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Legge Bossi - Fini, art. 12-17 (3a parte)

Legge 30 luglio 2002, n.189

Testo in vigore dal 10 settembre 2002

30 luglio 2002

Art. 12. (Espulsione amministrativa)
Art. 13. (Esecuzione dell’espulsione)
Art. 14. (Ulteriori disposizioni per l’esecuzione dell’espulsione)
Art. 15. (Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione)
Art. 16. (Diritto di difesa)
Art. 17. (Determinazione dei flussi di ingresso)

Art. 12. (Espulsione amministrativa)

1. All’articolo 13 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni : a) il comma 3 e’ sostituito dal seguente : "3. L’espulsione e’ disposta in ogni caso con decreto motivato immediatamente esecutivo, anche se sottoposto a gravame o impugnativa da parte dell’interessato. Quando lo straniero e’ sottoposto a procedimento penale e non si trova in stato di custodia cautelare in carcere, il questore, prima di eseguire l’espulsione, richiede il nulla osta all’autorita’ giudiziaria, che puo’ negarlo solo in presenza di inderogabili esigenze processuali valutate in relazione all’accertamento della responsabilita’ di eventuali concorrenti nel reato o imputati in procedimenti per reati connessi, e all’interesse della persona offesa. In tal caso l’esecuzione del provvedimento e’ sospesa fino a quando l’autorita’ giudiziaria comunica la cessazione delle esigenze processuali. Il questore, ottenuto il nulla osta, provvede all’espulsione con le modalita’ di cui al comma 4. Il nulla osta si intende concesso qualora l’autorita’ giudiziaria non provveda entro quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta. In attesa della decisione sulla richiesta di nulla osta, il questore puo’ adottare la misura del trattenimento presso un centro di permanenza temporanea, ai sensi dell’articolo 14" ; b) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti : "3-bis. Nel caso di arresto in flagranza o di fermo, il giudice rilascia il nulla osta all’atto della convalida, salvo che applichi la misura della custodia cautelare in carcere ai sensi dell’articolo 391, comma 5, del codice di procedura penale, o che ricorra una delle ragioni per le quali il nulla osta puo’ essere negato ai sensi del comma 3. 3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche allo straniero sottoposto a procedimento penale, dopo che sia stata revocata o dichiarata estinta per qualsiasi ragione la misura della custodia cautelare in carcere applicata nei suoi confronti. Il giudice, con lo stesso provvedimento con il quale revoca o dichiara l’estinzione della misura, decide sul rilascio del nulla osta all’esecuzione dell’espulsione. Il provvedimento e’ immediatamente comunicato al questore. 3-quater. Nei casi previsti dai commi 3, 3-bis e 3-ter, il giudice, acquisita la prova dell’avvenuta espulsione, se non e’ ancora stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. E’ sempre disposta la confisca delle cose indicate nel secondo comma dell’articolo 240 del codice penale. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 13, 13-bis, 13-ter e 14. 3-quinquies. Se lo straniero espulso rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima del termine previsto dal comma 14 ovvero, se di durata superiore, prima del termine di prescrizione del reato piu’ grave per il quale si era proceduto nei suoi confronti, si applica l’articolo 345 del codice di procedura penale. Se lo straniero era stato scarcerato per decorrenza dei termini di durata massima della custodia cautelare, quest’ultima e’ ripristinata a norma dell’articolo 307 del codice di procedura penale. 3-sexies. Il nulla osta all’espulsione non puo’ essere concesso qualora si proceda per uno o piu’ delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nonche’ dall’articolo 12 del presente testo unico" ; c) il comma 4 e’ sostituito dal seguente : "4. L’espulsione e’ sempre eseguita dal questore con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica ad eccezione dei casi di cui al comma 5" ; d) il comma 5 e’ sostituito dal seguente : "5. Nei confronti dello straniero che si e’ trattenuto nel territorio dello Stato quando il permesso di soggiorno e’ scaduto di validita’ da piu’ di sessanta giorni e non ne e’ stato chiesto il rinnovo, l’espulsione contiene l’intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro il termine di quindici giorni. Il questore dispone l’accompagnamento immediato alla frontiera dello straniero, qualora il prefetto rilevi il concreto pericolo che quest’ultimo si sottragga all’esecuzione del provvedimento" ; e) il comma 8 e’ sostituito dal seguente : "8. Avverso il decreto di espulsione puo’ essere presentato unicamente il ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo in cui ha sede l’autorita’ che ha disposto l’espulsione. Il termine e’ di sessanta giorni dalla data del provvedimento di espulsione. Il tribunale in composizione monocratica accoglie o rigetta il ricorso, decidendo con unico provvedimento adottato, in ogni caso, entro venti giorni dalla data di deposito del ricorso. Il ricorso di cui al presente comma puo’ essere sottoscritto anche personalmente, ed e’ presentato anche per il tramite della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di destinazione. La sottoscrizione del ricorso, da parte della persona interessata, e’ autenticata dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari che provvedono a certificarne l’autenticita’ e ne curano l’inoltro all’autorita’ giudiziaria. Lo straniero e’ ammesso all’assistenza legale da parte di un patrocinatore legale di fiducia munito di procura speciale rilasciata avanti all’autorita’ consolare. Lo straniero e’ altresi’ ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, e, qualora sia sprovvisto di un difensore, e’ assistito da un difensore designato dal giudice nell’ambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui all’articolo 29 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, nonche’, ove necessario, da un interprete" ; f) i commi 6, 9 e 10 sono abrogati ; g) il comma 13 e’ sostituito dai seguenti : "13. Lo straniero espulso non puo’ rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno. In caso di trasgressione lo straniero e’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno ed e’ nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera. 13-bis. Nel caso di espulsione disposta dal giudice, il trasgressore del divieto di reingresso e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni. La stessa pena si applica allo straniero che, gia’ denunciato per il reato di cui al comma 13 ed espulso, abbia fatto reingresso sul territorio nazionale. 13-ter. Per i reati di cui ai commi 13 e 13-bis e’ sempre consentito l’arresto in flagranza dell’autore del fatto e, nell’ipotesi di cui al comma 13-bis, e’ consentito il fermo. In ogni caso contro l’autore del fatto si procede con rito direttissimo" ; h) il comma 14 e’ sostituito dal seguente : "14. Salvo che sia diversamente disposto, il divieto di cui al comma 13 opera per un periodo di dieci anni. Nel decreto di espulsione puo’ essere previsto un termine piu’ breve, in ogni caso non inferiore a cinque anni, tenuto conto della complessiva condotta tenuta dall’interessato nel periodo di permanenza in Italia".

