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Ventimiglia – Rastrellamenti e deportazioni per decine di migranti

Il cinico "Piano Alfano": riportare i migranti in Sicilia, al punto di partenza del loro percorso migratorio europeo

A Ventimiglia sono iniziate questa mattina le operazioni di sgombero del campo autogestito allestito alcune settimane fa sulle rive del fiume Roja, nel quale erano accampati circa 200 migranti, giunti al confine italo-francese con l’obiettivo di raggiungere i Paesi dell’Europa nord-occidentale.

L’ultimato lanciato dal sindaco Ioculano per lo sgombero del campo, nelle cui motivazioni c’erano questioni igienico-sanitarie e soprattutto di ordine pubblico, è scaduto alle 13 di ieri, con un decorso di 48 ore. I migranti in transito a Ventimiglia hanno deciso di lasciare il campo allo scadere dell’ultimatum, riunirsi in spiaggia e dare vita ad assemblee per capire come muoversi nelle ore successive. Nelle stesse ore a Imperia iniziavano a concentrarsi 150 uomini delle forze dell’ordine e venivano preparati 5 pullman e 2 aerei per le deportazioni.

Mentre gli attivisti del Presidio No Borders di Ventimiglia iniziavano una campagna di sensibilizzazione, lanciando un appello per costruire iniziative di solidarietà nei confronti dei migranti sgomberati ed a rischio deportazioni, questa mattina oltre 500 agenti delle forze dell’ordine hanno completamente militarizzato la cittadina per dare avvio alle operazioni di sgombero del campo e trasferimento dei migranti. Intorno alle 6 è partito un vero e proprio rastrellamento Sono arrivati circa 15 blindati, della Polizia e della Guardia di Finanza, e la stazione è stata occupata da forze dell’ordine e militari. Sono state fermate persone per strada, condotte in stazione e qui rinchiuse nella sala d’attesa. Una ragazza è stata identificata perché scattava una foto per riportare cosa stava succedendo. Un plotone di poliziotti con gli scudi si è riversato in spiaggia per fermare altri migranti. Alle persone fermate è stato sequestrato il telefono e, intorno alle 7, è partito il primo autobus la cui destinazione è al momento ignota.

Durante il rastrellamento dei migranti, che è ancora in corso, decine di attivisti manifestavano con lo striscione “open the borders”, chiedendo l’immediata apertura delle frontiere e la libertà di circolazione per tutti e tutte.

L’operazione di deportazione dei migranti da Ventimiglia è inserita nel cosiddetto “Piano Alfano”, che prevede di allontanare i migranti dalle zone di frontiera e di intensificare i controlli su tutto il territorio nazionale per impedire che le persone giungano nei territori di confine e spingano per attraversarlo e muoversi verso i Paesi dell’Europa centrale e settentrionale.

– Segui gli aggiornamenti del Presidio Permanente No Borders – Ventimiglia

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