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L’Italia blocca due aerei di ONG che individuavano le imbarcazioni di migranti nel mar Mediterraneo

Tiffany Fillon, InfoMigrants - 30 agosto 2019

2 settembre 2019

- Link all’articolo originale (FRA)

Il Moonbird, aereo della ONG tedesca Sea-Watch, e il Colibri, della ONG francese Pilotes volontaires, sono ormai bloccati in Italia in seguito a una decisione della aviazione civile italiana. Inquiete, le ONG tentano di difendersi legalmente e di trovare delle soluzioni alternative per continuare a sorvolare il Mediterraneo.

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Dopo le navi umanitarie, gli aerei di localizzazione delle imbarcazione di migranti sono a loro volta presi di mira dalle autorità italiane. Su ordine dell’aviazione civile nazionale, il Moonbird della ONG tedesca Sea-Watch e il Colibri della ONG francese Pilotes volontaires sono attualmente bloccati sul suolo italiano.

Questi due piccoli aerei controllano, dal 2017, le posizioni dei barconi di migranti nel Mediterraneo e avvertono le ONG umanitarie in caso di naufragio.

Le ragioni sono politiche. La nostra missione è in regola con le norme nazionali e italiane”, è intervenuto Ruben Neugebauer, portaparola della ONG Sea-Watch, nel giornale spagnolo El Diario.

Il Colibri d’altra parte è bloccato dal 30 luglio sull’isola di Lampedusa, su ordine dell’aviazione civile italiana. “Questa sottintende, in particolare, nella lettera che abbiamo ricevuto, che noi abbiamo armeggiato con il serbatoio affinché potesse contenere più carburante. È falso: il nostro aereo è stato concepito con un secondo serbatoio, più grande, in conformità con la legge”, si difende José Benavente, cofondatore di Pilotes volontaires, contattato da InfoMigrants.

L’aviazione civile italiana considera parimenti la missione di pattugliamento del Colibri come un’ “operazione speciale” incompatibile con il tipo di aereo utilizzato dall’ONG. Pilotes volontaires si è allora difesa respingendo questo argomento e affermando che nessun equipaggiamento particolare è stato installato a bordo dell’aereo.

Nonostante questa decisione dell’aviazione civile italiana, Pilotes volontaires prosegue la sua attività. “Nell’attesa di poter utilizzare il Colibri, stiamo affittando un altro aereo. Il noleggio termina tra due giorni e quindi siamo alla ricerca di un altro mezzo”, precisa José Benavente, che prevede a termine una raccolta fondi per comprare un secondo aereo.

In parallelo, l’ONG, sostenuta da avvocati specialisti in aviazione, sta attualmente discutendo con le autorità italiane per poter annullare la decisione. Per il momento, Pilotes volontaires non conosce la durata del fermo del Colibri, per mancanza di risposte delle autorità.

Il pilota, che ha comprato il Colibri con Benoît Micolon, l’altro cofondatore, si dice piuttosto stupito a causa della reazione degli italiani. “Perché bloccano oggi il Colibri mentre ci hanno autorizzato a volare 82 volte da maggio 2018?”, si domanda. “Noi non abbiamo mai operato in clandestinità. Ogni volta che partiamo, avvertiamo l’aviazione civile italiana e la guardia costiera”.

In seguito a questo primo ostacolo da parte delle autorità italiane, José Benavente si interroga sul legame con il contesto politico italiano. “Non è improbabile che questa decisione sia politica ma ci guardiamo dal tirare delle conclusioni affrettate – commenta, - Noi consideriamo che salvare delle persone in mare non sia una questione politica ma di umanità”.

Un blocco probabilmente legato alla politica d’accoglienza italiana

Il pilota si rallegra tuttavia dell’esclusione di Matteo Salvinidal governo italiano. “Speriamo che questo cambiamento politico sarà più propizio per l’organizzazione del soccorso in mare e per delle decisioni più umane e ragionevoli”, afferma.
Da più di un anno, l’ONG Pilotes volontaires afferma di essere venuta in soccorso di 71 barconi con a bordo quasi 6000 persone.

Mentre le traversate nel Mediterraneo si moltiplicano in questo periodo dell’anno, il fermo del Moonbird e del Colibri aggiunge una difficoltà supplementare per le navi umanitarie che vanno in soccorso alle imbarcazioni di migranti. La cooperazione di mezzi aerei e marittimi permette, infatti, di individuare più facilmente i barconi, difficilmente localizzabili dalle navi umanitarie.