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Due morti e venti feriti al confine con Ceuta

Le ONG denunciano: dieci anni di violenze alle frontiere sud dell'Unione Europea

Due migranti, di nazionalità guineana e camerunense, sono morti questa mattina (9 ottobre 2015 n.d.r.) al confine con Ceuta e altri venti sono rimasti feriti, secondo quanto afferma a Ser Caminando Fronteras.

Il tentativo di ingresso è avvenuto questa mattina nelle acque di Ceuta. “I migranti sono stati intercettati su un’imbarcazione, capovolta dalla Marina Real marocchina con molta violenza e successivamente picchiati “, secondo quanto hanno dichiarato dei testimoni alla ONG Caminando Fronteras.

I venti detenuti si trovano nella stazione di polizia di Castillejos, paese marocchino al confine con Ceuta, dopo aver trascorso dodici ore trattenuti in due furgoni della polizia, senza essere trasferiti a qualsiasi gendarmeria. Sentiti al telefono dicono di avere paura “per aver testimoniato la morte dei loro compatrioti“.

I feriti sono del Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Senegal. E le vittime, identificate dagli immigrati stessi, sarebbe Olivier del Camerun e Giorgio dalla Guinea. Il Consiglio nazionale marocchino per i diritti umani è già a conoscenza di quanto accaduto al confine e sta valutando il modo per liberare i detenuti, vittime di violenze e testimoni delle due morti.

Proprio all’inizio di questo mese un gruppo di organizzazioni non governative per i diritti umani hanno firmato, dopo tre giorni di incontri a Rabat, una dichiarazione congiunta pubblicata sul sito web di GADEM (Gruppo di accompagnamento e difesa degli stranieri e migranti) che denuncia “l’impunità della violenza” contro gli immigrati che cercano di raggiungere l’Europa.