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Nel CPR di Torino violenze, strutture fatiscenti e difficoltoso accesso alle cure

Report di Alda Re e Yasmine Accardo, campagna LasciateCIEntrare

16 settembre 2019

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Fin dalla morte di Faisal, avvenuta nella zona definita ospedaletto, il 9 luglio 2019, in totale stato di abbandono, è stato chiaro che la situazione sarebbe costantemente peggiorata.

Tutti gli episodi qui sotto riportati sono stati comunicati agli organi di stampa, alla Garante cittadina delle Persone Private delle libertà dottoressa Monica Gallo, al Garante Regionale Dottor Mellano, oltre che al Garante nazionale Dott. Mauro Palma.

Alimentazione

Tra cibi di bassissima qualità e forti ritardi nelle consegne (con il cibo confezionato che rimane per ore sotto il sole) l’alimentazione rappresenta uno dei problemi più diffusi . Non mancano inoltre, segnalazioni, che si ripetono nel tempo nonostante il forte ricambio dovuto alle espulsioni, di cibi sospettati di essere edulcorati con farmaci calmanti. Soprattutto in momenti in cui le proteste hanno forme più ampie ed organizzate, i trattenuti raccontano di aver mangiato e poi essersi dopo poco addormentati o “sentiti strani”. Sul fenomeno da sempre si riporta a più livelli la questione, ma non si è mai riusciti a verificarne la veridicità con dati oggettivi: analisi del cibo prima e dopo la somministrazione; atti relativi agli acquisti di farmaci della categoria dei tranquillanti, ansiolitici.

Per tutta l’ estate anche l ‘acqua ha rappresentato un problema in termini sia di fornitura alimentare (un solo litro al giorno, nonostante il caldo torrido, che ha costretto i reclusi a bere l’acqua dai rubinetti) che di uso per l’igiene personale, poiché l’acqua esce sporca dai rubinetti ed è sempre molto calda. Anche tale dato necessiterebbe di esami obiettivi a confermare le testimonianze raccolte.

La struttura

La struttura è fatiscente e non certo per le proteste, che certo si ripetono nel tempo, ma sono una conseguenza delle condizioni della vita interna e non causa. In un articolo de La stampa venne anche pubblicato un video che mostrava i rivoli di pioggia scendere dai soffitti e scorrere sui cavi elettrici. Così come durante l’inverno ci furono problemi con il riscaldamento ed in estate non ha mai funzionato l’impianto di condizionamento dell’aria. Le condizioni di caldo asfissiante, in un’area dove non esiste alcun tipo di ristoro dal sole, poiché interamente costruita in cemento, hanno costretto i i reclusi, ogni giorno a dormire all’esterno degli abitati, che sono cubicoli senza finestra non coibentati e che nelle ore più calde diventano delle fornaci.

Va sottolineato che i bagni la zona letto, e quella per il consumo dei pasti costituiscono un unicum, contravvenendo a tutte le norme igieniche, nonché all’impossibilità per le persone trattenute di avere un minimo di privacy in tale luogo.

Salute e Accesso alle cure

L’assistenza sanitaria è il punto critico principale del CPR sia per chi vi arriva già in precarie condizioni di salute che di chi vi si ammala. Intanto sarebbe opportuno fare delle verifiche stringenti sulle certificazioni mediche e quindi sui certificatori che autorizzano la possibilità di ingresso e permanenza nel CPR. In molte situazioni persone con patologie psichiatriche incompatibili con la vita in detenzione sono state autorizzate, contro ogni norma relativa alla tutela delle persone vulnerabili.

Monitoraggio necessario anche in itinere per la rivalutazione dei casi dal punto di vista medico clinico e psicologico e per l’effettiva presenza di operatori sanitari. Le testimonianze tutte raccontano di: indifferenza alle richieste dei reclusi ed intervento solo ( se pure) in fase di urgenza acclarata (benché anche in questi casi, la risposta sia stata tardiva e non idonea, come ha ben evidenziato il caso del cittadino bengalese deceduto).

Riteniamo centrale porre attenzione alla zona dell’ospedaletto, sulla carta zona di isolamento, che funge più da isolamento punitivo che clinico e da zona di abbandono piuttosto che di maggior tutela, non possedendo alcuna zona idonea alle visite mediche, all’osservazione o particolari criteri igienico sanitari che caratterizzano le zona di isolamento su base medico clinica, che devono essere sempre monitorate da personale sanitario formato ed in grado di intervenire in situazioni di criticità o quanto meno raggiungibili in tempi brevissimi

La grave situazione relativa all’assistenza sanitaria, ci ha indotto a chiedere ufficialmente l’intervento dell’ordine dei medici a più riprese. I medici stessi edotti rispetto alla tematica ed agli avvenimenti, approfondendo le questioni hanno dimostrato forti preoccupazioni per i casi da noi segnalati.

