La nave rumena Frontex MAI1103 assiste ad un respingimento illegale
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Il ruolo di Frontex nei respingimenti in acque greche

Le dimissioni di Fabrice Leggeri seguono l’ultima inchiesta di Lighthouse Reports

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Negli ultimi giorni di aprile il direttore generale di Frontex Fabrice Leggeri si è dimesso. La rinuncia al proprio incarico arriva dopo una serie di denunce che hanno coinvolto unità operative di Frontex. Da anni infatti l’Agenzia della guardia di frontiera e costiera europea è al centro di indagini giornalistiche per le attività in cui è coinvolta ai confini dell’Europa.

Lighthouse Reports è una piattaforma di giornalismo collaborativo che pubblica indagini condotte da giornaliste e giornalisti investigativi in collaborazione con i principali media europei. Negli ultimi due anni Lighthouse Reports ha reso note varie inchieste sulle responsabilità dell’agenzia europea Frontex nei respingimenti illegali avvenuti nel mare Egeo. L’inchiesta pubblicata lo scorso aprile ha ricevuto una particolare risonanza mediatica. 

La prima inchiesta: Frontex e i droni di sorveglianza

Nel 2019 alcuni giornalisti e giornaliste di Lighthouse Reports, in collaborazione con The Guardian, hanno approfondito le criticità legate all’utilizzo dei droni di sorveglianza da parte di Frontex. Alcuni mesi prima, in un comunicato stampa la Commissione Europea aveva annunciato l’attribuzione di 500 milioni di euro al Fondo Europeo della Difesa. Fra i progetti finanziati vi era Eurodrone, supportato con un investimento pari a 100 milioni di euro. 

Secondo quanto scoperto dall’inchiesta, l’investimento europeo nel sistema dei droni era avvenuto contemporaneamente alla decisione dell’Unione di ritirare le missioni navali Frontex nel Mediterraneo. Nonostante le unità Frontex che navigano nel Mediterraneo non siano impegnate in missioni di ricerca e salvataggio, il diritto europeo ed internazionale le obbliga comunque ad assistere le imbarcazioni in pericolo. D’altra parte invece i droni di sorveglianza non sono equipaggiati per condurre eventuali operazioni di salvataggio.

Il direttore del Centro Studi Internazionali, Gabriele Iacovino, ha dichiarato al The Guardian che l’investimento europeo nel controllo aereo e l’assenza di missioni navali nel Mediterraneo è stata una strategia per eludere le responsabilità dell’Unione nel salvare vite e garantire una forma di sorveglianza aerea in acque comunitarie. 

D’altra parte l’incremento dei fondi europei a Frontex e il suo ruolo nella deportazione delle persone migranti ha destato preoccupazioni nelle istituzioni che si occupano di monitorare le missioni di rimpatrio forzato. 

Nel video viene mostrato sia l’aumento del budget fornito all’agenzia, sia il suo ruolo nella gestione dei rimpatri. 

La seconda inchiesta: le responsabilità di Frontex nei respingimenti

Appena un anno dopo Lighthouse Reports, in collaborazione con Der Spiegel e Bellingcat, ha condotto una nuova inchiesta su Frontex. In questa occasione al centro delle investigazioni vi erano le responsabilità dell’agenzia europea nei respingimenti illegali nel Mar Egeo. Le azioni illegali condotte al largo della costa greca miravano a ridurre il numero degli sbarchi e a rimuovere anche coloro che, già arrivati sulla terraferma, richiedevano la protezione internazionale. 

L’inchiesta, pubblicata a ottobre 2020, ha rivelato gli abusi e le violazioni dei diritti umani della polizia e della guardia costiera greca, fornendo ulteriori prove ai casi già presentati alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Le giornaliste e i giornalisti impegnate in questa investigazione hanno incontrato molte difficoltà nel rilevare le responsabilità di Frontex negli abusi condotti a largo delle coste greche. Infatti, in nome della sicurezza operativa, l’agenzia si era rifiutata di mostrare il riepilogo completo delle proprie attività nell’Egeo. 

