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Spagna - I lavoratori senza documenti di Huelva chiedono una regolarizzazione straordinaria per la raccolta delle fragole

El Salto, 3 aprile 2020

Agricoltura

8 aprile 2020

- Link all’articolo originale (ESP)

La chiusura del confine con il Marocco sta mettendo a rischio la stagione di raccolta dei frutti rossi. Migliaia di lavoratori stagionali senza permesso, che sopravvivono nelle baraccopoli di Huelva, hanno richiesto con urgenza a tre diversi ministeri del Governo spagnolo una regolarizzazione di massa.

Il Collettivo di Lavoratori Africani (CTA, Colectivo de Trabajadores Africanos) ha inviato oggi una lettera al Ministero dell’Interno, a quello dell’Agricoltura e a quello della Sicurezza Sociale e dell’Immigrazione, chiedendo la regolarizzazione di migliaia di lavoratori privi di documenti che vivono nelle vicinanze dei campi di frutti rossi a Huelva.

La chiusura delle frontiere decretata dal governo in seguito all’emergenza sanitaria ha impedito l’arrivo di circa diecimila lavoratori dal Marocco. A causa di tale blocco sarà necessario un contingente straordinario di lavoratori stagionali affinché la raccolta di fragole e altri frutti rossi, la cui stagione è da poco iniziata, non venga totalmente compromessa.

Nella lettera, a cui la redazione di El Salto ha avuto accesso, questi lavoratori difendono gli interessi dei quattro-cinquemila stagionali che vivono nelle baraccopoli intorno a Huelva. Si tratta di insediamenti le cui condizioni sono state segnalate dallo stesso Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema come tra le peggiori viste nel mondo.

Il Collettivo individua due esigenze che in circostanze simili potrebbero convergere: da una parte la necessità dei datori di lavoro di manodopera per la raccolta dei frutti, e dall’altra l’urgenza dei lavoratori stagionali di lavorare in condizioni di sicurezza giuridica. Sono infatti migliaia le persone senza permesso di soggiorno o di lavoro, che non hanno neanche accesso ad alloggi dignitosi.

La richiesta di una regolamentazione straordinaria tramite i meccanismi presenti nelle normative su diritti e libertà degli stranieri in Spagna si unisce quindi alla necessità di rendere disponibili a queste migliaia di lavoratori senza documenti gli alloggi, dove solitamente risiedono i lavoratori marocchini durante la raccolta.

"La regolarizzazione straordinaria di lavoratori stranieri nella provincia di Huelva eviterà l’assunzione di manodopera irregolare e i danni che tale pratica provocherebbe alla previdenza sociale del paese, già duramente impattata dall’emergenza sanitaria in corso”, spiegano nella lettera.

L’ultima regolarizzazione straordinaria degli stranieri avvenne nel 2005 al fine di "normalizzare”, secondo parole usate dal governo di allora guidato dal partito PSOE, il lavoro di quasi 700.000 lavoratori migranti, che fino ad allora erano rimasti nell’economia sommersa.