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Foggia - Invasione del cpt di Borgo Mezzanone

Comunicato stampa e corrispondenze radio

1 aprile 2005

Oggi circa cinquanta attivisti delle reti antirazziste meridionali hanno profanato il centro di permanenza temporaneo di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia.
Borgo Mezzanone è un tipico esempio della mostruosità fisica giuridica che avvolge i corpi dei migranti che arrivano in Europa: gabbie a cielo aperto all’interno di una struttura già recintata, lontana dai centri abitati, controllata e gestita da polizia, carabinieri e dalla Croce Rossa italiana, con container e roulotte come luoghi in cui dormire per mesi.
In più la scelta di costruire questo cpt all’interno di un’area militare (ex aeroporto) è significativa della volontà di affrontare l’inserimento dei migranti non nella società con cui vengono a contatto ma in vere e proprie strutture di reclusione.
All’interno di questa area e con la stessa logica, Borgo Mezzanone somma in sé un centro di identificazione per richiedenti asilo ed un centro di permanenza temporanea rivolto innanzitutto all’epulsione.
Con questa azione vogliamo rendere visibile e smascherare i luoghi della cd. accoglienza che in realtà sono luoghi di identificazione, di reclusione e di espulsione, contribuendo a sabotare il clima di oscurità che non permette a nessuno – semplici cittadini, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni locali, etc - di entrare a contatto con chi è immotivatamente recluso.
Abbiamo voluto rendere visibile gli inquietanti aspetti detentivi della vita carceraria, manicomiale, che ne costituiscono la base reale del funzionamento e che trovano immediatamente riscontro nei regolamenti attuativi della legge Bossi – Fini.
Abbiamo voluto sottolineare la impossibilità di gestire in maniera “umanitaria” queste strutture, semplicemente perché la logica all’interno della quale sono costruite le rende strutturalmente inidonee all’inserimento e funzionali all’esclusione dalla partecipazione sociale.
Questi luoghi vanno chiusi, la logica che li sottende, manifestandosi nelle attuali leggi sul lavoro (dalla legge Treu a quella Biagi) e sull’immmigrazione (dalla Turco – Napoletano alla Bossi - Fini), va radicalmente rovesciata con la costruzione di momenti di conflitto e di socialità alternative a quelle oggi imposte.
Quella di oggi è una iniziativa che si inserisce nella campagna - che avrà il suo apice domani con una giornata europea di mobilitazioni - per la libera circolazione delle persone, per la chiusura dei cpt e per la costruzione di una Europa che sappia fare della cooperazione sociale il suo humus principale e abbandoni definitivamente le logiche securitarie che attualmente la ispirano.

1 aprile 2005, Borgo Mezzanone
Reti antirazziste meridionali

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