Nel condurre l’indagine i giornalisti e le giornaliste hanno rintracciato le posizioni degli agenti di Frontex, confrontandole con i respingimenti segnalati dalle ONG e dalle persone migranti. Successivamente diversi testimoni sono stati intervistati, fra loro vi erano sia membri del personale di Frontex che persone migranti. Infine, sono stati visionati diversi documenti interni, video e foto satellitari. 

L’inchiesta ha confermato ciò che le persone migranti avevano testimoniato. Diversi video e immagini dimostrano la presenza e talvolta il coinvolgimento delle unità di Frontex nei respingimenti illegali condotti dalle forze militari greche nel Mar Egeo. I video che seguono sono stati registrati dalla guardia costiera turca durante un’operazione di respingimento. 

L’avvicinamento della nave rumena Frontex MAI1103 ad un’imbarcazione che aveva a bordo diverse persone migranti nel luogo in cui poco dopo è avvenuto un respingimento. 

La nave rumena Frontex MAI1103 muovendosi in velocità crea delle onde che mettono in pericolo l’imbarcazione con a bordo le persone migranti. 

La terza inchiesta: Frontex di fronte alle proprie responsabilità

Nonostante le inchieste precedenti Frontex ha sempre negato il coinvolgimento delle proprie unità nei respingimenti nell’Egeo. Lo scorso mese Lighthouse Reports, Der Spiegel, SRF Rundschau, Republik e Le Monde hanno pubblicato una nuova indagine sulle attività di Frontex nella zona. Le giornaliste e i giornalisti hanno ottenuto ed analizzato una parte del database Jora, che contiene i rapporti interni sugli incidenti che hanno coinvolto le unità di Frontex. Qui hanno trovato tracce di avvistamenti di respingimenti. Successivamente i dati sono stati confrontati con interviste a persone richiedenti asilo coinvolte o presenti nella zona interessata, con prove audiovisive e con altre fonti riservate. 

Il video mostra i respingimenti avvenuti con il coinvolgimento dell’unità di Frontex

I risultati dell’inchiesta sono stati pubblicati online dai diversi media coinvolti, ma anche su Twitter dalle giornaliste e dai giornalisti che hanno condotto l’indagine. Le prove raccolte dimostrano il coinvolgimento di Frontex in 222 incidenti nell’Egeo tra marzo 2020 e settembre 2021 con 957 persone respinte. Tuttavia il numero reale delle vittime dei respingimenti è molto più alto

Il grafico che illustra il numero dei casi di respingimento segnalati nel database Jora

In Jora Frontex ha segnalato gli incidenti come “prevenzione della partenza” (prevention of departure). Questa denominazione riguarda i casi in cui la guardia costiera greca o Frontex impediscano alle imbarcazioni di entrare in acque europee, lasciando la responsabilità alle autorità turche. Tuttavia, l’analisi delle fonti ha rivelato che in alcuni casi le imbarcazioni erano entrate in acque greche o persino sbarcate in territorio greco prima di essere ritrovate a largo dell’Egeo. Le unità Fontex modificando la realtà hanno circuito la responsabilità di assicurare alle persone migranti l’accesso alle procedure di asilo. 

Ad esempio, l’inchiesta ha ricostruito un respingimento avvenuto il 28 maggio 2021. In questa data un’imbarcazione con a bordo un gruppo di 50 persone è sbarcata sull’isola di Lesbo. Appena arrivate, hanno inviato la propria posizione attraverso Whatsapp ad una ONG attiva sul posto. Poche ore dopo, alcuni membri del gruppo sono stati trovati dalla guardia costiera turca a bordo di una zattera al largo dell’Egeo. Il caso è stato registrato da Frontex come “prevenzione della partenza”.

In risposta alle accuse rivolte dall’indagine Frontex e la Grecia hanno negato ogni responsabilità. Frontex in particolare ha dichiarato che le sue unità operano sotto il comando delle autorità nazionali, gettando di fatto le accuse solo sulla guardia costiera greca. Quest’ultima si è difesa mettendo in dubbio le prove fornite dalle autorità turche, giudicate non attendibili. 

