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Salvataggio nel deserto del Ténéré

Un’operazione di soccorso di Alarme Phone Sahara

16 aprile 2019

- Link all’articolo originale (FRA)

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Photo credit: Alarme Phone Sahara


Giovedì 14 marzo, la squadra di whistleblower di Alarme Phone Sahara ha assistito il salvataggio di un gruppo di 25 persone in difficoltà che si trovavano nel deserto da più giorni a causa di un guasto del loro veicolo. Le persone interessate erano cittadini del Niger che stavano migrando verso la Libia.

Secondo la legge attuale, i cittadini del Niger, contrariamente agli stranieri, hanno il diritto di spostarsi liberamente su tutto il territorio del paese, dunque non è loro vietato di viaggiare fino alla frontiera libica. Tuttavia, alcuni conducenti nel deserto del Niger hanno paura a far salire a bordo persone in difficoltà a causa della legge 36-2015, che criminalizza, tra le altre cose, il trasporto dei migranti. Inoltre, possono passare giorni prima che nel deserto Ténéré transitino convogli di veicoli che potrebbero aiutare chi si trova in pericolo.

Nel caso specifico, la squadra di Alarme Phone Sahara ha potuto soccorrere le persone in pericolo con il sostegno di membri dell’esercito e della polizia del Niger i quali, malgrado il mandato ufficiale di lotta contro la migrazione clandestina, sono stati pronti a prestare aiuto senza impedire ai viaggiatori di continuare il loro cammino.

Successivamente, la squadra di Alarme Phone Sahara ha potuto aiutare un secondo gruppo di persone ferme a causa di un guasto durante il ritorno dalla Libia verso il Niger.


Ecco il rapporto di TAHER di Bilma:
“Ciao,
Mi chiamo TAHER, (APS BILMA). Giovedì 14 marzo 2019, siamo usciti con il convoglio proveniente da Agadez e, a 180 km dal “pozzo della speranza”, abbiamo incontrato un veicolo dotato di doppie cabine fermo da 3 giorni a causa di un guasto alla scatola delle marce con 25 migranti a bordo, i quali hanno sofferto la sete e la fame.

Siccome eravamo provvisti degli strumenti di Alarme Phone Sahara (APS), abbiamo potuto prendere la situazione in mano. Ci siamo recati all’altezza del “pozzo della speranza”’ dove abbiamo trovato dei militari e il loro capo scorta, il segretario generale della prefettura di BILMA, il comandante dell’acqua e delle foreste e la gendarmeria nazionale. Abbiamo spiegato loro il progetto di Alarme Phone Sahara e della nostra responsabilità nei confronti delle persone in difficoltà, e tutti loro lo hanno elogiato e approvato! Hanno acconsentito a soccorrere i migranti e ci hanno accompagnati. Un viaggiatore ci ha dato 60 litri di gasolio per sostenere la missione e un autista proveniente dalla Libia ci ha prestato il suo veicolo per soccorrere i migranti. Arrivati sul luogo, il veicolo è stato rimesso in moto e i viaggiatori hanno ripreso il viaggio verso DIRKOU con cibo e acqua a bordo.

Al ritorno, abbiamo incontrato un altro veicolo proveniente dalla Libia con un problema al radiatore. Siccome stavamo tornando dal “pozzo della speranza”, abbiamo portato i 6 migranti e il conducente, li abbiamo lasciati sul luogo in attesa della riparazione del veicolo per potersi dirigere verso Agadez.

Questa è l’attività che APS ha svolto sul campo. Occorre notare che le autorità amministrative, la popolazione e tutta la regione di Agadez hanno apprezzato questa nuova iniziativa che aiuta a salvare vite umane.
Il problema era capire se questa dovesse continuare, e la risposta è stata positiva.

Sul territorio di Bilma, il numero di Alarme Phone Sahara è stato già distribuito alle associazioni locali e ai trasportatori. I volontari manifestano il loro impegno di portare avanti il progetto di APS.

Gli spostamenti restano il problema principale. Vorremmo avere a disposizione un veicolo di APS, che ci permetta di svolgere al meglio la nostra attività.

Bisogna intervenire in zone diverse, avendo dei punti focali per la trasmissione delle informazioni alla fonte quando necessario e in coordinazione con APS Agadez.

Vogliamo sottolineare che si tratta di un lavoro collettivo.

Il primo passo è stato fatto: APS esiste in diversi paesi, quindi è arrivato il momento che l’”Allarme” si attivi per una lotta comune e prospera”.