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Progetto per la realizzazione di un percorso assistito per la tutela dei diritti dei lavoratrici/lavoratori immigrate/i nel Comune di Rimini

3 febbraio 2003

Descrizione del progetto al fine di realizzare un intervento diretto alla informazione necessaria sui diritti dei lavoratori/lavoratrici migranti.

Visti i numerosi interventi normativi susseguitisi nel tempo :
-  d.lgs.286/98 : “ Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’ immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”e regolamento attuativo dpr 394/99;
- dpr 30.03.01 : “ Approvazione documento programmatico per il triennio 2001-2003, relativo alla politica dell’immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato a norma dell’art.3 della l.40/98 “;
-  Legge “ Bossi-Fini “ appena entrata in vigore.

Riteniamo necessario svolgere un servizio di informazione giuridica che possa fungere da necessario momento di informazione sui diritti e le tutele dei suddetti soggetti.
Soprattutto l’ ultimo intervento normativo, infatti, muta considerevolmente la condizione del cittadino straniero nella sua sfera pubblica e privata : crediamo sia doveroso, quindi, informare circa le condizioni che andranno a cambiare anche il mercato del lavoro nella sua componente migrante.

Cresce, oggi, la domanda di lavoro generico estremamente flessibile, inferiorizzato e spesso informalizzato : si è venuta disegnando quella “nuova geografia della centralità e della marginalità” che viene ben riassunta dal grande dislivello esistente tra i lavoratori più qualificati e quelli con qualifiche medio-basse, ultimi i migranti.
Disporre di manodopera inferiorizzata è oggi cosa ordinaria per gli imprenditori, che possono contare sulla persistenza (attuale e futura) di una pressione migratoria che non accenna a diminuire e fornisce candidati che con costanza ed assiduità accettano il ruolo di salariato etnicizzato.
I dati dell’ONU sulla popolazione nata all’estero presente nei vari paesi del mondo segnalano, infatti, un suo aumento nei paesi occidentali. Implicitamente, quindi, affermano che rilevanti flussi di manodopera – composti da persone desiderose di migliorare le loro condizioni di vita o di sfuggire all’intollerabile - si sono diretti negli ultimi decenni verso specifici mercati del lavoro localizzati in paesi tecnologicamente avanzati. E qui – mentre aumentano i livelli di disoccupazione e gli squilibri nella struttura dei redditi da lavoro - rendono disponibile un’offerta reale e potenziale di lavoro a qualunque condizione per necessità e/o mancanza di alternative. I migranti sono infatti i più esposti alla disoccupazione e alla sottoccupazione. Quest’ultima, poi - che si traduce materialmente in lavori sottopagati e di pessima qualità - li colloca tra le persone più a rischio di povertà ed esclusione.
E’ infatti facilmente deducibile dai dati OCSE 1995 sui tassi di disoccupazione nella popolazione autoctona e straniera, che questi rischi erano molto maggiori per i lavoratori di nazionalità estera e che ciò valeva e vale ancor più per gli occupati precari e discontinui, cioè per la sottoccupazione. In altri termini, il migrante che lavora diviene sempre più spesso un woorking poor. L’imbrigliamento nei gradini più bassi della scala gerarchica della produzione sociale è infatti la sola possibilità per accedere al Nord e costituisce il prezzo da pagare per l’accesso allo sviluppo individuale.

Luogo di attività: Comune di Rimini

Premessa

Il Progetto si pone tra le sue finalità quella di assistere giuridicamente gli esseri umani extracomunitari che per provenienza geografica si trovano nella condizione di poter essere discriminati per ragioni di sesso, razza, religione e nazionalità.
Questo Progetto quindi si impone nell’alveo dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano di rendere cogenti nei limiti della pratica attuazione gli artt. 2, 3, 4, 6, 18, 19, 24 Cost.
Più in specifico, chiunque intenda prevenire fenomeni discriminatori ed educare i cittadini alla tolleranza e al rispetto dei diritti umani, non può rifiutarsi di predisporre una tutela giuridica effettiva e posteriore degli extracomunitari.
Per di più si ritiene sentita nonché indispensabile la creazione di una situazione stabile che tuteli attraverso la sua stessa esistenza e l’assistenza tecnico-giuridica agli extracomunitari.

Condizioni di funzionalità

E’ opportuno che il servizio giuridico costituendo, con la presenza almeno di un avvocato, di un rappresentante degli immigrati e di un mediatore italiano, operi in determinati giorni della settimana presso le sale dei quartieri che offriranno la loro disponibilità o qualunque altro luogo idoneo e disponibile.
Sono stati individuati i QQ. 5 e 6 proprio per distribuire l’ intervento sulle zone nord e sud anche considerando la presenza migrante nelle suddette aree del territorio.
Sara’ necessario che gli immigrati siano messi in grado di conoscere tale struttura di assistenza giuridica onde potersene avvalere.
Gli stessi quartieri nei giorni previsti - martedì e giovedì pomeriggio – saranno dotati di un recapito telefonico ed un luogo fisso stabile al loro interno ove svolgere il servizio.

Finalità e risultati immediati.

Improntare un percorso di tutela giuridica dei diritti e delle opportunita’, nonché di progressive integrazioni degli extracomunitari nei meccanismi della complessa società riminese.
Tutelare effettivamente gli extracomunitari presenti sul territorio della provincia per le legittime e sentite esigenze.
Conferire le nozioni giuridiche basilari e le informazioni utili per la compiuta regolarizzazione degli stessi e per una pacifica convivenza.

Finalità e risultati mediati.

Non far sentire gli extracomunitari mera merce e/o strumenti di lavoro.
Mediare i conflitti che eventualmente potrebbero insorgere tra le comunità di extracomunitari e la società civile, attraverso la predisposizione di strumenti tecnici di informazione giuridica, assistenza e mediazione.
Il tutto servendo, così facendo, la Costituzione repubblicana partendo dal basso, ossia da chi si crede erroneamente non possegga diritti, per far crescere nella democrazia e nel rispetto dell’altro l’intera società riminese nel suo complesso.

Obiettivo

Assicurare i diritti del lavoro e i diritti civili.

Risultati ed impatti previsti

Contrasto delle discriminazione.
Dissuasione e prevenzione di comportamenti discriminatori e lesivi dei diritti civili degli immigrati.
Crescita del senso della legalità fra gli immigrati.

Durata dell’intervento

Annuale con l’ambizione di rendere il progetto stabile.

Data di avvio: Novembre 2002

Tipologia di intervento

Attivazione delle associazioni degli immigrati operanti sul territorio provinciale in cooperazione con i legali che hanno già reso la propria disponibilità.

Soggetti partecipanti

Legali, mediatori culturali italiani e stranieri.

Rimini, 30.09.02