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Rimini - Sportello informativo/giuridico per lavoratrici e lavoratori migranti

Intervista all’Avv. Urbinati, responsabile sportello legale del Comune di Rimini

13 maggio 2003

Lo sportello informativo/giuridico per lavoratori e lavoratrici migranti del Comune di Rimini, promosso dall’Assessorato alle politiche del lavoro, è attivo dal novembre 2002. Il progetto nasce con l’intento di realizzare a lungo termine un percorso di tutela giuridica dei diritti e delle opportunità, nonchè di progressive integrazioni degli extracomunitari presenti nel territorio della provincia di Rimini. L’avvocato Roberto Urbinati è il responsabile legale dello sportello ed è anche colui che effettua il periodico monitoraggio sull’andamento del servizio.

D: Avv. Urbinati può in sintesi descrivere il Progetto del servizio informativo/giuridico per lavoratori e lavoratrici migranti nel comune di Rimini?

R: Il progetto sorge da un’esigenza della comunità dei lavoratori e lavoratrici immigrati presenti sul territorio della provincia di Rimini e grazie ad alcune istituzioni pubbliche sensibili alle problematiche dei soggetti medesimi soprattutto a seguito dell’emanazione della legge Bossi/Fini. Nonché da un’esigenza sentita dai datori di lavoro che per certe tipologie di lavoro necessitano proprio di lavoratori extracomunitari in quanto i cittadini italiani non sono disponibili a farli.

D: Quali sono le maggiori problematiche riscontrate dall’avvio del progetto?

R: Le problematiche affrontate possono dividersi in relazione a due distinti periodi:
a. Novembre – dicembre 2002: in prossimità della scadenza dei termini per la sanatoria prevista dalla legge bossi fini e nel periodo successivo si è verificata una vera e propria esigenza dei lavoratori extracomunitari licenziati ad nutum dai propri datori di lavoro per paura delle conseguenze a cui andavano incontro mantenendo alle proprie dipendenze i suddetti lavoratori.
b. dal primo Gennaio 2003 fino alla fase attuale: L’esigenza si è trasferita sul rapporto intervenuto tra datore di lavoro e lavoratore e in particolare sull’abuso di potere esercitato dal primo a scapito del secondo. In conseguenza della posizione dominante che rivestivano i datori di lavoro, i lavoratori extracomunitari sono stati costretti, infatti, a versare a proprie spese i contributi all’INPS nonché a vedersi corrispondere salari inferiori ai minimi sindacali. Tutto questo si è potuto verificare a causa dello stretto collegamento eziologico sussistente tra lavoro e permesso di soggiorno.
Altra problematica si incentra nell’assoluta incertezza circa la legislazione ed i regolamenti attuativi intervenuti che invece di dare chiarezza alla questione hanno creato maggiori incertezze. Si faccia l’esempio di coloro che licenziati hanno trovato altro datore di lavoro ma che non sanno come regolarizzare la nuova posizione lavorativa. In argomento neppure le recenti circolari del Ministero del Lavoro e del Ministero degli Interni sembrano essere riuscite a dare un’interpretazione chiara, univoca e definitiva sulle modalità di risoluzione di consimili casi.

D: Tra le finalità ed i risultati del progetto, oltre la tutela giuridica dei diritti e delle opportunità dei migranti che usufruiscono del servizio, quali ritenete che possono essere i/le più importanti?

R: Il risultato immediato è quello di rendere coscienti i lavoratori immigrati dei diritti di cui sono titolari pur non essendo cittadini italiani e, di conseguenza, informarli delle tutele di cui possono fruire. Da qui cercare anche di sensibilizzare i cittadini della provincia di Rimini su quelle che sono le problematiche e le difficoltà vissute dagli extracomunitari che, in numero sempre crescente, sono presenti nella nostra realtà di tutti i giorni.

D: Sul territorio della Provincia di Rimini, oltre all’Assessorato alle politiche del lavoro del Comune di Rimini, ci sono stati rapporti di relazione continuativa con altre realtà non istituzionali?

R: Sì, associazioni e movimenti di extracomunitari presenti sul territori della provincia e Social Forum. Ed è proprio da una proposta del social forum e dalla sensibilità delle molte diverse anime che compongono il movimento de quo che nasce l’idea di questo progetto.