la nave cargo El Hiblu I è concessa una sola ora all’aperto da passare fuori dalla cella nella divisione di massima sicurezza del carcere di Corradino, ha rivelato Times of Malta.

L’avvocato Neil Falzon ha confermato che i suoi clienti, di età 15, 16 e 19 anni, si trovano in una sezione di massima sicurezza del carcere. Trattenere due minori in un istituto penitenziario per adulti sarebbe contro le disposizioni del magistrato di garantire loro la piena protezione statale, ha poi aggiunto.

I tre giovani si sono dichiarati non colpevoli di aver sequestrato la nave attraverso l’uso della forza o di intimidazioni. La “nave sequestrata” ha fatto la rotta verso Malta la scorsa settimana con circa 100 persone a bordo, dopo che il capitano della El Hiblu 1 aveva avvisato le autorità che non aveva più il controllo della nave.
Se i giovani fossero giudicati colpevoli, andrebbero incontro alla detenzione da 7 a 30 anni.

Chiediamo di sapere chi ha preso questa decisione e su quali basi. Ricordiamo alle autorità che i nostri clienti sono giovani che dovrebbero essere dichiarati innocenti fino a prova contraria”, ha affermato il dottor Misfud.

Temiamo che questo possa danneggiare ancora il loro benessere, ma speriamo che la giustizia prevalga”, ha dichiarato.

Il Ministro degli Interni Michael Farrugia, parlando con Times of Malta questo venerdì, ha ribadito che non può rivelare il luogo in cui si trovano i giovani.
Ha anche aggiunto che non ha nulla da dichiarare in questo caso, dato che la responsabilità di controllare dove sono stati portati i giovani accusati è del direttore del riformatorio di Corradino.

Se i giovani non stati portati nella sezione del carcere minorile, ci sarebbe un mancato rispetto delle disposizioni del Magistrato. A questa domanda, il dottor Farrugia ha affermato che non interferirà con le decisioni prese dal direttore del riformatorio.

Fin dall’inizio i tentativi di contattare il direttore del carcere Alexander Dalli sono risultati inutili.

Riguardo al destino delle quasi 100 persone sbarcate la scorsa settimana, il dottor Farrugia ha affermato che sono ancora una fonte per le investigazioni tutt’ora in corso.

Vogliamo sapere inoltre se saranno intraprese azioni legali anche contro la nave e il suo equipaggio”, ha affermato.

La scorsa settimana, Times of Malta ha riferito che la polizia stava interrogando il capitano sui fatti.

Gli investigatori stanno infatti valutando la possibilità che il capitano abbia in realtà “ingannato” le autorità, dichiarando di aver perso il controllo della nave dopo aver soccorso i migranti al largo della Libia.