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Cittadinanza italiana - Almeno 10 anni per diventare cittadino italiano

Cosa succede in Italia e nel resto dell’ Europa

12 maggio 2006

In Italia, per i citatdini extracomunitari, diventare cittadini italiani non è né facile né veloce.

Gli anni richiesti di presenza in Italia (con tutti i requisiti necessari) oggi sono 10. Un dato in controtendenza con quelli del resto dell’Europa.
In Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Svezia, Finlandia e Francia, i tempi di residenza per la naturalizzazione dei cittadini extracomunitari sono 5, in Danimarca 7, in Germania 8. I dieci anni stabiliti dalla legislatura italiana (e da quella spagnola) rappresentano il limite massimo previsto dalla Convenzione europea sulla cittadinanza del 1997.
In Italia i tempi di attesa perl’esame della domanda sono eterni. si arriva fino a tre anni di attesa, a causa dei lunghi tempi della burocrazia.

Ma come si diventa cittadini italiani?

I criteri di attribuzione della cittadinanza nel nostro Paese variano in funzione dei singoli ordinamenti. Allo ‘ius sanguinis’, imperniato sull’acquisto della cittadinanza per discendenza o filiazione, si contrappone lo ‘ius soli’, che fa riferimento alla nascita sul territorio dello Stato.

L’acquisto può avvenire anche ‘iure communicatio’, cioè per trasmissione all’interno della famiglia da un componente all’altro (matrimonio, riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione, adozione), ‘per beneficio di legge’, allorché, in presenza di determinati presupposti, la concessione avvenga in modo automatico (senza necessità di richiesta) e, infine, ‘per naturalizzazione’. E’ quest’ultima, forse, la procedura più lunga e faticosa per diventare cittadini italiani poiché l’acquisizione per naturalizzazione non viene concessa in risposta a determinati requisiti, ma in forma discrezionale. Il provvedimento, infatti, è adottato in riferimento a determinate valutazioni come la condotta tenuta dall’aspirante italiano, il suo livello di integrazione sociale o l’assolvimento degli obblighi fiscali.

Cosa succede nel resto d’Europa?
In Francia esistono tre modi per acquisire la cittadinanza: il primo comprende sia lo ‘ius sanguinis’ che lo ‘ius soli’; il secondo è rappresentato dal matrimonio con cittadino/a francese, il terzo, infine, prende in considerazione la volontà dell’autorità pubblica ovvero la naturalizzazione.
In Germania il criterio dello ‘ius soli’ ha soppiantato quello dello ‘ius sanguinis’, ma esiste anche la via dell’automatismo’, cioè acquisiscono la cittadinanza non solo i figli di cittadini tedeschi ma anche i figli di stranieri che nascono in Germania, purché almeno uno dei genitori risieda stabilmente nel Paese da almeno 8 anni.
Più facile diventare cittadini del Regno Unito dove la cittadinanza viene concessa a chiunque nasca da almeno un cittadino britannico o a chi, al momento della nascita, abbia un genitore che risieda nel Regno Unito a tempo indeterminato, senza soggiacere ai limiti temporali previsti dalla legislazione in materia d’immigrazione. La via della naturalizzazione, infine, impone agli aspiranti inglesi una residenza almeno quinquennale, riducibile a tre anni per chi ha sposato un cittadino britannico.