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Legge Bossi - Fini, art. 24-32 (5a parte)

Legge 30 luglio 2002, n.189

Testo in vigore dal 10 settembre 2002

30 luglio 2002

Art. 24. (Permesso di soggiorno per motivi familiari)
Art. 25. (Minori affidati al compimento della maggiore eta’)
Art. 26. (Accesso ai corsi delle universita’)
Art. 27. (Centri di accoglienza e accesso all’abitazione)
Art. 28. (Aggiornamenti normativi)
Art. 29. (Matrimoni contratti al fine di eludere le norme sull’ingresso e sul soggiorno dello straniero)
Art. 30. (Misure di potenziamento delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari)
Art. 31. (Permesso di soggiorno per i richiedenti asilo)
Art. 32. (Procedura semplificata)

Art. 24. (Permesso di soggiorno per motivi familiari)

1. All’articolo 30 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, al comma 5, prima delle parole : "In caso di separazione", sono inserite le seguenti : "In caso di morte del familiare in possesso dei requisiti per il ricongiungimento e".

Art. 25. (Minori affidati al compimento della maggiore eta’)

1. All’articolo 32 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti : "1-bis. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 puo’ essere rilasciato per motivi di studio, di accesso al lavoro ovvero di lavoro subordinato o autonomo, al compimento della maggiore eta’, sempreche’ non sia intervenuta una decisione del Comitato per i minori stranieri di cui all’articolo 33, ai minori stranieri non accompagnati che siano stati ammessi per un periodo non inferiore a due anni in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da un ente pubblico o privato che abbia rappresentanza nazionale e che comunque sia iscritto nel registro istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394. 1-ter. L’ente gestore dei progetti deve garantire e provare con idonea documentazione, al momento del compimento della maggiore eta’ del minore straniero di cui al comma 1-bis, che l’interessato si trova sul territorio nazionale da non meno di tre anni, che ha seguito il progetto per non meno di due anni, ha la disponibilita’ di un alloggio e frequenta corsi di studio ovvero svolge attivita’ lavorativa retribuita nelle forme e con le modalita’ previste dalla legge italiana, ovvero e’ in possesso di contratto di lavoro anche se non ancora iniziato. 1-quater. Il numero dei permessi di soggiorno rilasciati ai sensi del presente articolo e’ portato in detrazione dalle quote di ingresso definite annualmente nei decreti di cui all’articolo 3, comma 4".

Art. 26. (Accesso ai corsi delle universita’)

1. Il comma 5 dell’articolo 39 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e’ sostituito dal seguente : "5. E’ comunque consentito l’accesso ai corsi universitari, a parita’ di condizioni con gli studenti italiani, agli stranieri titolari di carta di soggiorno, ovvero di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo politico, per asilo umanitario, o per motivi religiosi, ovvero agli stranieri regolarmente soggiornanti da almeno un anno in possesso di titolo di studio superiore conseguito in Italia, nonche’ agli stranieri, ovunque residenti, che sono titolari dei diplomi finali delle scuole italiane all’estero o delle scuole straniere o internazionali, funzionanti in Italia o all’estero, oggetto di intese bilaterali o di normative speciali per il riconoscimento dei titoli di studio e soddisfino le condizioni generali richieste per l’ingresso per studio".

Art. 27. (Centri di accoglienza e accesso all’abitazione)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 40, sono apportate le seguenti modificazioni : a) al comma 1, l’ultimo periodo e’ soppresso ; b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente : "1-bis. L’accesso alle misure di integrazione sociale e’ riservato agli stranieri non appartenenti a Paesi dell’Unione europea che dimostrino di essere in regola con le norme che disciplinano il soggiorno in Italia ai sensi del presente testo unico e delle leggi e regolamenti vigenti in materia" ; c) il comma 5 e’ abrogato ; d) il comma 6 e’ sostituito dal seguente : "6. Gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una regolare attivita’ di lavoro subordinato o di lavoro autonomo hanno diritto di accedere, in condizioni di parita’ con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da ogni regione o dagli enti locali per agevolare l’accesso alle locazioni abitative e al credito agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa di abitazione".

