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Roma - Buono spesa riconosciuto ad un nucleo familiare sprovvisto di permesso di soggiorno e di residenza

Tribunale di Roma, decreto del 22 aprile 2020

22 aprile 2020

Si ringraziano l’Avv. Salvatore Fachile, l’Avv. Cristina Laura Cecchini, l’Avv. Giulia Crescini e la dott.ssa Federica Remiddi.

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ll Tribunale di Roma accoglie, con decreto inaudita altera parte, la domanda cautelare presentata con ricorso ex art. 700 c.p.c. da parte di un nucleo familiare filippino costituito da tre minori, sprovvisto di permesso di soggiorno e di residenza, ad essere ammesso al beneficio del buono spesa per le famiglie in difficoltà introdotto dal Comune di Roma nell’ambito di quanto previsto nell’Ordinanza del Capo della Protezione Civile n. 658 del 29 marzo 2020.

Il Giudice Albano nel ricostruire la disciplina dei diritti fondamentali degli stranieri, tiene conto dell’importante evoluzione giurisprudenziale intervenuta soprattutto in materia di diritti sociali degli stranieri, ribadendo il principio affermato da tempo dalla Corte Costituzionale inerente il carattere universalistico dei diritti umani fondamentali per cui "esiste un nucleo “minimo” di questi diritti che non può essere violato e spetta a tutte le persone in quanto tali, a prescindere dalla regolarità del soggiorno sul territorio italiano". Si legge infatti nel provvedimento che "anche nella disciplina dei diritti sociali, nella quale pure la discrezionalità del legislatore è molto più ampia che nella disciplina dei diritti di libertà – perché sono richiesti l’uso e la allocazione di risorse scarse - il diverso trattamento deve essere giustificato da ragioni serie e non deve, comunque, violare quel nucleo di diritti fondamentali che, appunto, vengono definiti “inviolabili”".

Pertanto, il Giudice, ammette al beneficio del buono spesa il nucleo familiare irregolarmente soggiornante sul territorio italiano e qui radicatosi in base al solo domicilio, in quanto trattasi di misura emergenziale introdotta a tutela di un diritto fondamentale, tra cui quello all’alimentazione e alla vita stessa, che non ammette discriminazioni e che pertanto bisogna riconoscere e garantire a tutte le persone, a prescindere dalla loro presenza regolare sul territorio o da specifici requisiti quale quello della residenza, e a maggior ragione nel caso di specie in cui sono tra l’altro coinvolti tre minori, soggetti particolarmente vulnerabili e meritevoli di tutela.

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Tribunale di Roma, decreto del 22 aprile 2020

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