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Immigrati, 5 euro per ogni pratica

da Il Giornale di Vicenza del 14 febbraio 2005

14 febbraio 2005

Il comune di Schio batte cassa e da domani introduce la novità fiscale sui permessi di soggiorno. L’assessore Laugelli: «Anche questa è integrazione».

Da domani gli immigrati dell’area scledense dovranno pagare il ticket per le pratiche relative al rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Adottando un provvedimento già imposto in altri centri, l’Amministrazione comunale introduce dunque il pagamento di cinque euro per chi vuole avvalersi dei servizi dello Sportello Immigrati. Una scelta dettata dalla necessità di fare cassa, in un periodo in cui i tagli ai trasferimenti statali stanno mettendo in crisi finanziariamente gli enti locali, chiamati a trovare soluzioni alternative.

«Per poter mantenere alta la qualità dei servizi offerti, dobbiamo chiedere l’aiuto dei cittadini - precisa Emilia Laugelli, assessore alle politiche sociali. - Mentre si riducono i trasferimenti statali, un numero sempre maggiore di servizi viene delegato agli enti locali, costringendoli a una scelta tra una riduzione qualitativa e quantitativa dell’offerta e l’introduzione di piccoli interventi fiscali. Abbiamo scelto questa seconda via: nella convinzione che con un piccolo aiuto degli utenti sarà possibile continuare a garantire servizi efficienti e funzionali. Anche gli immigrati sono chiamati oggi a contribuire: un onere e una responsabilità che si inseriscono nel cammino verso una sempre maggiore integrazione e una piena partecipazione dei cittadini stranieri alla vita della comunità». Integrazione significa, a Schio, anche dover estrarre dalla tasca il portafoglio quando è necessario.

Nel caso specifico di palazzo Garbin, gli immigrati che si recheranno allo sportello per farsi aiutare nelle operazioni di richiesta e rilascio del permesso di soggiorno dovranno pagare un ticket di 5 euro: una somma necessaria a coprire le spese per le operazioni di consegna e ritiro dei documenti alla Questura di Vicenza.
«La legge Bossi-Fini - continua l’assessore Emilia Laugelli - stanzia dei contributi insufficienti a coprire le spese che il servizio impone: un servizio che dovrebbe spettare alle Questure e che si è deciso di decentrare per aiutare i cittadini stranieri e i loro datori di lavoro. Fino all’anno passato, anche grazie al finanziamento della Camera di Commercio, il Comune riusciva a coprire le spese. Oggi, in considerazione del fatto che al nostro sportello fanno riferimento 32 comuni, dobbiamo chiedere un aiuto economico agli utenti: un’entrata che, oltre a coprire le spese vive del servizio, permetterà di avviare nuove attività di mediazione culturale e di integrazione».
Lo sportello immigrati, sorto nel 2001 come strumento di integrazione sociale, cura l’informazione e l’assistenza nella compilazione della modulistica e nella verifica della documentazione. In tre anni, allo sportello di Schio cui fanno riferimento 32 Comuni dell’Ulss.4 , sono stati registrati quasi 17 mila accessi, di cui 3400 per la richiesta di informazioni e controllo documentazione e oltre 13 mila per il rilascio di appuntamenti. Va segnalato che nell’iniziativa dimostratasi di enorme utilità sociale, vanno inseriti pure i progetti di informazione sulla normativa in tema di immigrazione, tra i quali nel mese di aprile 2002 un corso di aggiornamento al quale hanno partecipato 38 tra funzionari e impiegati dei Comuni aderenti.
Schio si spende da anni per l’integrazione degli stranieri nel tessuto sociale locale. Ora tocca agli immigrati spendere.