I campi in nord Africa piacciono all’Ue

ALBERTO D’ARGENZIO BRUXELLES I critici li chiamano novelli «campi di concentramento», la Germania preferisce battezzarli «portali di immigrazione», il Commissario alla giustizia ed affari interni Antonio Vitorino non vuole sentir nominare la parola «campo»e nemmeno «centro» e parla di «accordo per migliorare

1 8 9 10