da Il Giornale di Vicenza del 20 maggio 2004

Le Ausl insegnano a curare gli stranieri di Marco Scorzato

Vicenza – Chi ha frequentato un pronto soccorso degli ospedali dell’AUSL 5 da qualche anno a questa parte l’ha visto coi propri occhi: gli stranieri sono circa il 10 per cento della popolazione totale, ma in quelle strutture sembrano, e sono, almeno il doppio. Questo accade perché essi non conoscono la nostra organizzazione sanitaria e si rivolgono al pronto soccorso anche quando non dovrebbero.

Al fine di risolvere questo problema, ma più in generale per migliorare la comunicazione con gli stranieri che entrano in contatto con le locali strutture ospedaliere, l’Ulss 5 sta organizzando da circa un anno una serie di corsi di formazione per “operatori sociosanitari di fronte all’immigrazione”. Tra ieri e oggi, per la prima volta a Valdagno, si svolge il settimo ciclo di lezioni rivolte al personale ospedaliero e a quello impiegato nei distretti.

Trasmettere conoscenze teoriche in tema di immigrazione, dall’aspetto legislativo a quello socio-culturale, sono le finalità generali del corso, tenuto da docenti esperti nei diversi ambiti della vasta questione. «Nello specifico – spiega Mauro Gonzo, psicologo responsabile del servizio di mediazione culturale dell’Ulss 5 – vogliamo preparare i nostri operatori a relazionarsi in maniera efficace con l’utente straniero, così da aumentare la capacità di cura e di prevenzione delle malattie».

Dalla segnaletica anche in lingua straniera all’interno delle strutture ospedaliere, alle cartelle cliniche tradotte in inglese, arabo o punjabi: sono solo alcuni esempi degli obiettivi cui tende questo progetto, che non può prescindere dal contributo offerto dai mediatori culturali: figure rare e ricercate, queste, che l’equipe guidata dal dottor Gonzo ha selezionato e formato. «Sono tutti stranieri con cultura e titoli di studio elevati – spiega – attualmente, collaborano con noi 18 persone”.

Ma il mediatore culturale è solo un ingranaggio, pur fondamentale, di una macchina molto più complessa. Diventa quindi necessario che in ogni momento del rapporto utente-Ulss sia migliorata la comunicazione. Di qui l’idea del corso gratuito per operatori, 16 ore tra approfondimento di casi clinici e relazioni preordinate su questioni linguistiche, culturali, legislative ed epidemiologiche che ruotano attorno alla realtà dell’immigrazione.