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Matrimonio - Tutti i documenti utili

Attenzione. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la richiesta del titolo di soggiorno per contrarre matrimonio. Pertanto non sarà più necessario dimostrare la regolarità

8 agosto 2009

Il nuovo testo dell’articolo 116 del codice civile obbliga il cittadino straniero che vuole contrarre matrimonio nel territorio italiano a presentare all’ufficiale di stato civile una dichiarazione dell’autorità competente del proprio paese che attesti l’idoneità a contrarre matrimonio (nulla osta al matrimonio), nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano.

Pertanto, l’ufficiale di stato civile è tenuto a richiedere, oltre al nulla osta al matrimonio, anche i seguenti documenti che attestano la regolarità del soggiorno:
- il permesso di soggiorno;
- il permesso di soggiorno ce per soggiornanti di lungo periodo;
- la carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’unione.

Per soggiorni di breve durata:
- il documento di viaggio sul quale è stato apposto il timbro Schengen dall’Autorità di frontiera o copia della dichiarazione di presenza resa al Questore entro 8 giorni dall’ingresso, ovvero copia della dichiarazione resa ai gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive.

Chi è in attesa del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato è tenuto ad esibire all’Ufficiale di Stato Civile la seguente documentazione:
- il contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello unico per l’immigrazione;
- la domanda di rilascio del permesso di soggiorno presentata allo Sportello unico per l’immigrazione;
- la ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta del permesso di soggiorno.

Nelle more del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, il cittadino straniero è tenuto ad esibire:
- il visto di ingresso;
- la copia autenticata del nulla osta rilasciato dallo Sportello unico dell’immigrazione;
- la ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta del permesso di soggiorno.

Per chi è, invece, in attesa del rinnovo del proprio permesso di soggiorno è tenuto ad esibire:
- la ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno;
- il permesso da rinnovare, al fine di verificare che la presentazione dell’istanza sia avvenuta nei termini di legge.

Vedi anche:
Cittadinanza per matrimonio:
- [ La concessione e l’accertamento della cittadinanza italiana ]

Fino all’8 agosto 2009, data di entrata in vigore del pacchetto sicurezza, era possibile contrarre matrimonio anche senza essere in possesso del permesso di soggiorno. Questa possibilità permetteva tra le altre cose di poter garantire un permesso di soggiorno anche al padre del figlio in procinto di nascere, se irregolare, oppure di diventare cittadino italiano per chi, irregolarmente soggiornante, volesse sposarsi con un compagno di nazionalità italiana.
La richiesta del permesso di soggiorno, oltre ad inibire la possibilità di esercitare un diritto fondamentale della persona, per evitare, questo sembra l’obiettivo della legge, i matrimoni misti che possono portare alla regolarizzazione del soggiorno, impedisce anche a due cittadini irregolari di contrarre matrimonio, nonostante questo non comporti alcuna regolarizzazione della loro posizione.


IN VIGORE FINO ALL’8 AGOSTO
L’iter previsto prima dell’entrata in vigore della nuova normativa per il matrimonio tra cittadino italiano e cittadino straniero irregolarmente soggiornante
La legge italiana in questo caso ha un iter burocratico abbastanza semplice da seguire.
Il Codice Civile prevede che lo straniero che deve sposarsi con un cittadino o cittadina italiana deve presentare pochissimi documenti

Quali documenti servono?

-  documento d’identità valido sul piano internazionale, quindi, un passaporto
-  certificato di nascita proveniente dal proprio paese d’origine tradotto e autenticato presso l’ambasciata italiana del paese di provenienza
-  nulla osta dal paese di provenienza (documento rilasciato dagli uffici di competenza corrispondenti al nostro ufficio anagrafe) da cui risulti che non ci sono impedimenti al matrimonio secondo la legge del paese d’origine e che di conseguenza la persona è libera di sposarsi.

Detti certificati devono essere entrambi tradotti e autenticati presso l’ambasciata italiana per essere accettati dall’Ufficiale di Stato Civile del comune dove i futuri sposi andranno a chiedere le pubblicazioni per il matrimonio.
I due certificati possono essere richiesti tramite una delega con procura notarile ad un parente o connazionale in patria che si presenterà a richiederli e che, successivamente, si presenterà all’ambasciata italiana presente in quel paese per chiedere la legalizzazione cioè che sia convalidata la traduzione. Provvederà poi ad inviarli in Italia.
Dove andare?
Una volta ottenuti i documenti necessari, l’interessato, con il futuro sposo/a, si presenterà presso il comune di residenza della moglie o marito per richiedere all’Ufficiale di Stato Civile le pubblicazioni di matrimonio.

Le pubblicazioni sono un adempimento obbligatorio per la legge italiana e hanno la funzione di preavvisare la comunità per permettere di presentare eventuali impedimenti prima che il matrimonio sia celebrato.
L’Ufficiale di Stato Civile non può rifiutarsi di procedere alle pubblicazioni anche se l’interessato non ha un permesso di soggiorno valido. L’Ufficiale può avvertire la questura del fatto che il richiedente non ha il permesso di soggiorno (pur senza avere un vero obbligo giuridico al riguardo) ma i tempi della questura per un’espulsione sono notevolmente più lunghi rispetto ai tempi di celebrazione di un matrimonio.
La legge prevede un periodo non inferiore a 10 giorni, con due domeniche comprese, dalla data di pubblicazione alla data di celebrazione del matrimonio.
Anche le sentenze più recenti ci confermano che in caso di matrimonio e convivenza non è possibile in alcun modo eseguire il provvedimento d’espulsione.
Per ottenere il permesso di soggiorno il cittadino straniero dovrà in seguito recarsi presso la Questura competente per zona entro 8 gg. lavorativi.

Cosa succede se c’è un provvedimento di espulsione notificato?
Un cittadino non comunitario senza permesso di soggiorno rischia in qualsiasi momento l’espulsione. E’ giusto ricordare, che l’art.19 del Testo Unico sull’immigrazione, prevede espressamente il divieto d’espulsione nei confronti dei cittadini stranieri che siano conviventi con coniuge di nazionalità italiana. L’articolo precisa inoltre che a seguito del matrimonio e perdurando la convivenza tra i coniugi vi è l’obbligo di rilasciare un permesso di soggiorno per motivi di famiglia valido anche per motivi di lavoro.