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Ancona - Due clandestini uccisi dalle esalazioni

Macabra scoperta ieri a bordo di un camion sbarcato in porto

da Il Resto del Carlino del 10 dicembre 2006

10 dicembre 2006

UCCISI dalle esalazioni di ammoniaca e anidride solforosa. Doppia tragedia in porto scoperta ieri mattina. I due poveretti — probabilmente di origini balcaniche o mediorientali e di età apparente compresa tra i 35 ed i 45 anni — giacevano privi di vita all’interno del rimorchio di un tir bosniaco sbarcato poche ore prima sulla banchina 12 del porto di Ancona. La loro morte risaliva a diverse ore prima ed è molto probabile che sia stata provocata dalle esalazioni provenienti dal carico in mezzo al quale avevano trovato nascondiglio nel porto croato di Zara: lingotti delle dimensioni di circa un metro per mezzo metro, scorie e scarti di alluminio lavorato e trattato, materiale residuale che doveva essere probabilmente trattato in una fonderia del milanese, dove il carico era in effetti diretto una volta sbarcato allo scalo dorico.

PROPRIO l’ammoniaca vaporizzata potrebbe aver stroncato la vita dei due clandestini, ma saranno adesso i risultati dell’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Rosario Lioniello, a chiarire le reali cause del decesso dei due extracomunitari. I controlli a bordo del rimorchio effettuati dalla squadra speciale dei vigili del fuoco Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radioattivo), hanno escluso la presenza di isotopi radioattivi pericolosi. Esito positivo delle analisi solo sul fronte chimico con la rilevazione dell’anidride solforosa e dell’ammoniaca la cui presenza è stata poi mitigata una volta aperti i teloni ed esposto il rimorchio all’aria aperta. Sul posto sono intervenuti anche gli esperti dell’Asur e dell’Arpam. La nave Zadar della Jadrolinija è attraccata alla banchina 12 nella prima mattinata di ieri. L’autista del camion partito da Mostar, in Bosnia, ha parcheggiato il suo mezzo, un camion Reanault col rimorchio telonato, in un parcheggio vicino all’area di sbarco. Sul fianco sinistro del telone c’era una specie di rigonfiamento.
Temendo che si potesse trattare di parte del carico caduto, ha effettuato un controllo e si è trovato davanti la terribile scena. I due uomini erano ranicchiati tra le balle di alluminio trattato e dei bancali di legno. Sembrava stessero proteggendosi dal freddo, mentre è probabile che ad ucciderli siano state le esalazioni. Una volta effettuato il rinvenimento il camionista ha subito dato l’allarme. Nel giro di pochi minuti sono arrivate sul posto le ambulanze del 118 e della Croce Rossa, ma al medico non è rimasto altro da fare che constatare il decesso. Le scorie di alluminio hanno provocato un odore molto acuto e timori sulla presunta tossicità, rendendo così difficoltosi i soccorsi. Per valutare la gli eventuali rischi per l’incolumità delle persone sul posto è giunta la squadra dei vigili del fuoco specializzata nell’analisi delle sostanze nocive sotto il profilo radioattivo e chimico: «Le verifiche a bordo dell’autocarro — ha riferito il funzionario dei vigili del fuoco Massimo Carducci — hanno escluso la presenza di isotopi radioattivi e vapori tossici, a parte la presenza di ammoniaca e anidride solforosa». Dopo i rilievi chimico-batteriologici e quelli della scientifica, nel pomeriggio le due salme sono state traslate all’istituto di medicina legale dove il dottor Pesaresi ha effettuato le prime analisi per stabilire quanto meno l’ora approssimativa del decesso. L’autopsia è invece fissata per domani e sarà lo stesso medico legale ad effettuarla.

LE INDAGINI sono state seguite con la massima attenzione dalla polizia marittima. Subito sentito il camionista bosniaco: «Non sapevo della presenza di quei due uomini — ha raccontato agli inquirenti — non avrei mai rischiato di caricarli sapendo che con quelle sostanze potevano morire». Nei suoi confronti la polizia, per il momento, non ha preso alcun provvedimento.