Art. 28. (Aggiornamenti normativi)

1. Nel testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, ovunque ricorrano, le parole : "ufficio periferico del Ministero del lavoro e della previdenza sociale" sono sostituite dalle seguenti : "prefettura-ufficio territoriale del Governo" e le parole : "il pretore" sono sostituite dalle seguenti : "il tribunale in composizione monocratica". 2. All’articolo 25 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, il primo periodo del comma 5 e’ sostituito dal seguente : "Ai contributi di cui al comma 1, lettera a), si applicano le disposizioni dell’articolo 22, comma 13, concernenti il trasferimento degli stessi all’istituto o ente assicuratore dello Stato di provenienza". 3. All’articolo 26 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, nel comma 3, le parole da : "o di corrispondente garanzia" fino alla fine del comma sono soppresse.

Art. 29. (Matrimoni contratti al fine di eludere le norme sull’ingresso e sul soggiorno dello straniero)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 30, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente : "1-bis. Il permesso di soggiorno nei casi di cui al comma 1, lettera b), e’ immediatamente revocato qualora sia accertato che al matrimonio non e’ seguita l’effettiva convivenza salvo che dal matrimonio sia nata prole".

Art. 30. (Misure di potenziamento delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari)

1. Al fine di provvedere alle straordinarie esigenze di servizio connesse con l’attuazione delle misure previste dalla presente legge, e nelle more del completamento degli organici del Ministero degli affari esteri mediante ricorso alle ordinarie procedure di assunzione del personale, le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari di prima categoria possono assumere, previa autorizzazione dell’Amministrazione centrale, personale con contratto temporaneo della durata di sei mesi, nel limite complessivo di ottanta unita’, anche in deroga ai limiti del contingente di cui all’articolo 152, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni. Per le stesse esigenze il contratto puo’ essere rinnovato per due ulteriori successivi periodi di sei mesi, anche in deroga al limite temporale di cui all’articolo 153, secondo e terzo comma, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967. Le suddette unita’ di personale sono destinate a svolgere mansioni amministrative ordinarie nelle predette sedi all’estero. Nelle medesime sedi un corrispondente numero di unita’ di personale di ruolo appartenente alle aree funzionali e’ conseguentemente adibito all’espletamento di funzioni istituzionali in materia di immigrazione ed asilo, nonche’ di rilascio dei visti di ingresso. 2. Per l’assunzione del personale di cui al comma 1 si applicano le procedure previste per il personale temporaneo di cui all’articolo 153 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967.

Capo II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ASILO

Art. 31. (Permesso di soggiorno per i richiedenti asilo)

1. L’ultimo periodo del comma 5 dell’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, e’ sostituito dal seguente : "Il questore territorialmente competente, quando non ricorrano le ipotesi previste negli articoli 1-bis e 1-ter, rilascia, su richiesta, un permesso di soggiorno temporaneo valido fino alla definizione della procedura di riconoscimento".

Art. 32. (Procedura semplificata)

