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Rimini - Relazione attività dello Sportello di tutela legale per lavoratori e lavoratrici migranti

27 agosto 2003

Rimini 20 agosto 2003
Il progetto in epigrafe ha avuto inizio la prima settimana del mese di novembre dello scorso anno, fondando la propria ragione sulla avvertita necessità di assistere i lavoratori extracomunitari migranti sul territorio comunale a seguito della recente legislazione.
La realizzata intenzione degli appartenenti allo sportello, è l’assistenza dei lavoratori migranti con specifico riferimento alle problematiche relative al loro ingresso nel mondo del lavoro e nel tessuto produttivo della Provincia riminese, passando attraverso il procedimento di regolarizzazione così come introdotto dalla Legge Bossi-Fini e successiveinterpretazioni.

Con riferimento, in particolare, all’attività svolta e alle problematiche maggiormente frequenti l’attività dello sportello può essere suddivisa nei seguenti periodi:

- 1) nel periodo compreso fra Novembre e Dicembre, vale a dire immediatamente prima della scadenza del termine della sanatoria dei lavoratori immigrati fissata dalla legge per l’11.11.2002 e per tutto il mese successivo, le problematiche maggiori di cui ci siamo occupati hanno avuto ad oggetto l’interruzione ad nutum del rapporto lavorativo in prossimità di detto termine. Si è infatti verificata una vera e propria emergenza dovuta a licenziamenti indiscriminati. Per semplificare: extracomunitari che hanno lavorato mesi, molte volte con salari miseri solo al fine di ottenere la regolarizzazione, in prossimità del termine ultimo per presentare la domanda di rito, sono stati allontanati dal posto di lavoro. E poiché si trattava per lo più di lavoratori a domicilio – colf, badanti – perdendo il lavoro hanno perduto anche i luoghi di soggiorno e dimora.

- 2) Successivamente nel periodo compreso tra Gennaio e Marzo, l’emergenza si è trasferita sul rapporto comunque venuto in essere fra datore di lavoro e lavoratore nel senso di un abuso di posizione dominante del primo, parte indiscutibilmente più forte, nei confronti del secondo, parte più debole del rapporto.
Abusi facilitati dalla poco chiarezza della Bossi-Fini e dalla confusione normativa che ne è seguita. In tale fase non solo i datori di lavoro hanno posto a carico dei prestatori di lavoro i costi dei contributi, ma hanno perpetrato una condotta di corrisponsione di salari inferiori a quelli minimi consentiti, facendo leva sulla possibilità di ricatto derivante dalla loro posizione nettamente dominante.
Abbiamo assistito anche al particolare fenomeno per cui i datori di lavoro pronti ad assumere regolarmente extracomunitari si sono tirati indietro spaventati dalla confusione creata e dal timore di poter essere sanzionati.

- 3) L’emergenza attuale, verificatasi già a partire dalla metà di aprile ad oggi, deriva ancora dall’assoluta incertezza circa l’esatta interpretazione non soltanto alle norme della Legge Bossi-Fini, ma anche dei regolamenti attuativi nel frattempo intervenuti che invece di portare chiarezza, hanno contribuito a rendere la materia ancor più caotica. Per semplificare si veda la situazione dei prestatori di lavoro che in pendenza del procedimento di regolarizzazione, sono stati licenziati o hanno receduto unilateralmente tramite dimissioni, in quanto sottoposti a vero e proprio sfruttamento, i quali allo stato attuale non sanno se possono essere regolarizzati ancorché abbiano trovato un nuovo datore di lavoro (come, da chi). In argomento, neppure le recenti circolari del Ministero degli Interni e del Ministero del Lavoro sono riuscite a dare un’interpretazione definitiva, chiara e certa sulle modalità di risoluzione di consimili casi.
Le problematiche sopra evidenziate rappresentano una sintesi, essendo invero numerosissime e assai variegate le problematiche trattate che per comprensibili ragioni di spazio, tempo, difficoltà e riservatezza non riporteremo. Ricordiamo inoltre che lo sportello è aperto due volte alla settimana dalle ore 15:00 alle ore 18:00, il martedì presso il quartiere 5 e il giovedì presso il quartiere 6. Oltre ai due avvocati partecipano al progetto, una mediatrice culturale e due operatrici culturali.
Si sono registrati a partire da Gennaio più di centoventi accessi personali da parte di lavoratori e lavoratrici migranti, ai quali devono essere aggiunti una decina di datori di lavoro (riminesi o di zone limitrofe) e circa una trentina di contatti telefonici.

Avv. Totti Francesco
Avv. Urbinati Roberto
Operatrice culturale Manila Ricci
Operatrice culturale Laura Bracci
Mediatrice culturale Valeria Guagnelli