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Le pessime condizioni dei centri di detenzione per migranti in Messico

Kirk Semple, The New York Times ES - 5 agosto 2019

3 settembre 2019

- Link all’articolo originale (ESP)

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Acayucan, Messico - I migranti vengono trattenuti in vari luogho, come un’arena per la lotta libera, un parco giochi e degli uffici governativi. Vengono costretti a dormire in corridoi, in un campo di basket all’aria aperta, addirittura direttamente per terra.

In Messico esistono centri di detenzione che sono arrivati a superare di tre, quattro e anche cinque volte la loro capienza massima. Le persone detenute in alcuni centri hanno sofferto di caldo estremo, infestazioni di cimici, bagni otturati, giorni senza poter fare una doccia e carenza di cibo e buona assistenza medica.

Durante la campagna elettorale dell’anno scorso il presidente Andrés Manuel López Obrador aveva promesso che la sua politica migratoria avrebbe preso le distanze dalle rigide misure dei suoi predecessori che si basavano sull’applicazione della legge e avrebbe cercato di focalizzarsi sul rispetto dei diritti umani delle persone migranti e sul trattarle con dignità. Tuttavia le minacce del governo di Donald Trump hanno cambiato i suoi piani e provocato l’aumento delle detenzioni ed delle espulsioni dei migranti.

Questo duro approccio ha ridotto il numero delle persone migranti che provano ad attraversare la frontiera sud-est degli Stati Uniti. Ma d’altra parte ha anche scatenato una crisi nei centri di detenzione messicani dove, secondo i critici, si stanno costringendo adulti e bambini a a vivere in condizioni disumane, evidenziando la mancanza di preparazione del governo del Messico. Questa situazione ha suscitato numerose critiche nei confronti di López Obrador.

Da aprile a giugno le autorità messicane hanno fermato circa 73.400 migranti, più del doppio del numero dei detenuti durante i primi tre mesi dell’anno.

Questo aumento repentino ha creato “condizioni insostenibili” in molti dei sessanta centri esistenti in Messico, ha dichiarato Salva Lacruz, che dirige il Centro dei diritti umani Fray Matías de Córdova, un gruppo per la difesa dei diritti delle persone migranti che opera nella città meridionale di Tapachula. “Tutto è un disastro”, ha detto.

A causa delle pressioni dei critici, inclusa la Commissione Nazionale dei Diritti Umani, il governo di López Obrador ha ammesso recentemente le condizioni deplorevoli del sistema di detenzione e ha promesso che realizzerà dei miglioramenti.

Alcuni migranti mentre si riposano sul pavimento di un campo sportivo nel Centro Siglo XXI a Tapachula (Chiapas). Pedro Pardo/Agence France-Presse - Getty Images

Nel frattempo le condizioni in cui vivono le persone detenute continuano ad essere pessime.

Diverse interviste con richiedenti asilo che sono stati rilasciati di recente da un grande centro di detenzione messicano situato ad Acayucan, una piccola città nel sud-est del Messico, hanno descritto una situazione piena di difficoltà e carenze.

Le persone dormono sopra materassini sottili stesi ovunque. Altri non hanno nemmeno quelli e per questo giacciono a terra. Gli alimenti sono di scarsa qualità e insufficienti. Alcuni hanno detto che generalmente anche l’acqua potabile si esaurisce.

Un migrante cubano ha dichiarato di essere stato aggredito e ferito nel sud del Messico proprio prima di essere detenuto. E afferma che nel centro di detenzione gli hanno negato le cure mediche per otto giorni. Alla fine è stato ricoverato.

I migranti hanno descritto condizioni inaccettabili, che miglioravano solamente quando era in programma la visita di delegazioni di osservatori per i diritti umani o di altri funzionari. Prima delle visite il personale del centro di detenzione ispeziona le strutture.

Puoi ammalarti solo stando lì”, ha detto un richiedente asilo dell’Honduras che si è identificato soltanto con il suo cognome, Escobar, per salvaguardare la sua sicurezza.

Nel corso degli anni la situazione del sistema di detenzione è stata oggetto di critiche. Ma negli ultimi mesi le criticità sono peggiorate a causa dell’intensa repressione da parte della polizia nei confronti dei migranti.

Ad aprile, in seguito a una forte diminuzione delle detenzioni e delle espulsioni durante i primi quattro mesi della sua presidenza, López Obrador ha cominciato a prendere una posizione più severa nei confronti dell’immigrazione clandestina.

Spinto dalle minacce da parte di Trump di chiudere la frontiera con il Messico per bloccare il flusso migratorio, il governo messicano ha attuato delle misure per aumentare le detenzioni e le espulsioni.

Questi sforzi hanno raggiunto l’apice a giugno quando Trump ha minacciato di imporre dei dazi sul Messico.

Ma sebbene il governo messicano abbia risposto rapidamente alle richieste di Trump evidentemente non ha preparato il suo sistema detentivo per un incremento del numero di persone provocato dalle sue nuove politiche migratorie.

