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Condizioni insostenibili per gli stranieri nel cpt di Postojna

Dal sito www.delo.si

8 giugno 2006

Le condizioni nel Centro per stranieri a Veliki Otok, vicino a
Postojna in Slovenia a pochi chilometri dal confine italiano, sono insostenibili, e sono il simbolo dell’apartheid
globale su scala locale.

Due settimane fa si è costituita la Rete per la visita permanente nel Centro per stranieri a Veliki Otok vicino a Postumia.
Lo scopo della rete è assicurare una presenza pubblica permanente nel Centro, rendere possibile una rete di solidarietà e accelerare il processo di autorganizzazione delle persone all’interno del centro.
Questo quanto sostengono in una dichiarazione comune pubblicata su varie pagine web, tra le quali la rete DostJe, gli organizzatori della Rete che, dopo numerose visite al Centro e colloqui con gli stranieri dentro, sostengono che le condizioni sono inumane e insostenibili.
"Il Centro per stranieri è simbolo dell’apartheid globale su scala locale, infatti tramite l’isolamento totale dei rinchiusi si rendono impossibile qualsiasi tentativo di costruzione di legami e comunicazione, si posizionano barriere, telecamere e cemento", scrivono nella dichiarazione.
Spiegano che la Rete agisce su piani diversi, all’interno del Centro, con i singoli individui, e sul piano della campagna politica per l’abolizione di tutti i Centri per l’espulsione degli stranieri in Europa.

Per quanto riguarda il piano interno, si tratta di visite quotidiane tra le 14.30 e le 17.00, e lo scopo principale è la raccolta e lo scambio di informazioni tra il pubblico e il centro. In questo contesto la Rete lavora per il miglioramento delle condizioni di vita all’interno del Centro, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, la formazione, l’alimentazione, la ricreazione, attività di socialità e comunicazione.

Sul piano dei singoli individui, la Rete lavorerà per garantire alle persone rinchiuse l’accesso permanente all’aiuto legale e al servizio di traduzione. La Rete proverà ad allargare la propria attività includendo il maggior numero di singole e singoli disposti ad aiutare le persone rinchiuse a lasciare il centro.

Sul piano della campagna politica la Rete, attraverso collegamenti locali, regionali e transnazionali, continuerà con campagne, azioni, informazioni orientati, come sottolineano, alla "definitiva abolizione di queste istituzioni criminali qui e altrove nel mondo".

Dal Ministero per gli affari interni, e dalla polizia che amministra il Centro, finora non ci sono state risposte alle domande riguardanti le condizioni di vita nel Centro.

Giovedì scorso a Lubiana presso il Metelkovo la Rete ha preparato un evento intitolato Libera estate. Durante l’evento gli organizzatori hanno raccolto schede telefoniche prepagate, tabacco, caffè, vitamine, giocattoli, libri, giornali, giochi, abbigliamento sportivo e altre cose che verranno distribuite alle persone nel Centro durante le
visite quotidiane.

(Traduzione dallo sloveno a cura di Katarina Fischer)