L’eurodeputata Tineke Strik, membro del gruppo di lavoro sul controllo di Frontex, ha chiesto che le operazioni dell’agenzia in Grecia siano sospese. 

Fundamental change in leadership is needed, Leggeri lost all credibility to protect fundamental rights

E’ necessario un cambio radicale nella leadership, Leggeri ha perso ogni credibilità nel proteggere i diritti fondamentali

Tineke Strik, 28 Aprile 2022, The Guardian

Le dimissioni di Fabrice Leggeri

A seguito dell’indagine, il 28 aprile 2022 il direttore di Frontex Fabrice Leggeri ha consegnato le dimissioni al consiglio di amministrazione.  

Lettera di dimissioni di Fabrice Leggeri, 28 aprile 2022

Mr Leggeri’s resignation as Frontex Executive Director […] sets a new reference point on accountability that will not only affect Frontex as the largest EU agency, but also all other EU agencies and specialised offices.

Le dimissioni del sig. Leggeri dalla carica di direttore esecutivo di Frontex […] stabiliscono un nuovo punto di riferimento sulla responsabilità che riguarderà non solo Frontex come la più grande agenzia dell’UE, ma anche tutte le altre agenzie dell’UE e gli uffici specializzati.

J.F. Lopex Aguilar, Presidente della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, comunicato stampa del 2 Maggio 2022.

In una lettera indirizzata ai suoi dipendenti, Leggeri dichiara di non avere deciso di ritirarsi da Frontex per le accuse che sono state rivolte alle unità operative, poiché le ritiene infondate. Egli si è dimesso perché il mandato originale dell’Agenzia europea sarebbe stato snaturato per volontà politica dell’Unione. Leggeri ritiene che Frontex debba essere un’agenzia esecutiva impegnata attivamente nella protezione dei confini e non un corpo che controlla il rispetto dei diritti fondamentali da parte degli Stati membri. 

La lettera che Leggeri ha inviato ai suoi dipendenti. 

Il direttore generale di Lighthouse Reports, Daniel Howden, ha dichiarato su Twitter che la notizia delle dimissioni di Leggeri è una vittoria del giornalismo investigativo. Tuttavia egli sottolinea come Frontex sia solo l’esecutore materiale degli atti disumani che hanno luogo lungo i confini europei, dietro vi è il potere decisionale degli Stati membri. Howden evidenzia come da un lato i politici populisti abbiano alimentato la paura rispetto al fenomeno migratorio e dall’altro le istituzioni dell’Unione abbiano fornito una copertura tecnica alle violente pratiche di confine. L’ansia e la paura crescenti hanno permesso alle istituzioni europee di finanziare Frontex con budget sempre maggiori. 

[…] let’s not pretend Frontex went rogue. This was done in service of states, they just wanted it done out of sight

[…] non facciamo finta che Frontex sia diventata una canaglia. Questo è stato fatto al servizio degli Stati, volevano solo che fosse fatto di nascosto

Daniel Howden, 29 aprile 2022, Twitter 

In conclusione, non si può fingere che Frontex fosse “il”, piuttosto che “un” problema, ha affermato Rory O’Keeffe giornalista e autore. Le maggiori criticità risiedono nelle politiche dell’Unione e degli Stati membri, come la Grecia, che sono utilizzati, per usare le parole della Commissaria Ursula Von der Leyen, come «scudo d’Europa», mentre attaccano il diritto internazionale, respingendo e uccidendo persone.
Le dimissioni di Leggeri sono sicuramente un segno forte, tuttavia è probabile che cambi davvero poco nella pratica. Il vero cambiamento avverrebbe nel caso Frontex fosse sciolto o fortemente riadattato e l’Unione Europea decidesse di abbandonare la sua fallimentare politica di esternalizzazione delle frontiere.

Francesca Olivi

Dopo la laurea triennale in Studi Internazionali a Trento, ora frequento un corso di laurea magistrale in International Relations a Bologna, con un focus su criminologia e giustizia. In passato ho seguito una formazione per il volontariato presso il Centro Astalli di Trento per il progetto suXr. Dal febbraio 2022 svolgo il tirocinio curriculare presso l'Associazione Melting Pot.