Terraingiusta – V Rapporto dalla Piana di Gioia Tauro

Un rapporto di Medici per i diritti umani (MEDU) sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri

Photo credit: MEDU

San Ferdinando, 15 maggio 2019Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha presentato oggi, presso la Sala Consiliare del Comune di San Ferdindando, “TERRAINGIUSTA. V rapporto sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti stranieri nella piana di Gioia Tauro“.

A sei anni dall’avvio dell’intervento di Medici per i Diritti Umani (Medu) nella Piana di Gioia Tauro in Calabria e a quattro dal primo rapporto dal titolo Terraingiusta, è necessario constatare con indignazione che la terra ingiusta di allora, non solo ha mantenuto intatti – o addirittura ha visto deteriorarsi – i tratti di sfruttamento, abbandono, degrado e disperazione, ma si è anche trasformata in una terra bruciata, dove in poco più di un anno, in una sorta di lenta strage, quattro persone sono morte carbonizzate in tragici quanto evitabili incendi di baracche di fortuna o tende ministeriali.

Sfruttamento lavorativo, condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, degrado e illegalità diffuse, ostacoli nell’accesso ai servizi e alle cure, restano gli aspetti distintivi della vita in uno di ghetti più grandi d’Europa, dove oltre 2000 migranti giungono ogni anno nella stagione di raccolta degli agrumi in cerca di un’occupazione o di un riparo.

Dei 438 migranti a cui la clinica mobile di Medu e gli operatori legali di A Buon Diritto hanno prestato assistenza sanitaria e fornito orientamento socio-legale nell’ultima stagione agrumicola, il 93% era titolare di un regolare permesso di soggiorno, ma solo la metà delle persone intervistate aveva lavorato negli ultimi tre mesi e di queste solo il 60% aveva un contratto di lavoro, nella maggior parte dei casi di breve durata. Il “lavoro grigio”, caratterizzato da irregolarità nelle buste paga, nella denuncia delle giornate lavorative e da violazioni delle norme sulle condizioni di lavoro, resta la norma. Meno della metà dei pazienti con regolare permesso di soggiorno risultava iscritto al Servizio Sanitario Nazionale, in un contesto in cui le pessime condizioni di vita hanno contribuito a rendere ancor più precarie le condizioni di benessere psico-fisico della popolazione.

Un quadro drammatico, rimasto colpevolmente immutato per troppi anni e reso quest’anno ancor più desolante dalle morti, dagli sgomberi senza alcuna alternativa sostenibile e dignitosa, dalla crisi sempre più marcata del settore agrumicolo e dal rischio di un aumento di irregolarità e marginalità in seguito all’emanazione del Decreto Sicurezza e Immigrazione.

L’ultimo sgombero, avvenuto il 6 marzo senza un’adeguata pianificazione e senza un piano alternativo credibile, si è concluso con l’ennesimo trasferimento in una tendopoli di poche centinaia di persone. Le altre si sono allontanate autonomamente nei giorni precedenti.

Medu e A Buon Diritto presentano alcune proposte per dare risposte concrete, necessarie e ormai indifferibili ad una vergognosa vicenda umana e sociale, che rischia di diventare ancor più esplosiva negli anni a venire.

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Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha avviato dal 2014 il progetto Terragiusta, una campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti in agricoltura.

Medici per i Diritti Umani

Un'organizzazione umanitaria indipendente e senza fini di lucro che nasce per iniziativa di un gruppo di medici, ostetriche e altri volontari impegnati in una missione nelle Ande ecuadoriane.
Si costituisce nel 2004 con l’obiettivo di curare e testimoniare, portare aiuto sanitario alle popolazioni più vulnerabili, e - a partire dalla pratica medica - denunciare le violazioni dei diritti umani e in particolare l’esclusione dall’accesso alle cure.