Art. 13. (Esecuzione dell’espulsione)

1. All’articolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni : a) il comma 5 e’ sostituito dal seguente : "5. La convalida comporta la permanenza nel centro per un periodo di complessivi trenta giorni. Qualora l’accertamento dell’identita’ e della nazionalita’, ovvero l’acquisizione di documenti per il viaggio presenti gravi difficolta’, il giudice, su richiesta del questore, puo’ prorogare il termine di ulteriori trenta giorni. Anche prima di tale termine, il questore esegue l’espulsione o il respingimento, dandone comunicazione senza ritardo al giudice" ; b) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti : "5-bis. Quando non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di permanenza temporanea, ovvero siano trascorsi i termini di permanenza senza aver eseguito l’espulsione o il respingimento, il questore ordina allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni. L’ordine e’ dato con provvedimento scritto, recante l’indicazione delle conseguenze penali della sua trasgressione. 5-ter. Lo straniero che senza giustificato motivo si trattiene nel territorio dello Stato in violazione dell’ordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis e’ punito con l’arresto da sei mesi ad un anno. In tale caso si procede a nuova espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica. 5-quater. Lo straniero espulso ai sensi del comma 5-ter che viene trovato, in violazione delle norme del presente testo unico, nel territorio dello Stato e’ punito con la reclusione da uno a quattro anni. 5-quinquies. Per i reati previsti ai commi 5-ter e 5-quater e’ obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto e si procede con rito direttissimo. Al fine di assicurare l’esecuzione dell’espulsione, il questore puo’ disporre i provvedimenti di cui al comma 1 del presente articolo". 2. Per la costruzione di nuovi centri di permanenza temporanea e assistenza e’ autorizzata la spesa nel limite massimo di 12,39 milioni di euro per l’anno 2002, 24,79 milioni di euro per l’anno 2003 e 24,79 milioni di euro per l’anno 2004.

Art. 14. (Ulteriori disposizioni per l’esecuzione dell’espulsione)

1. All’articolo 15 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente : "1-bis. Della emissione del provvedimento di custodia cautelare o della definitiva sentenza di condanna ad una pena detentiva nei confronti di uno straniero proveniente da Paesi extracomunitari viene data tempestiva comunicazione al questore ed alla competente autorita’ consolare al fine di avviare la procedura di identificazione dello straniero e consentire, in presenza dei requisiti di legge, l’esecuzione della espulsione subito dopo la cessazione del periodo di custodia cautelare o di detenzione". 2. La rubrica dell’articolo 15 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e’ sostituita dalla seguente : "Espulsione a titolo di misura di sicurezza e disposizioni per l’esecuzione dell’espulsione".

