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Respingimenti: nuovi livelli di gravità raggiunti nell’Egeo

Mare Liberum, 13 maggio 2020

16 maggio 2020

- Link all’articolo originale (ENG)

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Ci sono prove di un respingimento avvenuto a danno di 14 persone che avevano già raggiunto le coste dell’isola di Chios.

Nelle ultime settimane sono stati riportati pochissimi sbarchi nelle isole greche, ma sempre più notizie di respingimenti stanno venendo alla luce. Se in passato si verificavano di tanto in tanto, nonostante la presenza dell’Agenzia di frontiera dell’Ue Frontex ora sono state registrate tre segnalazioni di respingimenti di persone che erano già entrate (Simi 23 marzo, Samos 28 aprile).

Parallelamente, sono stati rilevati respingimenti avvenuti anche in terraferma, dove molte persone sono state deportate illegalmente dai campi alla Turchia (un rapporto a riguardo qui). Tutti questi eventi dimostrano un nuovo di livello di gravità nei respingimenti in Grecia.

Per uno dei casi citati sopra abbiamo raccolto prove e testimonianze sulle circostanze dell’incidente:

La mattina del 30 aprile 2020 una barca che trasportava 14 migranti è arrivata sull’isola di Chios. Poco dopo la Guardia Costiera greca è giunta sul posto a bordo di una nave, mentre alcuni ufficiali raggiungevano il luogo in macchina. Alcuni dei migranti hanno cercato di allontanarsi dalla spiaggia, ma sono stati arrestati dagli ufficiali della Guardia Costiera e rinchiusi in un edificio in costruzione. La gente del posto che ha visto la scena è stata mandata via.

Dopo poco tempo la nave della Guardia Costiera si è avvicinata di nuovo alla riva per poi ripartire verso il mare aperto, in direzione quindi della Turchia, portando a rimorchio dietro di sé almeno un gommone. I testimoni oculari non sono riusciti a vedere come i migranti siano stati imbarcati sulla nave, ma, date le circostanze, questa possibilità è molto probabile.

Nelle prime ore del mattino del giorno successivo, 14 migranti che si trovavano su una piccola isola (forse è meglio dire, uno scoglio) al largo dell’isola di Chios sono stati salvati dalla guardia costiera turca e portati al porto di Çeşme.

I racconti dei testimoni oculari e i video condivisi dalla Guardia Costiera turca mostrano come la Guardia Costiera greca abbia radunato i migranti in un edificio abbandonato per poi costringerli a salire sulla loro nave e portarli sulla piccola isola di Bogaz (Turchia).

Si tratta di un vero e proprio respingimento, un’azione che va contro il principio di non-refoulement sancito dalla Convenzione di Ginevra, di cui la Grecia è firmataria.
Secondo il giornale locale Astraparis, l’autorità portuale di Chios, la Guardia Costiera greca e la polizia dell’isola hanno dichiarato che nel giorno 30 aprile 2020 non ci sono stati arrivi di migranti.

Neanche da parte di Frontex sono state date informazioni a riguardo. Le autorità portuali di Chios hanno affermato che quel giorno non sono stati riportati sbarchi di rifugiati e migranti, a parte un incidente in cui è intervenuta la Guardia Costiera turca. Secondo la ricostruzione il gommone è stato abbandonato in mare aperto per poi arrivare sulle rive di Chios.

Inoltre secondo le autorità presenti nell’hotspot di Vial non ci sono stati nuovi arrivi nel campo e nel resoconto della polizia e della guardia costiera non sono avvenute nuove registrazioni. Anche l’UNCHR afferma che, rispetto alle informazioni ottenute dalle autorità portuali di Chios, non ci sono stati arrivi in quel periodo.
I migranti hanno diritto all’asilo! Esortiamo lo Stato greco a indagare su questo incidente!

Stiamo organizzando un’indagine più approfondita in merito a questo incidente. Se avete qualsiasi tipo di informazione, che potrebbe aiutare, vi preghiamo di contattarci all’indirizzo info@mare-liberum.org.