1. Al decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, sono apportate le seguenti modificazioni : a) all’articolo 1, il comma 7 e’ abrogato ; b) dopo l’articolo 1 sono inseriti i seguenti : "Art. 1-bis. - (Casi di trattenimento) - 1. Il richiedente asilo non puo’ essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda di asilo presentata. Esso puo’, tuttavia, essere trattenuto per il tempo strettamente necessario alla definizione delle autorizzazioni alla permanenza nel territorio dello Stato in base alle disposizioni del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, nei seguenti casi : a) per verificare o determinare la sua nazionalita’ o identita’, qualora egli non sia in possesso dei documenti di viaggio o d’identita’, oppure abbia, al suo arrivo nello Stato, presentato documenti risultati falsi ; b) per verificare gli elementi su cui si basa la domanda di asilo, qualora tali elementi non siano immediatamente disponibili ; c) in dipendenza del procedimento concernente il riconoscimento del diritto ad essere ammesso nel territorio dello Stato. 2. Il trattenimento deve sempre essere disposto nei seguenti casi : a) a seguito della presentazione di una domanda di asilo presentata dallo straniero fermato per avere eluso o tentato di eludere il controllo di frontiera o subito dopo, o, comunque, in condizioni di soggiorno irregolare ; b) a seguito della presentazione di una domanda di asilo da parte di uno straniero gia’ destinatario di un provvedimento di espulsione o respingimento. 3. Il trattenimento previsto nei casi di cui al comma 1, lettere a), b) e c), e nei casi di cui al comma 2, lettera a), e’ attuato nei centri di identificazione secondo le norme di apposito regolamento. Il medesimo regolamento determina il numero, le caratteristiche e le modalita’ di gestione di tali strutture e tiene conto degli atti adottati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), dal Consiglio d’Europa e dall’Unione europea. Nei centri di identificazione sara’ comunque consentito l’accesso ai rappresentanti dell’ACNUR. L’accesso sara’ altresi’ consentito agli avvocati e agli organismi ed enti di tutela dei rifugiati con esperienza consolidata nel settore, autorizzati dal Ministero dell’interno. 4. Per il trattenimento di cui al comma 2, lettera b), si osservano le norme di cui all’articolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Nei centri di permanenza temporanea e assistenza di cui al medesimo articolo 14 sara’ comunque consentito l’accesso ai rappresentanti dell’ACNUR. L’accesso sara’ altresi’ consentito agli avvocati e agli organismi ed enti di tutela dei rifugiati con esperienza consolidata nel settore, autorizzati dal Ministero dell’interno. 5. Allo scadere del periodo previsto per la procedura semplificata di cui all’articolo 1-ter, e qualora la stessa non si sia ancora conclusa, allo straniero e’ concesso un permesso di soggiorno temporaneo fino al termine della procedura stessa. Art. 1-ter. - (Procedura semplificata) - 1. Nei casi di cui alle lettere a) e b) del comma 2 dell’articolo 1-bis e’ istituita la procedura semplificata per la definizione della istanza di riconoscimento dello status di rifugiato secondo le modalita’ di cui ai commi da 2 a 6. 2. Appena ricevuta la richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato di cui all’articolo 1-bis, comma 2, lettera a), il questore competente per il luogo in cui la richiesta e’ stata presentata dispone il trattenimento dello straniero interessato in uno dei centri di identificazione di cui all’articolo 1-bis, comma 3. Entro due giorni dal ricevimento dell’istanza, il questore provvede alla trasmissione della documentazione necessaria alla commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato che, entro quindici giorni dalla data di ricezione della documentazione, provvede all’audizione. La decisione e’ adottata entro i successivi tre giorni. 3. Appena ricevuta la richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato di cui all’articolo 1-bis, comma 2, lettera b), il questore competente per il luogo in cui la richiesta e’ stata presentata dispone il trattenimento dello straniero interessato in uno dei centri di permanenza temporanea di cui all’articolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ; ove gia’ sia in corso il trattenimento, il questore chiede al tribunale in composizione monocratica la proroga del periodo di trattenimento per ulteriori trenta giorni per consentire l’espletamento della procedura di cui al presente articolo. Entro due giorni dal ricevimento dell’istanza, il questore provvede alla trasmissione della documentazione necessaria alla commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato che, entro quindici giorni dalla data di ricezione della documentazione, provvede all’audizione. La decisione e’ adottata entro i successivi tre giorni. 4. L’allontanamento non autorizzato dai centri di cui all’articolo 1-bis, comma 3, equivale a rinuncia alla domanda. 