Un punto di controllo a giugno, quando si è intensificata la repressione nei confronti dei migranti da parte delle autorità messicane. Luis Antonio Rojas per il New York Times

L’Istituto Nazionale per le Migrazioni, organismo che supervisiona il sistema di detenzione dei migranti, ha risentito della strategia di López Obrador per ridurre la spesa pubblica. Nel quadro di un programma di austerità il budget dell’istituzione è stato ridotto del 23 per cento quest’anno.

Dalla primavera i rapporti sul peggioramento delle condizioni si sono moltiplicati.

C’è preoccupazione per la violazione dei diritti delle persone che inevitabilmente finiranno nei centri per migranti”, ha detto il Consiglio dei cittadini dell’Istituto Nazionale per le Migrazioni, un gruppo che fornisce consulenze all’istituzione per le migrazioni, in un comunicato rilasciato a metà giugno. “A causa del potenziamento del controllo sull’immigrazione, i centri si saturano e provocando sovraffollamento e condizioni precarie”.

Tuttavia la situazione è migliorata a malapena.

Édgar Corzo Sosa, rappresentante della Commissione Nazionale dei Diritti Umani, ha detto che “con un flusso migratorio normale”, lo spazio a disposizione nel sistema sarebbe sufficiente. Ma il Messico sta subendo “un intenso flusso migratorio”.

Corzo ha preso un documento, la stima giornaliera del governo in ognuno dei centri di detenzione, e ha iniziato a citare statistiche. Alcune strutture erano molto al di sopra della loro capienza.

Nella città frontaliera di Reynosa, 210 migranti sono sistemati in una struttura progettata per 50 persone, ha detto Corzo. In un centro a Palenque ce n’erano 210, quasi il doppio della capienza massima. Circa 86 migranti sono stati stipati in un centro idoneo a ospitare trenta persone.

Durante una recente visita a una struttura di Chiapas, Corzo ha registrato circa 400 detenuti in uno spazio destinato a non più di ottanta persone. Un altro centro di Chiapas, il Siglo XXI della città di Tapachula, ha una capienza di circa 960 persone, ma negli ultimi mesi ha ospitato una media giornaliera di più di 1.400 persone; a volte è arrivato ad averne due mila.

Dimmi se questo non è preoccupante”, ha affermato, “Ci sono molte difficoltà”.

Qualche giorno prima, un migrante salvadoregno è morto mentre era detenuto in un centro improvvisato negli uffici dell’Istituto Nazionale per le Migrazioni nella città settentrionale di Monterrey. È stato un episodio raro nel sistema di detenzione della nazione, Corzo ha detto che le autorità stavano indagando sulle cause.

I funzionari devono anche occuparsi di un gran numero di minori che viaggiano soli o con le loro famiglie.

Un centro di detenzione nella città di Hidalgo. “Il giudizio che ci hanno presentato è terribile” ha detto Marcelo Ebrard, Ministro degli Esteri del Messico. “Si deve fare un grande sforzo”. Alfredo Estrella/ Agenzia France-Presse - Getty Images


Secondo l’Istituto Nazionale per le Migrazioni, la detenzione di bambini migranti centroamericani nei primi sei mesi dell’anno è aumentata più del 130 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.

A maggio, una bambina guatemalteca di 10 anni è morta dopo essere caduta da una cuccetta in un importante centro di detenzione a Città del Messico, hanno riferito le autorità. I funzionari stanno ancora indagando sulle cause e stanno cercando di stabilire se abbia ricevuto cure mediche adeguate.

Marcelo Ebrard, Ministro degli Esteri del Messico, ha riconosciuto le cattive condizioni del sistema. “Le strutture sono pessime”, ha dichiarato durante una conferenza stampa.

La relazione che ci si è presentata è terribile: gli scarichi non funzionano, i bagni sono abbandonati”, ha detto. “Si deve fare uno sforzo immenso. Non è tanto una questione di denaro quanto di impegno”.

Il governo di López Obrador ha destinato circa 3,1 milioni di dollari per migliorare diversi importanti centri di detenzione nel sud del Messico e ha dichiarato anche l’intenzione di rinnovare i centri del nord.

Ma i difensori dei migranti segnalano che il governo non si è impegnato ad ampliare le risorse dell’agenzia governativa responsabile per l’asilo, un ente che era sull’orlo del collasso ancora prima che aumentassero le detenzioni.

Si può misurare la volontà politica dagli stanziamenti finanziari”, ha detto Ana Saiz Valenzuela, direttrice generale di Sin Fronteras, un gruppo che opera in difesa dei migranti a Città del Messico.

Corzo ha affermato che spera che López Obrador mantenga la sua promessa di migliorare le condizioni nei centri ed il trattamento dei detenuti.
È un nuovo governo”, ha detto. “È una nuova opportunità per realizzare grandi cambiamenti”. Però ha ammesso che “ci sono grandi sfide”.