Art. 15. (Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione)

1. L’articolo 16 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e’ sostituito dal seguente : "Art. 16. - (Espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione) - 1. Il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna per un reato non colposo o nell’applicare la pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale nei confronti dello straniero che si trovi in taluna delle situazioni indicate nell’articolo 13, comma 2, quando ritiene di dovere irrogare la pena detentiva entro il limite di due anni e non ricorrono le condizioni per ordinare la sospensione condizionale della pena ai sensi dell’articolo 163 del codice penale ne’ le cause ostative indicate nell’articolo 14, comma 1, del presente testo unico, puo’ sostituire la medesima pena con la misura dell’espulsione per un periodo non inferiore a cinque anni. 2. L’espulsione di cui al comma 1 e’ eseguita dal questore anche se la sentenza non e’ irrevocabile, secondo le modalita’ di cui all’articolo 13, comma 4. 3. L’espulsione di cui al comma 1 non puo’ essere disposta nei casi in cui la condanna riguardi uno o piu’ delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero i delitti previsti dal presente testo unico, puniti con pena edittale superiore nel massimo a due anni. 4. Se lo straniero espulso a norma del comma 1 rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima del termine previsto dall’articolo 13, comma 14, la sanzione sostitutiva e’ revocata dal giudice competente. 5. Nei confronti dello straniero, identificato, detenuto, che si trova in taluna delle situazioni indicate nell’articolo 13, comma 2, che deve scontare una pena detentiva, anche residua, non superiore a due anni, e’ disposta l’espulsione. Essa non puo’ essere disposta nei casi in cui la condanna riguarda uno o piu’ delitti previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero i delitti previsti dal presente testo unico. 6. Competente a disporre l’espulsione di cui al comma 5 e’ il magistrato di sorveglianza, che decide con decreto motivato, senza formalita’, acquisite le informazioni degli organi di polizia sull’identita’ e sulla nazionalita’ dello straniero. Il decreto di espulsione e’ comunicato allo straniero che, entro il termine di dieci giorni, puo’ proporre opposizione dinanzi al tribunale di sorveglianza. Il tribunale decide nel termine di venti giorni. 7. L’esecuzione del decreto di espulsione di cui al comma 6 e’ sospesa fino alla decorrenza dei termini di impugnazione o della decisione del tribunale di sorveglianza e, comunque, lo stato di detenzione permane fino a quando non siano stati acquisiti i necessari documenti di viaggio. L’espulsione e’ eseguita dal questore competente per il luogo di detenzione dello straniero con la modalita’ dell’accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica. 8. La pena e’ estinta alla scadenza del termine di dieci anni dall’esecuzione dell’espulsione di cui al comma 5, sempre che lo straniero non sia rientrato illegittimamente nel territorio dello Stato. In tale caso, lo stato di detenzione e’ ripristinato e riprende l’esecuzione della pena. 9. L’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione non si applica ai casi di cui all’articolo 19".

Art. 16. (Diritto di difesa)

1. All’articolo 17, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, dopo le parole : "Lo straniero" sono inserite le seguenti : "parte offesa ovvero" e dopo la parola : "richiesta" sono inserite le seguenti : "della parte offesa o".

Art. 17. (Determinazione dei flussi di ingresso)

1. All’articolo 21 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni : a) al comma 1, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente : "Nello stabilire le quote i decreti prevedono restrizioni numeriche all’ingresso di lavoratori di Stati che non collaborano adeguatamente nel contrasto all’immigrazione clandestina o nella riammissione di propri cittadini destinatari di provvedimenti di rimpatrio" ; b) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole : "quote riservate" sono inserite le seguenti : "ai lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza, residenti in Paesi non comunitari, che chiedano di essere inseriti in un apposito elenco, costituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari, contenente le qualifiche professionali dei lavoratori stessi, nonche’" ; c) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti : "4-bis. Il decreto annuale ed i decreti infrannuali devono altresi’ essere predisposti in base ai dati sulla effettiva richiesta di lavoro suddivisi per regioni e per bacini provinciali di utenza, elaborati dall’anagrafe informatizzata, istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di cui al comma 7. Il regolamento di attuazione prevede possibili forme di collaborazione con altre strutture pubbliche e private, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. 4-ter. Le regioni possono trasmettere, entro il 30 novembre di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, un rapporto sulla presenza e sulla condizione degli immigrati extracomunitari nel territorio regionale, contenente anche le indicazioni previsionali relative ai flussi sostenibili nel triennio successivo in rapporto alla capacita’ di assorbimento del tessuto sociale e produttivo".