Quo Vadis, storie di migranti

Un progetto musicale multimediale dalla parte di chi è costretto a migrare

Quo Vadis, storie di migranti è un’opera multimediale dedicata ai profughi ed ai rifugiati.
I testi e la musica nascono dal medico e musicista di Trento Fernando Ianeselli accompagnato in questo nuovo progetto musicale dalla Blood Rockers Band, anch’essa composta da personale medico e sanitario, mentre le fotografie che compongono la parte multimediale sono riprese dalla mostra #overthefortress – Popoli in cammino oltre i confini, di Carmen Sabello del Progetto Melting Pot Europa.

L’autore nel dar vita ai 23 pezzi che compongono l’opera parte “dalla consapevolezza che l’umanità intera sta vivendo un momento storico epocale: non soltanto il confronto/scontro di religioni e civiltà diverse, non soltanto la crisi e gli interessi economici mondiali, ma la percezione di un punto di non ritorno globale per la sopravvivenza dell’essere uomo, dei suoi valori fondanti e dello stesso senso della vita”.
Quo Vadis, storie di migranti vorrebbe essere la colonna sonora di un’umanità dolente e smarrita in cammino verso una destinazione ignota. “La tragedia dei migranti – scrive Fernando – ci pone di fronte a tutto ciò, analogamente a tutte le migrazioni del passato, ma anche diversamente da esse perché oggi questa è una tragedia di tutti: di chi uccide, di chi lucra, di chi fugge, di chi accoglie e di chi respinge, ed è sotto gli occhi di tutti”.
Ianeselli è spinto dall’interesse per i temi della pace e della solidarietà e da un impegno civile e politico nel rappresentare “il dramma che stanno subendo le popolazioni del Medio Oriente anche a causa degli errori e degli interessi di noi occidentali. Una riflessione più ampia sul significato dell’accoglienza, della solidarietà, del rispetto e della pietas umana – spiega il medico musicista – scevra dai fiumi di retorica e di ipocrisia di cui i media ci stanno sommergendo“.
La narrazione prende spunto dall’attualità delle drammatiche vicende del Nordafrica e del Medio Oriente cercando di trasfigurare e di generalizzare la cronaca che pur tuttavia rimane in tutta l’opera sempre presente e riconoscibile. Pur non seguendo un rigido schema cronologico l’opera può essere distinta in 3 parti. Un primo gruppo di canzoni (dalla 2° alla 7°) narra le vicende precedenti l’esodo, le sue cause e i suoi drammi; un secondo raggruppamento (dalla 8° alla 14°) si riferisce al viaggio senza fine lungo le frontiere d’Europa, mentre l’ultima parte comprende alcuni pezzi (dalla 15° alla 20°) che affrontano il tema controverso dell’accoglienza. Le restanti composizioni si distaccano dalla cronaca e rappresentano riflessioni più libere. 

L’opera è stata presentata in anteprima parziale ad Arco il 26 novembre scorso e sarà conclusa integralmente entro il mese di marzo e successivamente portata in tour assieme alla mostra fotografica #overthefortress di Carmen Sabello.

I testi delle canzoni e i video della presentazione sono disponibili alla pagina Facebook del progetto.
https://www.facebook.com/BRBquovadis/

Il pianista di Yarmuk
Descrive la storia vera del pianista di Yarmuk che allietava la sua gente nei campi di accoglienza fino a quando il pianoforte non è stato distrutto proprio in quanto simbolo di pace e bellezza  
 
Ci sarà, un altro posto una città 
Sfiorerò il mio vecchio pianoforte 
Senza l’odio ed i fantasmi della morte 
Ascolteremo insieme il ritmo della libertà 
 
Ritornerai forse tra qualche primavera 
A respirare il vento caldo di Yarmuk, 
e quella polvere sottile della sera, ti sembrerà più lieve. 
 
Suona, una canzone può sfidare anche la paura 
E accompagnarti nel cammino verso Hamah 
E non fermarti mai e non fermarti più 
 
Tanto il tempo non aspetta, 
In un mondo che cambia troppo in fretta 
Alla fine sentirai una nota un po’ più dolce, è la nota del tuo cuore 
E’ la musica che non si spegne mai 
 
Suona, vola, vivi, canta ancora! 
Il tempo corre e va, una canzone lo accompagnerà.