Un mare di morti

Oltre 700 vittime nel Canale di Sicilia, ora basta

Un peschereccio proveniente dall’Egitto con a bordo circa 700 migranti si è capovolto nella notte tra sabato e domenica nel Canale di Sicilia, a circa 60 miglia a nord della Libia. Un mercantile dirottato nella zona ha recuperato solo 28 superstiti, per cui si teme che il bilancio del naufragio all’incirca di 700 vittime. I cadaveri recuperati finora sono 24. «Si stanno cercando letteralmente le persone superstiti tra i cadaveri che galleggiano in acqua» testimonia il premier maltese, Joseph Muscat. Intanto l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati parla di «un’ecatombe senza precedenti».

L’appello scritto prima della tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e ripreso subito dopo, resta tragicamente oggi ancora valido, in quanto – ora più che mai – vi è la necessità di :

  • aprire dei percorsi autorizzati e sicuri di ingresso per chi fugge dalle persecuzioni
  • una degna accoglienza a partire dal riconoscimento del titolo di soggiorno oltre che di percorsi di inserimento nel territorio
  • un’immediata apertura dei confini interni all’Europa che privano migliaia di persone del diritto di scegliere dove arrivare.

Il canale umanitario è l’unica risposta degna che si può dare a questo immane dramma, il fatto di denunciarlo a gran voce da anni non rende meno dolorosa la morte di tanti uomini e donne. E’ una strage talmente dolorosa da diventare insopportabile, perché è evidente che anche in questo caso , come in tanti altri, si sarebbe potuta evitare.

I 700 morti di questa notte si vanno ad aggiungere ai 950 dei primi mesi del 2015 (dati ufficiali ma sicuramente superiori) e qui non si elencano numeri, ma si parla di ragazzi, donne e bambini il cui loro ultimo respiro è stato soffocato dall’acqua del Mar Mediterraneo. Sognavano una vita migliore, ma l’Europa invece di allungare la mano ha girato ancora una volta le spalle.

Le lacrime dei politici non fanno altro che alimentare la rabbia e si continua a nascondere le varie responsabilità dietro affermazioni di circostanza, l’indignazione ha la durata minima di qualche giorno fin quando la notizia non perde il suo eco nei canali mainstream. E’ ora di dire basta è ora di mobilitarsi a difesa dei diriti universali.
Chi oggi propone il blocco navale è complice degli stessi aguzzini che speculano sulla vita dei migranti, significherebbe continuare a lasciar morire migliaia di persone sulle coste.Tra l’altro quest’ultima imbarcazione sembrava provenisse dall’Egitto, quell’Egitto con il quale Renzi si è prodigato a fare nuovi accordi, dimenticandosi di garantire l’apertura di un ingresso sicuro verso l’Europa a chi scappa da guerre e persecuzioni.

Basta ipocrisie, canali umanitari subito!.

Redazione

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