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I richiedenti asilo hanno diritto alla residenza anagrafica anche dopo il decreto Salvini. Il Tribunale di Bologna accoglie il ricorso dell’Ass. Avvocato di strada

Tribunale di Bologna, ordinanza del 2 maggio 2019

3 maggio 2019

Dopo l’ordinanza del Tribunale di Firenze, un’altra sentenza conferma che i richiedenti asilo hanno diritto all’iscrizione anagrafica e dà ragione a quei pochi Sindaci che fino ad oggi hanno scelto di non applicare la misura discriminatoria.
A questo punto ci aspettiamo che l’ANCI e altri Comuni facciano proprie queste indicazioni per garantire il diritto all’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo senza attendere altre nuove sentenze (ndr.).

- Leggi anche la lettera inviata ai comuni:
"I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini"

Il Tribunale ordinario di Bologna ha accolto integralmente il ricorso presentato da una cittadina extracomunitaria richiedente asilo, alla quale era stata respinta la domanda di iscrizione anagrafica presso il Comune di Bologna, in forza del Decreto Legge 113/18 (decreto Salvini) convertito in legge 132/18.

Il ricorso è stato presentato dagli avvocati Paola Pizzi ed Antonio Mumolo, volontari dell’Associazione Avvocato di strada Onlus.

Il giudice, dott.ssa Matilde Betti, ha riconosciuto la fondatezza della domanda presentata in via cautelare dalla ricorrente ed ha quindi ordinato al Sindaco di Bologna, nella sua qualità di Ufficiale di Governo responsabile della tenuta dei registri anagrafici, di procedere alla iscrizione della ricorrente nel registro anagrafico della popolazione residente nel comune di Bologna, con le modalità previste per le persone senza dimora.

- Scarica l’ordinanza

PDF - 611.3 Kb
Tribunale di Bologna, ordinanza del 2 maggio 2019