5. Lo Stato italiano e’ competente all’esame delle domande di riconoscimento dello status di rifugiato di cui al presente articolo, ove i tempi non lo consentano, ai sensi della Convenzione di Dublino ratificata ai sensi della legge 23 dicembre 1992, n. 523. 6. La commissione territoriale, integrata da un componente della Commissione nazionale per il diritto di asilo, procede, entro dieci giorni, al riesame delle decisioni su richiesta adeguatamente motivata dello straniero di cui e’ disposto il trattenimento in uno dei centri di identificazione di cui all’articolo 1-bis, comma 3. La richiesta va presentata alla commissione territoriale entro cinque giorni dalla comunicazione della decisione. L’eventuale ricorso avverso la decisione della commissione territoriale e’ presentato al tribunale in composizione monocratica territorialmente competente entro quindici giorni, anche dall’estero tramite le rappresentanze diplomatiche. Il ricorso non sospende il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale ; il richiedente asilo puo’ tuttavia chiedere al prefetto competente di essere autorizzato a rimanere sul territorio nazionale fino all’esito del ricorso. La decisione di rigetto del ricorso e’ immediatamente esecutiva. Art. 1-quater. - (Commissioni territoriali) - 1. Presso le prefetture-uffici territoriali del Governo indicati con il regolamento di cui all’articolo 1-bis, comma 3, sono istituite le commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato. Le predette commissioni, nominate con decreto del Ministro dell’interno, sono presiedute da un funzionario della carriera prefettizia e composte da un funzionario della Polizia di Stato, da un rappresentante dell’ente territoriale designato dalla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e da un rappresentante dell’ACNUR. Per ciascun componente deve essere previsto un componente supplente. Tali commissioni possono essere integrate, su richiesta del Presidente della Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato prevista all’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 maggio 1990, n. 136, da un funzionario del Ministero degli affari esteri con la qualifica di componente a tutti gli effetti, ogni volta che sia necessario, in relazione a particolari afflussi di richiedenti asilo, in ordine alle domande dei quali occorra disporre di particolari elementi di valutazione in merito alla situazione dei Paesi di provenienza di competenza del Ministero degli affari esteri. In caso di parita’, prevale il voto del Presidente. Ove necessario, in relazione a particolari afflussi di richiedenti asilo, le commissioni possono essere composte da personale posto in posizione di distacco o di collocamento a riposo. La partecipazione del personale di cui al precedente periodo ai lavori delle commissioni non comporta la corresponsione di compensi o di indennita’ di qualunque natura. 2. Entro due giorni dal ricevimento dell’istanza, il questore provvede alla trasmissione della documentazione necessaria alla commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato che entro trenta giorni provvede all’audizione. La decisione e’ adottata entro i successivi tre giorni. 3. Durante lo svolgimento dell’audizione, ove necessario, le commissioni territoriali si avvalgono di interpreti. Del colloquio con il richiedente viene redatto verbale. Le decisioni sono adottate con atto scritto e motivato. Le stesse verranno comunicate al richiedente, unitamente all’informazione sulle modalita’ di impugnazione, nelle forme previste dall’articolo 2, comma 6, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. 4. Nell’esaminare la domanda di asilo le commissioni territoriali valutano per i provvedimenti di cui all’articolo 5, comma 6, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, le conseguenze di un rimpatrio alla luce degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali di cui l’Italia e’ firmataria e, in particolare, dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848. 5. Avverso le decisioni delle commissioni territoriali e’ ammesso ricorso al tribunale ordinario territorialmente competente che decide ai sensi dell’articolo 1-ter, comma 6. Art. 1-quinquies. - (Commissione nazionale per il diritto di asilo) - 1. La Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato prevista dall’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 maggio 1990, n. 136, e’ trasformata in Commissione nazionale per il diritto di asilo, di seguito denominata "Commissione nazionale", nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta congiunta dei Ministri dell’interno e degli affari esteri. La Commissione e’ presieduta da un prefetto ed e’ composta da un dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, da un funzionario della carriera diplomatica, da un funzionario della carriera prefettizia in servizio presso il Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione e da un dirigente del Dipartimento della pubblica sicurezza. Alle riunioni partecipa un rappresentante del delegato in Italia dell’ACNUR. Ciascuna amministrazione designa, altresi’, un supplente. La Commissione nazionale, ove necessario, puo’ essere articolata in sezioni di analoga composizione. 