Di seguito elenchiamo alcuni dei casi segnalati agli organismi sopra citati:

15 Luglio 2019: Uomo tunisino, affetto da una semiparalisi e con un esito di resezione del colon. Poiché il cpr possiede solo bagni turchi, egli deve essere legato con corde improvvisate per accedere ai servizi igienici.

9 Agosto 2019: Uomo marocchino, con segni gravi di disagio mentale, posto in isolamento in Ospedaletto, dove verrà fotografato mentre urla e si cosparge delle proprie feci.

14 Agosto 2019: Uomo marocchino che si fa male a seguito di una caduta all’interno del cpr: Si romperà un braccio ed una gamba. Verrà portato frettolosamente in ospedale per essere ingessato ma tornerà subito al cpr. Anche per lui l’accesso ai servizi igienici è impossibile. Ha infatti un dolore tale che usare i servizi igienici gli procura dolori lancinanti. Nonostante la continua richiesta di farmaci antidolorifici, nessuno dei medici interni ha mai risposto alle sue necessità

29 Agosto 2019: Uomo marocchino che ingoia 3 pile e beve detersivo. Chiede un supporto medico che gli viene negato. Da suoi contatti esterni viene avvisato il centro antiveleni dell’ospedale Niguarda di Milano, che consiglia un ricovero immediato per il ragazzo. Contemporaneamente viene contattato il 118 da attivisti e medici, ma al ragazzo verrà fornita soltanto una “purga”,senza visita medica. Lo stesso verrà rimpatriato quando ha ancora le pile nello stomaco.

31 Luglio 2019: Uomo marocchino, sale sulle grate di divisione delle aree e si fa cadere legato per il collo, tentando di impiccarsi. Verrà soccorso dagli altri reclusi. E solo dopo 2 ore dal fatto, un medico farà una veloce ed approssimata verifica. Non gli verranno fornite né cure mediche né assistenza psicologica (segnalazione dal

Vi sono poi i casi innumerevoli di crollo psicologico, dovuto alla pressione ed alla ansia di vivere in un luogo senza alcuna tutela né diritti.

Violenze

Numerose sono le denunce di atti violenti perpetrati dagli organismi di polizia a più riprese, tra cui:

Uomo marocchino: Viene postato sul social facebook un video in cui mostra i denti rotti a causa di un pestaggio delle forze dell’ordine

Ibrahima Diagne, di nazionalità ivoriana, picchiato durante il trasferimento dal cpr di Torino a quello di Roma Ponte Galeria. All’arrivo nel nuovo CPR viene infatti condotto in ospedale per ricevere soccorso. Sottolineiamo che in quest’occasione il responsabile del CPR di Ponte Galeria non ritiene opportuno in ogni caso prendere in carico Ibrahim, poiché risulta scaduto il certificato di idoneità al trattenimento, pertanto richiede che non solo venga tradotto immediatamente al presidio medico più vicino poiché ha ferite sanguinanti alla testa, ma che il medico di guardia stili un certificato di autorizzazione ad ulteriore trattenimento.

Difesa Legale

Durante le legittime proteste per le pessime condizioni di vita e la mancata assistenza, si sono verificati casi in cui non veniva garantito il diritto alla difesa.

Ad esempio in data 13 Luglio 2019 e per 3 giorni di seguito gli avvocati sono stati tenuti fuori dalla struttura e non hanno potuto incontrare i loro assistiti.

Va riportato che spesso mancano i mediatori linguistici, elemento che rende molto complicata la comprensione di quanto stia accadendo e soprattutto di quali siano i propri diritti.

Questi non sono tutti i casi segnalati durante questi due mesi estivi, ma i più significativi.

Sottolineiamo che nel periodo Luglio-Agosto la Garante cittadina si è recata nella struttura ben tre volte a causa delle gravi e continue segnalazioni da noi inviate

Le vessazioni, la mancanza di diritto e l’incuria medica avvengono infatti quotidianamente. Tocca chiedersi quali strumenti abbiano i reclusi per riguadagnare un po’ della dignità che si tenta di sottrar loro in ogni modo possibile, considerando che sistematicamente vengono vessati ed umiliati e restano inascoltate le loro richieste di trattamenti dignitosi e di diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalle norme nazionali ed internazionali.

Infine ci preme ricordare che in questo momento si trova trattenuto il signor Deniz, ragazzo turco oppositore politico di Erdogan, che è in sciopero della fame dal primo settembre.

La base del CPR, resta il principio repressivo che negli anni ha sempre caratterizzato queste strutture totali, che vanno chiuse tout court.

I cpr sono luoghi che non smetteranno mai di rappresentare un sistema lager, disumano ed umiliante; luogo in cui vengono nascosti crimini commessi da quelle istituzioni che dovrebbero invece tutelare. Restano luoghi che non possono che rappresentare uno dei tanti buchi neri della democrazia nel nostro paese; forse il più crudele, perché invisibilizza e termina il lavoro di annullamento di chi è “straniero”, annullandone di fatto ogni diritto

I CPR vanno chiusi. Ogni minuto in più del loro esistere continuano a rappresentare per tutti noi una vergogna che pesa sulla società tutta.