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Il Marocco frena l’immigrazione irregolare verso la Spagna

María Martín, El Pais - 30 aprile 2019

16 maggio 2019

- Link all’articolo originale (ESP)

I marocchini dispiegano agenti per rafforzare la lotta contro le mafie, frenare le partenze via mare ed impiegano la Regia Marina per i soccorsi in alto mare.

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È da tre mesi che le autorità spagnole guardano con sollievo ai numeri sull’immigrazione irregolare.

Gli ingressi, una media di circa 1.200 al mese, provano che i flussi si sono ridotti considerevolmente da gennaio e che si sono attestati a livelli inferiori rispetto a quelli registrati nel 2018, quando, la Spagna si convertì nella principale porta d’Europa per l’immigrazione irregolare. La caduta, sia degli arrivi via mare che di quelli via terra, non si spiega solo a causa del maltempo ma anche per il ruolo giocato dal Marocco.

La notevole riduzione degli arrivi in Spagna è, in gran parte, il risultato della collaborazione fra le autorità spagnole e marocchine,” sottolinea una relazione interna della Commissione Europea, alla quale EL PAĺS ha avuto accesso. Lo stesso documento rivela, senza citarne la fonte, che la guardia costiera marocchina (Regia Gendarmeria e Regia Marina) hanno bloccato, quest’anno, 2.831 partenze di migranti via mare.

Il cambio di rotta del Marocco ha preso piede verso la metà di gennaio, secondo fonti consultate dallo stesso quotidiano. La data coincide con l’annuncio della visita di Re Filippo VI a Rabat che poi, effettivamente, è avvenuta il 13 Febbraio. Durante quel viaggio, il monarca ha chiesto a Mohamed VI di spingersi “più al di là” nel controllo dell’immigrazione irregolare.

Il grafico in figura rappresenta il flusso di arrivi di migranti dal 2017 al 2019 secondo le fonti dello OIM in collaborazione con il Ministero dell’Interno spagnolo e riportati da EL PAĺS


A partire da quel momento, i marocchini hanno dispiegato i propri agenti per rafforzare la lotta contro le mafie, frenare le partenze via mare ed hanno impiegato la Regia Marina e la Gendarmeria per i soccorsi in alto mare.

Se nel 2018 un terzo dei migranti veniva soccorso dall’Organizzazione di Soccorso e Sicurezza Marittima spagnola (Salvamento Marítimo) in acque territoriali marocchine, fonti esperte delle dinamiche nella frontiera sud assicurano che adesso la guardia costiera del Marocco salva migranti tanto quanto quella della Spagna.

Questa nuova situazione ha generato malessere in un settore dei lavoratori del Salvamento Marítimo. L’interesse delle autorità spagnole a far sì che il Marocco assuma il controllo dei soccorsi nelle proprie acque territoriali, porta le imbarcazioni spagnole ad accogliere le chiamate di soccorso senza però, poi, intervenire, limitandosi, così, a sorvegliare il gommone in difficoltà fino all’arrivo delle guardie costiere del Paese rivierasco.

Con questi ordini, danno il tempo alla guardia costiera marocchina di raggiungere le imbarcazioni, farsi carico del soccorso senza però dovere, così, contabilizzare i numeri alla Spagna,” ha denunciato il CGT, principale sindacato della flotta.

Ridotto il numero dei soccorsi, “Salvamento Marítimo” farà a meno, a partire da questo mercoledì, del terzo equipaggio che faceva da rinforzo alle imbarcazioni di Tarifa e Almería.

L’equipaggio extra fu aggiunto prima del picco degli arrivi estivi che costrinse l’ente a dichiarare la situazione di emergenza. I membri dell’equipaggio hanno criticato la decisione che li obbliga a ritornare a guardie “estenuanti” mentre il “Salvamento Marítimo” continua a sostenere che “i dati attuali di attività non giustificano il mantenimento di questi rinforzi.

Denuncia di abusi

L’accordo agricolo e quello di pesca firmati tra l’UE e Rabat ed il contributo europeo di 140 milioni di euro per contenere i flussi migratori hanno contribuito, in modo determinante, a promuovere la collaborazione marocchina. “L’esplicito riconoscimento e l’appoggio dato al Marocco, tanto dalla Spagna quanto dalla Commissione Europea, sono alla base della tendenza al ribasso degli arrivi,” si legge in un altro documento interno dell’UE.

Le Forze di Sicurezza spagnole considerano l’intraprendenza del Marocco lo strumento più efficace per contenere i migranti. Anche gli accordi di restituzione tra marocchini e subsahariani sono elogiati come un “fattore di dissuasione.”

Esiste, tuttavia, anche l’altra faccia della medaglia di questa collaborazione.

Diverse ONG, come Gadem (Gruppo Antirazzista di Accompagnamento e Difesa di Stranieri e Migranti), denunciano da anni le pratiche utilizzate dagli agenti marocchini per dissuadere i migranti a partire.
Queste includono retate, sfratti e trasferimenti forzati alla frontiera sud del Paese.

Uno studio recente del Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche (CSIC) ha rivelato che solo il 52% dei migranti che denunciano gli abusi, una volta arrivati in Spagna, segnala la polizia o altre forze dell’ordine marocchine.