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Voto agli immigrati, Coppari: «Serve la cittadinanza»

da Il Messaggero - Cronaca di Ancona del 21 aprile 2004

21 aprile 2004

L’ipotesi Sturani

La proposta del sindaco Sturani fa proseliti. Il sindaco di Senigallia Luana Angeloni ha annunciato di voler verificare l’apertura dell’iter anche a Senigallia. Quale? Quello per il diritto di voto agli immigrati alle amministrative. Entro al settimana ad Ancona la proposta planera in commissione affari istituzionale. Sturani, reduce da un convegno a Venezia, dove ha partecipato in qualità di rappresentante Anci nazionale per i problemi dell’immigrazione, è convinto, forte di alcuni parere di eminenti costitutzionalisti, che i Comuni possano decidere autonomamente dal Governo , senza dunque attendere la modifica costituzionale, di consegnare agli immigrati il diritto di voto nelle amministrative. Si tratta di una rivoluzione culturale destinata, come sta avvadendo, a far discutere. Una decisione ispirata da un preciso input arrivato da Strasburgo e dal vicepremier di An Gianfranco Fini. Ma mentre il Gopverno sembra aver congelato l’ipotesi, i Comuni sono partiti. Apre il fronte Genova, con Ancona sulla scia. I criteri per l’aperture delle urne agli extracomunitari saranno al centro del dibattito consiliare e politico. Sturani parla di tre o cinque anni di residenza come requisito per partecipare.

Ad intervenire più compitamente ieri è stato il consigliere dell’Udc Luigi Coppari: « Per quel che riguarda il voto agli immigrati, la posizione mia personale e dell’Udc non è né di freno né di pungolo ma è solo la presa d’atto di una situazione che per legge è anche in periodo di devolution di competenza esclusiva dello Stato. Quindi non esiste nessuna modifica di statuto comunale che possa derogare una materia così delicata quale è l’elettorato attivo e passivo. In estrema sintesi secondo la legge attuale, tutti i cittadini dei paesi della Comunità Europea possono iscrivendosi alle liste del Comune di residenza votare ed essere eletti nel Consiglio Comunale, non però essere eletti Sindaco. Quindi dal 1° maggio 2004, analogo diritto sarà acquisito dai cittadini dei nove Paesi che si aggiungono ai sedici attuali (Polacchi, Rumeni, Ungheresi etc). Per i cittadini extra comunitari, senza attribuire questo nulla di negativo (perché extra comunitario è anche un cittadino degli Stati Uniti) la legge prevede dei precisi requisiti per ottenere la cittadinanza e quindi tutti i diritti di elettorato attivo e passivo. Il dibattito che pure si svolge a livelli impropri perché non solo questi i livelli in cui può essere presa qualsiasi decisione al riguardo hanno solo valore di pressione politica su questa o quella forza per regolamentare eventualmente in maniera diversa l’acquisizione della cittadinanza e/o un elettorato attivo limitato a temi amministrativi per i residenti da molto tempo, ma comunque qualsiasi regolamentazione dovrà avere una base nazionale ed essere uguale dappertutto.

Questa è la situazione attuale su cui si innesta un dibattito sulla stampa che per non essere vano comunque non può prescindere da essa. L’Udc non è contraria a estendere con ragionevolezza il diritto di elettorato per gli immigrati da lungo tempo, tenendo conto però che tale requisito di residenza potrebbe praticamente coincidere con il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana, e quindi una pienezza maggiore dei diritti.