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Marocco - Ennesima tragedia durante un assalto all’enclave spagnola di Ceuta

29 settembre 2005

04.10.05 - Nuovo assalto a Melilla di Ornella Tommasi
30.09.05 - Tragedia a Ceuta: una testimonianza
Intervista a Helena di Frontera Sur da Ceuta

E’ di almeno cinque morti e un centinaio di feriti il bilancio dell’assalto di massa, avvenuto all’alba di oggi, di circa 600 immigrati che in maniera coordinata e collettiva, da differenti zone, hanno tentato di scavalcare con scale rudimentali la barriera che divide Ceuta (enclave spagnola in territorio marocchino) dal Marocco.
Tre sarebbero i morti sul versante marocchino, tra i quali forse anche un bambino, e 2 sul versante spagnolo.
Le testimonianze di alcuni feriti ricoverati nell’ospedale di Tetuán (300 km da Rabat) raccontano della brutalità con cui gli agenti della Guardia Civil sono intervenuti lanciando bombe lacrimogene, pallottole di gomme e sparando in aria.

Il capo di governo, José Luis Rodríguez Zapatero ha già ordinato al Ministero della Difesa l’invio di 480 soldati in supporto alla Guardia Civile mentre il governo marocchino invierà 1.600 agenti in più per il controllo delle frontiere.
Ma in queste ore tra i due governi, che proprio in questi giorni sono riuniti a Siviglia per discutere di immigrazione clandestina, è in corso un rimpallo di responsabilità su chi ha sparato agli immigrati.
Sempre secondo le testimonianze dei feriti raccolte dalle associazioni non governative, i subsahariani che hanno tentato di oltrepassare la frontiera di Ceuta si sono visti accerchiati tra le pallottole di gomma sparate dagli agenti della Guardia Civile in territorio spagnolo e gli spari che provenivano dalla parte marocchina, dalla polizia o dall’esercito.
Questa mattina un altro disperato tentativo di 300 immigrati di raggiungere la Spagna, ancora una volta dalla frontiera di Melilla. L’ingente dispiegamento di agenti del governo marocchino e l’utilizzo di tre elicotteri ha prodotto 220 arresti.

E’ il primo assalto con queste caratteristiche che si verifica nel perimetro frontaliero di Ceuta, che ha un’estensione di 8,2 kilometri ed è protetto da una doppia rete metallica simile a quella di Melilla. Entrambe le barriere sono state costruite grazie a fondi comunitari.
Proprio ieri centinaia di subsahariani hanno tentato, ancora una volta in maniera collettiva e organizzata da diversi punti della frontiera, armati di scale, di oltrepassare il confine di Melilla con un bilancio di 30 feriti.
Si calcola che dall’inizio dell’anno sia stati 20 gli assalti di massa alla frontiera a cui il governo di Madrid risponde con maggiore militarizzazione, innalzamento della barriera, repressione, deportazioni illegali, rastrellamenti nei centri di detenzioni informali e trasferimento di fondi economici al Marocco per il controllo migratorio.
Il 29 agosto scorso, due migranti subsahariani che cercavano di attraversare la frontiera tra Melilla e il Marocco, vengono trovati morti. Secondo le testimonianze di quattro compagni degli scomparsi e di altre due persone marocchine, i migranti sono morti dopo aver attraversato il secondo muro della frontiera, ovvero in territorio spagnolo, una volta intercettati dalla Guardia Civile.

L’aumento della pressione dei flussi migratori verso i confini di Melilla e Ceuta è dovuto ad un più stretto controllo dello Stretto di Gibilterra, attraverso radar di controllo di tutta la zona, che rende molto più difficile raggiungere la Spagna via mare.

Contemporaneamente al summit tra i due governi, sempre a Siviglia, una rete di organizzazioni sociali andaluse si riunisce attorno al tema Spagna-Marocco.
L’Alleanza contro la morte alla frontiera vuole porre all’attenzione dell’opinione pubblica questione centrali nelle relazioni tra i due paesi come la violazione dei diritti umani, sociali e politici, le migrazioni, la militarizzazione della frontiera. Per sabato 1 ottobre è prevista una manifestazione per l’autodeterminazione del popolo Saharaui.

- Vedi anche: Resoconto della notte del 28 settembre frontiera di Ceuta [esp]
- 28.09.05 - Intervista a Toret di Indymedia Estrecho [ audio ]
- Dopo i muri, le reti di Christian Elia

Fonti: Indymedia Estrecho