Cronologia degli eventi:
La seguente cronologia si basa sulle informazioni fornite da testimoni oculari, sui resoconti dei media e sulle nostre ricerche sul campo.

30 aprile 2020:
Tra le 08.00 e le 09.00 di mattina
Una barca che trasporta 14 migranti (sei uomini, cinque donne e tre bambini) raggiunge l’isola di Chios tra Agia Fotia e Agios Aimilianos. Dieci dei migranti sono somali e quattro siriani. Più precisamente, la barca arriva da qualche parte tra Saint Emilian e Saint John, vicino alla città di Kallimasia. La zona dove approda si chiama Monolias.

La freccia rossa indica dove sono arrivati i migranti

Ore 09.30
Alcuni dei migranti cercano di raggiungere un luogo abitato e, secondo alcuni testimoni oculari, risalgono una piccola strada sterrata che sale dalla costa.
La nave da soccorso CG 518 della Guardia Costiera greca arriva sul posto, appena fuori dal piccolo porto di Saint John. Arrivano con un’auto anche due ufficiali della Guardia Costiera e iniziano a radunare i rifugiati appena sbarcati.
Un testimone oculare racconta di aver visto un membro dell’equipaggio della nave dirigersi verso la riva con un RHIB ausiliario, recuperare il gommone, che i migranti avevano usato, e trainarlo via dopo averlo legato alla parte posteriore dell’imbarcazione, nello stesso modo in cui verrà poi portato via dalla nave verso il mare aperto.

Ore 11.30
La Guardia Costiera greca trasferisce le 14 persone arrivate in barca in un edificio abbandonato. Un ufficiale racconta a un testimone oculare che stava passando di lì, che hanno spostato i migranti all’interno per proteggerli dai venti freddi.
La Guardia Costiera greca racconta però a una giornalista locale che quel giorno non ci sono stati arrivi di migranti a Chios: "Non sono stati riportati sbarchi di rifugiati. La Guardia Costiera turca è stata chiamata stamattina presto per recuperare alcuni rifugiati che cercavano di entrare nelle acque greche la cui barca era finita per arenarsi sulla spiaggia tra Agia Fotia e Agios Aimilianos".

12.00 mezzogiorno
La nave CG 518 della Guardia Costiera greca si avvicina di nuovo alla riva. A un testimone oculare viene detto di lasciare la zona e di tornare a casa, perché la Guardia Costiera sta svolgendo una "missione importante". Intimorito dagli ufficiali, il testimone oculare abbandona il posto.

Tra le 12.50 e le 13.30
Da una posizione nascosta, il testimone oculare riesce a vedere che la nave CG 518 sta lasciando la costa di nuovo e si dirige verso il mare aperto, quindi verso le acque turche. Al rimorchio ci sono uno o due gommoni, più o meno delle stesse dimensioni dell’imbarcazione con cui erano arrivati i migranti. Non è chiaro se si tratta della stessa barca con cui sono arrivati i migranti o di un’altra. Anche altri testimoni parlano di aver visto una o due barche.
In ogni caso, quel particolare gommone non è stato trovato a Chios nei giorni successivi all’incidente, nonostante le ricerche accurate. DI solito le barche dei rifugiati vengono inizialmente custodite nell’area di competenza della Guardia Costiera nel porto di Chios, per poi essere trasferite in un magazzino.


1° maggio 2020
Verso le 07.00 del mattino.
La Guardia Costiera turca invia tre navi SAR e un’unità subacquea per recuperare 14 migranti che sono rimasti bloccati sull’isola di Bogaz.

La freccia blu indica l’isola da cui sono stati salvati i migranti

I migranti vengono trasferiti sulla nave della Guardia Costiera e portati nel porto di Çeşme dove vengono sottoposti a controlli sanitari.

Altri racconti sull’incidente si possono leggere ai seguenti link:
- https://astraparis.gr
- https://www.efsyn.gr
- https://www.sozcu.com.tr