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Progetto Melting Pot Europa
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Bologna - Storie vere dal CPT di Via Mattei. Settimana 2.

23 aprile 2004

Lo sportello di informazione radiofonica di Bologna del Progetto Melting Pot Europa raccoglie e diffonde ogni settimana le testimonianze provenienti dall’interno del CPT di Via Mattei.

Si tratta di un’iniziativa che tenta di contrastare la mancanza di trasparenza delle strutture di detenzione per migranti, di disvelare l’ambiguità in base alla quale i centri vengono denominati di accoglienza e i reclusi ospiti. Melting Pot Europa vuole fare uscire le voci di chi vi è rinchiuso, per interrompere quel processo di spersonalizzazione che le donne e gli uomini costretti alla reclusione subiscono.

Settimana 2
21 aprile 2004

Domenica 18 aprile c’è stata la terza fuga dal Centro di via Mattei: 7 uomini e 1 donna hanno riconquistato la libertà. Uno dei detenuti però, mentre scavalcava una delle recinzioni è caduto da 5 metri d’altezza battendo la testa. Lo abbiamo incontrato all’ospedale Maggiore di Bologna, dove è stato tenuto per 24 ore in reparto rianimazione. In un italiano esitante Saber ci descrive la dinamica della fuga, raccontando che mentre si arrampicava sul muro i poliziotti stavano sotto con i manganelli alzati cercando di tirarlo giù. La storia di Saber, che ora è fortunatamente fuori pericolo, è la storia di una biografia sconvolta dalle leggi che regolano la migrazione. Dopo aver scontato quattro anni di pena in carcere per presunta detenzione e spaccio di droga, Saber è stato prelevato dalla casa circondariale di Parma e rinchiuso nel Centro di Via Mattei, dove il giudice ha convalidato il suo trattenimento senza dare ascolto a Saber che chiedeva perché, dopo quattro anni di carcere, si trovava nuovamente nella condizione di detenuto. La funzione del CPT ci è incomprensibile, vediamo solo la disperazione e le tragedie che produce.

Sempre dal Centro di Permanenza ci arriva la storia di Cires, un signore rumeno che ha presentato domanda di asilo politico nel febbraio del 2004. La sua richiesta di asilo è stata decretata irricevibile dalla Questura di Bologna, Ufficio Immigrazione, che ha poi velocemente provveduto ad emettere un decreto di espulsione a carico dell’interessato. Ma la legislazione prevede che l’esame delle domande di asilo politico siano compito esclusivo della Commissione Centrale per la concessione dello Status di rifugiato in Roma e che le Questure non abbiano nessun potere decisionale in merito. Infatti le questure devono solo preoccuparsi di ricevere le domande e rilasciare un pds della durata di 3 mesi rinnovabile fino alla convocazione della Commissione. Ma così non è stato e il signor Cires si è trovato rinchiuso in Via Mattei nell’attesa che fosse trovato un idoneo vettore disponibile per il suo espatrio. Fortunatamente Cires ha provveduto a denunciare la grave irregolarità commessa dal Questore di Bologna, presentando un’istanza di riesame in seguito alla quale lo scorso 15 aprile è stato rilasciato dal CPt. Nel Centro di Permanenza Temporanea non solo viene rinchiuso chi potrebbe essere identificato durante la permanenza in carcere, ma anche i richiedenti asilo.