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Commento ai dati relativi ai provvedimenti di espulsione forniti dal Ministero degli Interni

I dati riguardano i primi mesi del 2003

14 aprile 2003

Sono stati resi noti da Alessandro Pansa (direttore della Polizia Stradale, Ferroviaria, Postale, di frontiera e dell’immigrazione) i dati sull’attività di contrasto all’immigrazione clandestina nei primi mesi del 2003.
“Nei primi due mesi e mezzo del 2003 gli stranieri irregolari rintracciati sono stati 21.243. quelli allontanati effettivamente dal territorio nazionale sono 11.971, poco più della metà. Si precisa che sono stati 5 i voli charter utilizzati per i rimpatri (2 per la Nigeria e 3 per la Romania). Sono 345 gli stranieri riportati nel paese di origine”.

Quando vengono forniti queste cifre non si sa mai cosa capire e ve lo confessa una persona che questi dati è abituato a leggerli da anni. Sono dati che (non si sa se volutamente) sono espressi in modo ambiguo. Non si capisce se si vuole far credere alla popolazione, ai cittadini ben pensanti che 11.971 persone sono state portate fuori dal territorio nazionale ma non si capisce (se si vuol far credere questo) perché poi si aggiunge che 345 sono quelli riportati nel paese di origine.

Sembra più credibile il secondo dato (345) e cioè che, nonostante la quantità enorme di espulsioni notificate in soli due mesi e mezzo, nonostante che buona parte di queste persone siano state verosimilmente internate nei centri di permanenza temporanea, nonostante tutto questo dispendio di militarizzazione, poi i risultati veri siano molto insoddisfacenti dal punto di vista di una logica repressiva. A fronte di 21.243 espulsioni sembra che solo 345 sarebbero gli stranieri realmente consegnati dalla polizia di frontiera nei loro paesi di origine.

Avevamo già fatto qualche osservazione sul notevole dispendio del Governo in materia di espulsione. Nel 2002 sono stati spesi 70 milioni di euro solo per i famosi centri di permanenza temporanea e per la relativa gestione del personale e dei costi di viaggio finalizzati all’esecuzione dell’espulsione. Ma sembra che meno del 20% delle persone colpite da espulsione e internate nei cpt poi vengano realmente allontanate dal territorio nazionale.

Secondo il dati del Ministero dell’Interno la somma di 70 milioni di euro sarebbe così ripartita: 13.616.992 euro sono stati spesi per noleggio voli charter, acquisto biglietti di linee aeree e per tratte marittime per gli espulsi, noleggio pullman per il trasporto degli espulsi, somministrazione di pasti agli espulsi. Sono 12.418.000 euro quelli spesi per i servizi di scorta sul territorio nazionale e all’estero delle forze dell’ordine agli espulsi. Infine per la gestione dei centri di identificazione e dei centri di permanenza temporanea sono stati spesi 43.700.000 di euro.

Sarebbe interessante fare il calcolo di quanti soldi sono stati spesi per ogni persona espulsa, dovendo peraltro tenere conto di un altro dato: solo il 20% delle persone internate nei centri di permanenza vengono realmente espulse, il restante 80% attraversa i centri di detenzione per un massimo di 60 giorni per poi essere rilasciato sempre all’interno del territorio nazionale. Detto questo, quanto costa tutto l’apparato necessario per le espulsioni rispetto ad ogni espulsione realmente eseguita?

Sarebbe inoltre interessante verificare come potrebbero essere meglio spesi questi soldi per prevenire la clandestinità e favorire l’integrazione.