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Grecia - “Ascoltate le nostre voci!”: gas lacrimogeni e proteste nel campo sovraffollato di Katsikas

Infomobile, 1 ottobre 2019

1 ottobre 2019

- Link all’articolo originale (ENG)

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I rifugiati residenti nel campo profughi di Katsikas, gestito da Arbeiter Samariter Bund (ASB), richiedono solidarietà dal momento che le autorità provano a piazzare i nuovi arrivati dalle isole dell’Egeo nel loro campo già sovraffollato. A inizio ottobre la protesta di 100-200 rifugiati. Le squadre antisommossa sono state dislocate per aiutare la direzione del campo. I residenti fanno notare la presenza di bambini terrorizzati e l’uso di gas lacrimogeni. Dichiarano che le condizioni erano già misere prima e nessuno sta prestando attenzione ai loro problemi.

Siamo circa in 1.500 a vivere qui. Le autorità dicono che siamo 1.000 ma non è vero. Non abbiamo assistenza. Ora vogliono mettere 2-3 famiglie in un unico container; circa 10-12 persone. Ci dicono: `Questa è la Grecia. Non hai diritto di parola. Siete migranti. Dovete ascoltare noi.’ Non c’è sicurezza, non ci sono regole qui, non ci sono medici… Abbiamo molti problemi.
Ieri hanno portato parecchie persone qui da Chios. Oggi ne vogliono portare altre da Lesbo. Arrivano con la polizia che bussa alle porte e butta altre persone dentro. I bambini si spaventano, le famiglie si spaventano. Vogliono obbligarci ad accettare qualunque loro decisione. Ora le squadre antisommossa sono entrate nel campo e hanno lanciato gas lacrimogeni contro i nostri bambini. Le persone si stanno chiedendo perché la Grecia stia facendo questo a loro? Perché nessuno ascolta le nostre voci? Siamo esseri umani! Vogliamo essere rispettati! Trasferire le condizioni di vita disumane dalle isole alla parte continentale non è una soluzione. Pretendiamo una vita dignitosa nelle città e non in campi isolati e sovrappopolati. Vogliamo libertà per tutti!