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La Open Arms ancora in mare con 121 migranti a bordo

L’equipaggio lancia un appello: «La lotta per i loro diritti è anche quella per i nostri. Aiutateci.»

7 agosto 2019

Malta nega l’approdo nel porto de La Valletta, l’Italia vieta l’ingresso nelle acque territoriali e la Spagna tace: la situazione a bordo della nave Open Arms, con a bordo 121 migranti salvati nel Mediterraneo per ora resta bloccata.

I governi maltese e italiano seguono un copione ormai consolidato (salvo qualche eccezione da parte di Malta, che il 7 luglio e il 4 agosto ha permesso lo sbarco dei migranti salvati dalla nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye) e il governo spagnolo sembra seguire le loro orme. Minaccia multe salatissime per le Ong che salvano vite nel Mediterraneo e soprattutto ignora l’offerta di accogliere i migranti avanzata dal sindaco di Valencia Joan Ribò e dalla Comunità Autonoma dell’Estremadura. Il Ministro dello Sviluppo José Luis Ábalos ha dichiarato che non si tratta di “volontarismo”, ma di una questione politica che investe la Commissione Europea. Peccato però che la Spagna non abbia nemmeno contattato gli Stati membri per trovare una soluzione condivisa che permetta di sbarcare i migranti a bordo della Open Arms nel porto sicuro più vicino.

In seguito alla conversione in legge del decreto sicurezza bis l’Unhcr ha espresso “la propria preoccupazione in merito al fatto che l’imposizione di sanzioni pecuniarie e di altro tipo ai comandanti delle navi potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private in un momento in cui gli stati europei hanno significativamente ritirato il proprio sostegno alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale”.