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Bologna - Indagati poliziotti e Croce Rossa per i pestaggi al CPT di via Mattei

Interviste all’On.Titti De Simone e all’Avv. Simone Sabattini

1 maggio 2003

Mentre sta proseguendo l’inchiesta contro le forze dell’ordine che picchiarono dei cittadini immigrati perché tentarono la fuga dal CPT Regina Pacis di Lecce pochi mesi fa, mentre prosegue a rilento il processo per la strage all’interno del CPT di Trapani, il Serraino Vulpitta, arriva la notizia di ben 12 avvisi di garanzia a forze dell’ordine e operatori della croce rossa per i pestaggi del 2 marzo a Bologna, avvenuti all’interno del centro di via Mattei.

In città la destra fa quadrato attorno ai poliziotti indagati, mentre stanno arrivando gli avvisi di garanzia relativi allo "smontaggio" dello stesso centro avvenuto il 25 gennaio 2002.

I fatti, per cui i poliziotti, un carabiniere e un operatore della Croce Rossa sono indagati dalla magistratura bolognese, sono molto simili a quelli avvenuti a Lecce e in molti altri CPT sparsi in tutta Italia. Immigrati che tentano la fuga da strutture che sono delle vere e proprie carceri, dove vieni rinchiuso senza aver commesso nessun reato, dove il tempo di detenzione è stato raddoppiato dalla nuova legge sull’immigrazione che porta due nomi poco rassicuranti, Bossi e Fini.

Che cosa avviene dentro questi non luoghi? Pestaggi, abusi, assenza dei più elementari diritti, esseri umani rinchiusi all’interno di gabbie. Restrizione – detenzione, finalizzata all’espulsione, paravento utile per gli elettori.
I cpt servono anche per dimostrare che le espulsioni funzionano ma... solo il 15-20% degli immigrati rinchiusi dentro questo tipo di strutture vengono espulsi realmente, il resto rimane in Italia in un circolo vizioso che non offre nessuna via di uscita.

I centri di detenzione dell’Emilia Romagna (Bologna e Modena) sono considerati il fiore all’occhiello del Governo perché strutture nuove ed esternamente presentabili nel migliore dei modi. Addirittura a Modena è stato fatto il prato "all’inglese"...

È importante riprendere e rilanciare la campagna nazionale sia per la chiusura definitiva di questi luoghi sia per bloccare l’apertura di nuovi centri.

Abbiamo cercato di ripercorre i gravi fatti avvenuti il 2 marzo a Bologna attraverso le interviste con l’on. Titti De Simone e l’Avvocato Simone Sabattini.

[foto tratta da GlobalTV]