A porte chiuse

Cap Anamur - Vergogna europea

Rimango di stucco di fronte alla bassezza di questa Europa. Ridotta a fortezza, nella quale non si passa,non si entra. La vicenda dei 37 profughi africani non riguarda solo la pessima Bossi-Fini, ma tutta la politica europea.

C’è una barca lasciata per lungo tempo in mezzo al mare, ci sono 37 uomini che nessuno vuole. Sembrano venire dal Sudan, molti dal Darfur, anche se sulla loro identità non ci sono certezze. Ma cosa conta il confine rispetto al dolore, alla fame, alla guerra da cui scappano?

Cosa conta che vengano dalla Costa d’Avorio piuttosto che da un altro paese? Bussano alle nostre porte per lasciarsi dietro l’inferno. Bussano, e l’Europa li respinge, non ne vuole sapere. Non ne vuole sapere nemmeno la Costituzione europea, che non prevede il diritto di cittadinanza per chi non è nativo. Leggi crudeli. O assenti, come quella italiana sull’asilo che non c’è. Sono i tempi della parola magica globalizzazione, merci e soldi che passano dappertutto.

L’uomo invece no, l’uomo sfinito e distrutto.
Con questo si misura il nostro grado di inciviltà. L’Africa, seppur con le sue immani sciagure, accoglie i disperati della sua terra. L’Europa costruisce muri.
L’Italia lo stesso. Con la Bossi-Fini, legge ingiusta ma soprattutto immmorale. Che non riconosce le persone come soggetto di diritto ma solo come manodopera a basso costo, da sfruttare e poi gettare. Invece di accogliere si ergono i Cpt, nuovi lager della civiltà del benessere.

Vergognamoci, tutti.

*** Questo il commento di Alex Zanotelli sulla vicenda della Cap Anamur pubblicato sul quotidiano L’Unità.
Un commento che ben riassume quale sia, indipendentemente dal finale di questo vergognoso “precedente”, l’amara morale che dovremmo trarne: l’Europa (e l’Italia) del XXI secolo non ammettono “intrusi”, non sentono ragioni. Se esiste una parola d’ordine per entrare nella fortezza, di certo le migliaia di disperati e fuggiaschi che si affollano ogni giorno intorno alle sue mura non la conoscono, e non hanno abbastanza denaro per comprarla.