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Ancona - Ad ottobre 2004 un uomo morì soffocato

Storie di speranza finite in tragedia

da Il Resto del Carlino del 10 dicembre 2006

10 dicembre 2006

Il sogno di una nuova speranza finito in un freddo cassone di un tir, dentro la stiva di una nave, schiacciato dalle ruote di un camion o travolto da un treno in corsa.
La doppia tragedia di ieri mattina non è la prima e non sarà l’ultima, specie ad Ancona dove la presenza del porto, crocevia di traffici non sempre leciti, rappresenta una base fondamentale. Nel corso degli ultimi anni sono stati almeno cinque i casi simili a quello scoperto ieri alla banchina 12, casi maggiori in cui altrettanti clandestini hanno trovato la morte mentre cercavano di sfuggire ai controlli di polizia. Nel gennaio del 2002 un 25enne curdo si era attaccato sotto un tir, ma una volta giunto a Torrette, davanti all’ingresso dell’ospedale, ha perso la presa per poi essere schiacciato dal peso del camion. Sconosciuto, come tanti suoi colleghi di sventura, alcuni famigliari hanno recuperato la sua salma soltanto un anno dopo, prima che fosse inumato ad Ancona come ‘sconosciuto’. Sconosciuto è invece tuttora un altro clandestino morto nelle stesse identiche circostanze poco più di due settimane fa.
Ferito gravemente all’altezza della caffetteria è rimasto in agonia per tre giorni prima di morire e da allora è rinchiuso dentro una cella frigorofera dell’obitorio di Torrette in attesa che qualcuno si occupi della sua sepoltura. In almeno altri tre episodi identici, i protagonisti sono stati più fortunati rimanendo soltanto feriti.

TORNANDO al 2002, all’inizio di settembre, la storia di un altro clandestino curdo, di età apparente attorno ai 25 anni, maciullato dall’espresso Pescara-Monaco tra la stazione di Ancona e Torrette. Risale invece alla fine di ottobre del 2004 la storia più agghiacciante, quella di un giovane di origini asiatiche morto per asfissia dentro il cassone di un tir che divideva con altri dodici disperati. Un tunisino ed un palestinese sono stati arrestati con l’accusa di averne provocato la morte, per non farlo lamentare gli avevano tappato la bocca durante i controlli di finanza e polizia. Nonostante il disperato tentativo il gruppo di clandestini, nascosti in uno spazio sufficiente per meno della metà delle persone stivate, fu scoperto dalle forze dell’ordine e con loro la tremenda sorte di uno di loro. Questo processo è ancora in corso. Chiudiamo con l’albanese che il 26 luglio del 2005 fu ritrovato moribondo in un’area di sosta della A/14 vicino ad Ancona. Qualcuno con cui viaggiava, una volta valutate le sue condizioni, lo aveva in pratica abbandonato in mezzo alla strada. Morì poche ore dopo all’ospedale di Torrette.