Carovane Migranti a Palermo tra vecchie e nuove lotte

Penultima tappa per la terza Carovana per i diritti dei migranti, per la dignità e la giustizia il 24 maggio a Palermo, ospiti della comunità locale dei comboniani.

Nel pomeriggio si è svolta un’assemblea nel teatro Montevergini, uno spazio autogestito da diverse realtà locali per restituirlo alla città e alle compagnie che hanno fame di spazi. Quindi la Carovana ha partecipato a un mini corteo nel quartiere Ballarò per arrivare in piazza Mediterraneo, uno spazio riqualificato da un gruppo di volontari, in precedenza una discarica a cielo aperto che grazie a Sos Ballarò (l’assemblea di quartiere per il rilancio del mercato storico) è assurta al rango di piazza. Un nome dalla chiara valenza simbolica per un’area che un tempo era occupata da una chiesa poi bombardata durante la seconda guerra mondiale e mai ricostruita.

Qui sono stati proiettati il drammatico video di Fabrizio Gatti sul barcone lasciato affondare nel Mediterraneo e il documentario sul glifosato El costo humano de los agrotoxicos. Qui le varie storie dei testimoni dal Messico, dal Guatemala e dalla Tunisia si sono confrontate con le realtà del territorio. Gruppi che si oppongono alla realizzazione nel capoluogo siciliano di un nuovo hotspot entro giugno, nelle dichiarazioni del prefetto “una struttura ‘leggera’ in grado di ospitare un piccolo numero di migranti ma anche di sgravare il commissariato San Lorenzo che si occupa della identificazione e dello smistamento dei migranti che approdano a Palermo”.

Il 25 maggio, dopo un incontro presso l’Università di Palermo, la Carovana si è avviata verso la sua ultima tappa, Catania, dove la attende un programma fittissimo di iniziative contro il G7 di Taormina.


Per sostenere la Carovana è aperto un crowdfunding ancora per pochi giorni:
https://buonacausa.org/cause/carovanemigranti
Per seguire la Carovana:
https://www.facebook.com/carovanemigranti/

CarovaneMigranti

Carovane Migranti ha come principale obbiettivo la creazione di ponti in un’epoca di politiche che mirano, attraverso l’innalzamento di muri, a difendere i confini e non le vite umane.
Un tratto distintivo della nostra esperienza è il legame con il Movimiento Migrante Mesoamericano che organizza la Caravana de Madres centroamericanas de migrantes desaparecidos.
Vuol essere un ponte con quella esperienza decennale, cercando di favorire pratiche di interlocuzione e scambio tra realtà di lotta e resistenza delle due sponde del Mediterraneo e dell’America Centrale.