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Aumentano abusi e sequestri di persona sulla rotta migratoria del Messico del sud

Una nota stampa di Medici Senza Frontiere

14 novembre 2019

- Link all’articolo originale (ENG)

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Città del Messico, 30 ottobre - I team di Medici Senza Frontiere (MSF) che stanno lavorando a Tenosique (stato di Tabasco), segnalano un aumento dei sequestri di persona e un’escalation di violenza nei confronti di migranti e rifugiati presso la frontiera meridionale messicana

Nelle testimonianze raccolte nelle settimane recenti dai membri dello staff di MSF, che forniscono assistenza medica e psicologica ai migranti in viaggio nel sud-est messicano, i pazienti parlano di rapimenti, torture, violenza estrema, atti di crudeltà e abusi sessuali commessi per estorsione a cui sono stati sottoposti una volta attraversato il confine del Guatemala in viaggio verso Tenosique. 

Stiamo osservando una crescita esponenziale del numero dei sequestri di persona ed una maggiore crudeltà nelle modalità di tortura utilizzate dai gruppi criminali che operano in quest’area”, spiega Gemma Pomares, dirigente delle attività mediche a Tenosique. 

In meno di un mese la squadra di MSF ha curato 11 migranti vittime di sequestro e tortura. Questa cifra equivale al numero totale dei casi di rapimento trattati nei primi otto mesi di quest’anno in questa località. 

Durante le visite mediche e psicologiche i sopravvissuti hanno riferito di essere stati portati in case abbandonate, dove sono stati costretti a togliersi i vestiti, sono stati legati per ore e lasciati all’aperto sottoposti a temperature alte e intemperie per avere in cambio i numeri di telefono dei loro famigliari. 

Squadre di MSF hanno preso in cura pazienti con lesioni da arma da fuoco e da accoltellamento. Hanno curato vittime di abusi sessuali, nonché persone che hanno subito torture come scosse elettriche ai genitali e all’ano. Molti di loro hanno raccontato di essere stati costretti ad assistere allo stupro dei propri compagni.

MSF fornisce cure mediche a Tenosique, nel sud-est del Messico, da quattro anni”, ha detto Pomares. “Anche se la violenza ha sempre fatto parte della realtà della rotta migratoria che va dal nord del Guatemala attraverso il Messico, l’estorsione e la violenza a dei livelli così estremi erano, prima d’ora, prevalenti solo nelle città più pericolose vicine alla frontiera con gli Stati Uniti, non nelle zone del sud-est”.

Nei giorni scorsi MSF ha avvisato che le politiche di criminalizzazione, persecuzione, detenzione ed espulsione attuate dal governo messicano per contenere i flussi migratori verso gli Stati Uniti, ha costretto molti migranti ad entrare in clandestinità e scegliere rotte sempre più pericolose. 

Queste misure stanno esponendo sempre più uomini, donne e bambini alle bande di criminali che operano impunemente in questa regione, e in particolare nella rotta che va dal Guatemala a Tenosique. Operano anche nelle città messicane al confine con gli Stati Uniti, dove il mese scorso più della metà dei pazienti di MSF hanno raccontato di essere stati sequestrati. 

Era soltanto questione di tempo che gli stessi livelli di violenza contro migranti e rifugiati visti nel confine settentrionale si diffondessero anche nel sud del paese” dice Sergio Martin, coordinatore generale di MSF in Messico. “Stiamo vedendo le conseguenze umanitarie dell’irrigidimento delle politiche migratorie, formulate per infliggere ulteriori sofferenze sulle migliaia di persone in fuga per la propria vita. La mancanza di protezione e la crudeltà nei loro confronti è inaccettabile”.

Dal 2012 MSF fornisce assistenza medica e psicologica a migranti e rifugiati, provenienti principalmente da Honduras, Guatemala ed El Salvador, lungo la rotta migratoria messicana.

I nostri team hanno fornito assistenza negli stati di Tabasco, Veracruz, Tamaulipas, Oaxaca, Chiapas, Hidalgo, Stato del Messico, San Luis Potosi, Guanajuato, Jalisco e Città del Messico.