2. La Commissione nazionale ha compiti di indirizzo e coordinamento delle commissioni territoriali, di formazione e aggiornamento dei componenti delle medesime commissioni, di raccolta di dati statistici oltre che poteri decisionali in tema di revoche e cessazione degli status concessi. 3. Con il regolamento di cui all’articolo 1-bis, comma 3, sono stabilite le modalita’ di funzionamento della Commissione nazionale e di quelle territoriali. Art. 1-sexies. - (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) - 1. Gli enti locali che prestano servizi finalizzati all’accoglienza dei richiedenti asilo e alla tutela dei rifugiati e degli stranieri destinatari di altre forme di protezione umanitaria possono accogliere nell’ambito dei servizi medesimi il richiedente asilo privo di mezzi di sussistenza nel caso in cui non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli 1-bis e 1-ter. 2. Il Ministro dell’interno, con proprio decreto, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, provvede annualmente, e nei limiti delle risorse del Fondo di cui all’articolo 1-septies, al sostegno finanziario dei servizi di accoglienza di cui al comma 1, in misura non superiore all’80 per cento del costo complessivo di ogni singola iniziativa territoriale. 3. In fase di prima attuazione, il decreto di cui al comma 2 : a) stabilisce le linee guida e il formulario per la presentazione delle domande di contributo, i criteri per la verifica della corretta gestione dello stesso e le modalita’ per la sua eventuale revoca ; b) assicura, nei limiti delle risorse finanziarie del Fondo di cui all’articolo 1-septies, la continuita’ degli interventi e dei servizi gia’ in atto, come previsti dal Fondo europeo per i rifugiati ; c) determina, nei limiti delle risorse finanziarie del Fondo di cui all’articolo 1-septies, le modalita’ e la misura dell’erogazione di un contributo economico di prima assistenza in favore del richiedente asilo che non rientra nei casi previsti dagli articoli 1-bis e 1-ter e che non e’ accolto nell’ambito dei servizi di accoglienza di cui al comma 1. 4. Al fine di razionalizzare e ottimizzare il sistema di protezione del richiedente asilo, del rifugiato e dello straniero con permesso umanitario di cui all’articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e di facilitare il coordinamento, a livello nazionale, dei servizi di accoglienza territoriali, il Ministero dell’interno attiva, sentiti l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’ACNUR, un servizio centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali che prestano i servizi di accoglienza di cui al comma 1. Il servizio centrale e’ affidato, con apposita convenzione, all’ANCI. 5. Il servizio centrale di cui al comma 4 provvede a : a) monitorare la presenza sul territorio dei richiedenti asilo, dei rifugiati e degli stranieri con permesso umanitario ; b) creare una banca dati degli interventi realizzati a livello locale in favore dei richiedenti asilo e dei rifugiati ; c) favorire la diffusione delle informazioni sugli interventi ; d) fornire assistenza tecnica agli enti locali, anche nella predisposizione dei servizi di cui al comma 1 ; e) promuovere e attuare, d’intesa con il Ministero degli affari esteri, programmi di rimpatrio attraverso l’Organizzazione internazionale per le migrazioni o altri organismi, nazionali o internazionali, a carattere umanitario. 6. Le spese di funzionamento e di gestione del servizio centrale sono finanziate nei limiti delle risorse del Fondo di cui all’articolo 1-septies. Art. 1-septies. - (Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo) - 1. Ai fini del finanziamento delle attivita’ e degli interventi di cui all’articolo 1-sexies, presso il Ministero dell’interno, e’ istituito il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, la cui dotazione e’ costituita da : a) le risorse iscritte nell’unita’ previsionale di base 4.1.2.5 "Immigrati, profughi e rifugiati" - capitolo 2359 - dello stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno 2002, gia’ destinate agli interventi di cui all’articolo 1-sexies e corrispondenti a 5,16 milioni di euro ; b) le assegnazioni annuali del Fondo europeo per i rifugiati, ivi comprese quelle gia’ attribuite all’Italia per gli anni 2000, 2001 e 2002 ed in via di accreditamento al Fondo di rotazione del Ministero dell’economia e delle finanze ; c) i contributi e le donazioni eventualmente disposti da privati, enti o organizzazioni, anche internazionali, e da altri organismi dell’Unione europea. 2. Le somme di cui al comma 1, lettere b) e c), sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo di cui al medesimo comma 1. 3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio". 2. Per la costruzione di nuovi centri di identificazione e’ autorizzata la spesa nel limite massimo di 25,31 milioni di euro per l’anno 2003.