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Brasile - Status di rifugiata alla richiedente vittima di persecuzione per la sua identità di genere transessuale

Decisione della Commissione territoriale di Bologna del 21 novembre 2018

14 maggio 2019

Si ringrazia Jonathan Mastellari presidente di IAM - Intersectionalities and more per la segnalazione.

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La decisione della Commissione territoriale di Bologna riconosce lo status di rifugiata ad una cittadina brasiliana in quanto vittima di persecuzione per la sua identità di genere transessuale. Il provvedimento prende atto della mancanza di tutela dello Stato che non sempre si è dimostrato capace o disposto a proteggere le persone LGBTI da aggressioni e atti persecutori.
Tale criticità è resa ancora più evidente dalla vittoria alle elezioni del candidato di estrema destra Jair Bolsonaro.

"La Commissione:

- tenuto conto di quanto è emerso nel corso dell’audizione individuale (...) e di quanto in precedenza dichiarato dal richiedente al momento della presentazione della sua istanza;

- preso atto che la richiedente nel corso dell’audizione ha dichiarato quanto segue:
* che a causa dell’atteggiamento ostile dei suoi familiari decideva di spostarsi in Italia su suggerimento in un’amica;
* di continuare ad avere un rapporto conflittuale con diversi membri della sua famiglia a causa della sua identità di genere;
* di aver intrapreso autonomamente un percorso di transizione assumendo terapia ormonale;
* di non poter rientrare in Brasile perché teme di essere uccisa, specialmente in questa fase storica che potrebbe vedere il candidato di estrema destra - Jair Bolsonaro - eletto presidente del Paese;

- preso atto che la richiedente a fornito i seguenti documenti: relazione a cura di MigraBO;

- ritenuto che la richiedente ripercorre in modo sufficientemente dettagliato il rapporto conflittuale con i propri familiari e parenti, circostanza che la porrebbe in una situazione di maggiore vulnerabilità in caso di rientro;

- ritenuto conto che le persone transessuali in Brasile sono oggetto di pesante discriminazione sociale e atti persecutori che, in alcuni casi, hanno provocato la loro morte (cfr. https://www.refworld.org/docid/5ac48b0c4.html; https://www.refworld.org/docid/58736b5f4.html; https://www.theguardian.com/world/2018/jan/22/brazil-lgbt-violence-deaths-all-time-high-new-research);

- considerato che, nonostante importanti passi in avanti in termini di tutela giuridica contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, lo Stato non si è sempre dimostrato capace o disposto a proteggere le persone lgbt da aggressioni e atti persecutori, sia a causa della cultura machista del Paese che per le pesanti influenze religiose nel discorso pubblico (cfr. "The Brazilian Paradox: LGBT Legislation Improvements versus High Violence Rates against LGBT People" (2017) https://scholar.colorado.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2630&context=honr_theses);

- ritenuto che le circostanze riferite durante l’audizione personale consentono di riconoscere lo status di rifugiato di cui all’art. 1 della Convenzione di Ginevra del 1951, in quanto, alla luce delle dichiarazioni e delle informazioni fornite, sembra sussistere l’elemento del fondato timore di persecuzione in caso di rientro nel Paese di origine".

- Scarica la decisione

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Decisione della Commissione territoriale di Bologna del 21 novembre 2018