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Grecia – Peggiora la situazione a Patrasso

Testo e foto di Gina Abril, No Name Kitchen - 4 gennaio 2020

Photo credit: Gina Abril

La situazione a Patrasso non è cambiata molto nelle ultime settimane. A causa delle vacanze natalizie, solo pochi camion stanno arrivando al porto. I ragazzi continuano a tentare il “Gioco” (tentano di superare le barriere portuali e salire di nascosto sui camion in partenza per l’Italia, NdT), ma le possibilità sono diminuite notevolmente. Ecco perché i numeri di ragazzi nelle “factories” (fabbriche abbandonate o stabilimenti informali, NdT) continuano a crescere.
Quotidianamente, le persone vengono arrestate in raid polizieschi e deportate ad Atene.

La situazione sta peggiorando. La polizia portuale sequestra le scarpe dei ragazzi migranti e le getta in mare. Allo stesso modo, sono privati dei loro telefoni cellulari ogni qualvolta la polizia li cattura mentre tentano di superare le barriere portuali. I cani delle unità cinofile mordono, le percosse mettono fuori uso i telefoni dei ragazzi, l’unico mezzo che hanno per comunicare con le loro famiglie e amici: ogni volta che perdono il telefono, devono aspettare per ottenere il denaro per comprarne uno nuovo.

Ieri, 3 gennaio, la polizia ha deliberatamente malmenato uno dei ragazzi. Il team di NoNameKitchen lo ha portato al River of Patras Hospital.

Questo tipo di violenza ingiustificata avviene quotidianamente: vogliamo riportare le politiche repressive del governo Greco.

D’altra parte, poiché non ci sono dottori o infermieri disponibili, i volontari di No Name Kitchen tentano di venire incontro ai bisogni dei ragazzi e li portano in ospedale. Il Dottor Panus, di Kinesis, ci sta aiutando a visitare i ragazzi nelle “factories” di volta in volta e a rispondere a situazioni d’emergenza.
Stiamo facendo un’altra chiamata per volontari del settore sanitario che vogliano far parte del nostro team!!!
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Ringraziamo SOS Refugiados per averci inviato tre pacchi alimentari da Atene. Grazie anche alle persone di Valencia che hanno inviato provviste.

Ulteriori notizie da Patrasso: No Name Kitchen sta cucinando ancora. Il cibo viene distribuito quotidianamente e cucinato nella Factory (fabbrica abbandonata nei dintorni di Patrasso, NdT) per 100 persone. I ragazzi si gestiscono autonomamente e si supportano a vicenda.

Sara Corsaro

Sono laureata in Mediazione linguistica e culturale a Siena e poi in Diritti umani all'Università degli Studi di Padova con una tesi su confini e cittadinanza. Sono una volontaria della scuola di italiano autogestita e gratuita "LiberaLaParola" che svolge le sue attività a Padova. "LiberaLaParola" è un progetto dell'Associazione Open Your Borders.
Per Melting Pot traduco dal francese e scrivo.