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In Italia ogni 9 ore e 43 minuti sparisce un minore straniero non accompagnato

I minorenni stranieri preda dello sfruttamento lavorativo in Europa e dei trafficanti di organi in Africa

11 giugno 2020

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- Manuale di sopravvivenza per il minore straniero non accompagnato (e per il suo tutore) Una guida realizzata da Melting Pot Europa in collaborazione con Welcome to Europe

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Molti vengono bloccati alle feroci frontiere africane e lì rimangono. A marcire nelle carceri egiziane. Oppure ammazzati e lanciati nelle fosse comuni. Altri diventano mangime per pesci, affondano tra le onde del Mediterraneo senza una lapide né un nome: ricordati da qualche pescatore, che mentre ritira le reti per i pesci trova resti umani.

Diventano un numero tra tanti numeri sulle labbra dei tecnicismi freddi ed impassibili dei governanti europei. Degli uomini in giacca e cravatta, con vestiti lucidi e puliti. Ma che nascondono putrido sapore di ingiustizia e morte.

I migranti ragazzini più “fortunati” sbarcano in Europa ed in Italia. Dopo abusi fisici e psicologici, dopo aver vissuto l’inferno. Ma si danno alla macchia.

Sono i minori stranieri non accompagnati (MSNA) e la situazione presenta tratti molto critici.

Negli ultimi ventotto mesi sono sbarcati in Italia quasi 6.000 minorenni [1] e gli ingressi recenti registrano sbarchi sopratutto di nazionalità egiziana [2], afgana e bengalese [3].

Le strade che si aprono per i MSNA sono essenzialmente due: accesso alle misure di protezione statale (SIPROIMI) e/o il ricongiungimento familiare.

Ma i problemi sistemici, strutturali ed errori macroscopici rallentano il tutto: l’ insufficienza di informazioni, la lunghezza dell’iter per il ricongiungimento, la necessità impellente di denaro portano il ragazzino a scegliere la strada più pericolosa: la fuga.

La necessità di denaro diviene nell’immediato un martello pneumatico che trapana la testa distruggendo la psiche: le pressioni del nucleo familiare rimasto in patria che ha investito tutti i fondi della famiglia per il viaggio e la necessità di mandare le rimesse portano il ragazzino a scappare dai canali istituzionali.

Il minorenne così sfugge alle logiche dell’accoglienza, diventa irreperibile.

E disertano la scuola: la dispersione scolastica tra i minorenni stranieri è altissima. Il tasso di abbandono nella scuola secondaria di primo grado registra percentuali preoccupanti: Costa d’Avorio 8,9%, Bosnia 7,2% e Egitto 7,1% [4].

Gli irreperibili in Italia (al 31/12/2020) sono 5.383: il dramma coinvolge soprattutto i minorenni della Tunisia e dell’Afghanistan. Ma anche coloro che fanno la rotta orientale-centro, ossia Eritrea [5] Somalia e Sudan. Passano attraverso i centri detentivi costruiti e finanziati dai soldi degli stati europei: in tal senso basti ricordare l’intesa da 500 milioni Germania - Egitto [6].

Il minorenne che arriva in Italia ha, di fatto, un vissuto da anziano. Un modo di agire che è da uomo. E le fragilità di bambino.

La segnalazione di allontanamento di MSNA [7] nei primi quattro mesi del 2020 sono altissime: 308 [8].

Significa che sono spariti 308 ragazzini in 121 giorni [9].

Questo vuol dire che ogni giorno in Italia spariscono più di due minorenni (2,54).

Ogni 9 ore e 43 minuti sparisce un MSNA ed a fine anno si sfonderà presumibilmente il muro dei mille irreperibili.

In questo contesto giocano un ruolo molto importante le organizzazioni parastatali, ossia le mafie. Il ragazzino straniero che sfugge alle logiche dell’accoglienza può essere adescato in primis dal circuito dello sfruttamento lavorativo: diventano manovali, operai, muratori nelle aziende nel nord Italia. Raccolta di arance, pomodori ed olive nel Sud. Unico comune denominatore: salario più basso rispetto agli adulti, turni sfiancanti e paga da fame.

Altri finiscono nel giro dello sfruttamento sessuale oppure vengono assoldati dalla criminalità organizzata diventando baby pusher.

Il ruolo della mafia all’interno dello scacchiere è confermato dai reati dei minorenni stranieri in carico agli uffici di Servizio Sociale [10]: stupefacenti 1.143, ricettazione 965, estorsione 305 e rapina 1.911. Reati non spuri, ma segno di appartenenza ad un’organizzazione ben strutturata e radicata: la mafia. Il MSNA diviene pedina della mano tentacolare delle associazioni criminali.

Altro circuito in cui finiscono è quello del traffico di organi: numerosi ragazzini, in nome di un ricongiungimento familiare rapido, si affidano ai trafficanti. Per un ricongiungimento illegale viene chiesto un rene. Il traffico di organi è il decimo business illegale più remunerativo del mondo e frutta dagli 840 milioni ad 1,7 miliardi di dollari [11]: si registrano circa 12.000 trapianti illegali e gli organi più venduti sono reni, polmoni, fegato, cuore e pancreas.

I trafficanti costringono spesso i migranti a vendere i propri organi: è il prezzo per arrivare in Europa, il pagamento richiesto per decurtare il debito contratto per il viaggio terrestre ed affrontare quello marittimo. I migranti che non hanno il denaro per la traversata e non hanno una famiglia nel paese di origine da fare da garante, ed in questa categoria rientrano moltissimi ragazzini, vengono ammazzati e gli organi rivenduti.

L’Egitto è il market del traffico africano: gli organi vengono messi in delle borse termiche e consegnati, dietro pagamento di 15.000 $, ai “medici del Sahara”. Di fatto, agli egiziani, che hanno allestito veri e propri ospedali illegali per effettuare le operazioni.

Le nazionalità più colpite sono soprattutto quelle della rotta orientale-centro, Somalia, Eritrea e Sudan: sono le stesse nazionalità dove molto forte è la componente MSNA che arriva in Europa.

E’ lecito domandarsi quanti MSNA siano stati coinvolti in questo business.

E’ lecito domandarsi quanti ragazzini nel tentativo di avverare il sogno Europa siano finiti nell’incubo della morte anonima.