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Relazione relativa all’andamento della consulenza legale ai lavoratori migranti presenti sul territorio del Comune di Rimini

2° semestre anno 2004

28 gennaio 2005


L’anno appena trascorso ha visto una netta evoluzione delle problematiche dei lavoratori extracomunitari immigrati presenti sul territorio provinciale. Infatti all’emergenza rilevata nell’immediatezza dell’entrata in vigore della Legge Bossi-Fini dovuta alla necessità di introitare la domanda di sanatoria per ottenere il permesso di soggiorno con tutte le difficoltà connesse e nascenti dai requisiti posti dalla Legge per poter accedere alla sanatoria medesima, si è passati pian piano all’ondata di domande sottese da esigenze discendenti dalla gestione dei rinnovi dei permessi di soggiorno da parte dell’autorità a ciò deputata. Non possiamo astenerci dal denunciare le innumerevoli lamentele pervenute dai lavoratori extracomunitari e riguardanti tempi e modalità con i quali la Questura di Rimini evade le istanze di rinnovo dei permessi di soggiorno. Attualmente trascorrono dalla domanda di rinnovo al rinnovo vero e proprio non meno di sei mesi, con tutto ciò che tale attesa comporta in termini di difficoltà nel ottenere ulteriori documenti (esempio: residenza), nel lasciare il territorio dello Stato per brevi rientri nei luoghi di origine, nel reperire nuova occupazione…

Vi è altresì da segnalare che le esigenze dei lavoratori extracomunitari presenti sul territorio della nostra provincia sono ora rivolte non più semplicemente ad ottenere la possibilità di rimanere regolarmente in Italia, ma nel rimanervi in condizioni dignitose. Le domande si concentrano, pertanto, su richieste di servizi e/o sul come potervi accedere una volta a conoscenza della loro esistenza, tutto al fine di poter migliorare la qualità della vita. Dalla Legge Bossi-Fini in poi è iniziato un percorso che è di integrazione per coloro che sono riusciti a regolarizzarsi, a condizione che mantengano in essere il rapporto di lavoro e non commettano reati di particolare gravità, in considerazione del nesso inscindibile che la legge pone fra lavoro e soggiorno.

Discorso diverso meritano per contro, ed è la nota dolente di tutto l’impianto legislativo della Bossi-Fini, tutti coloro che non possedendo i requisiti richiesti dalla Legge, nonché tutti coloro che sono entrati in Italia successivamente alla data dell’11.11.2002, i quali in alcun modo possono regolarizzarsi se non tramite il decreto flussi per un periodo interinale (per prestare lavoro stagionale). Anche sotto questo profilo è stata ribadita da parte del legislatore la scelta di (ulteriore) precarizzazione delle condizioni dei lavoratori, scelta che sembra permeare, invero, le dinamiche complessive inerenti il mercato del lavoro, che con l’entrata in vigore della c.d. “Biagi” hanno subito una sostanziale e rilevante accelerazione.

Ritornando sui problemi maggiormente sentiti, balza all’evidenza e merita, pertanto, la nostra attenzione, la difficoltà di reperimento di alloggi dignitosi a costi accessibili, certo non solo per i lavoratori immigrati, ma da questi, per ovvi e intuibili ragioni, ancor più sentita. E’ facilmente comprensibile come ciò che attualmente rende più difficoltoso il sonno dei lavoratori immigrati, assumendo a tratti la fenomenologia dell’emergenza sociale, sia il problema della “soluzione abitativa”. E’ ormai conclamata la difficoltà di reperire locali dignitosi a prezzi accessibili, tanto che le domande più frequenti constano nella domanda di alloggi, alle quali non possiamo rispondere con adeguata ragione, posto che è la risultante di dinamiche socio-economiche che esulano al nostro controllo.

Ciò premesso si allegano i dati quantitativi riguardanti gli utenti che si sono rivolti allo sportello, con le relative problematiche. Si precisa che il loro numero è indicativo perché alcuni non sono stati “registrati”, prevalentemente a causa di volontà di anonimato.