Puntualizzazioni sulla marcia dei migranti da Idomeni alla Macedonia

Una nota degli attivisti di Moving Europe presenti al campo di Idomeni contro la strumentalizzazione dei fatti di lunedì

(Reuters)

Alcune informazioni per capire gli eventi di lunedì 14 marzo, quando circa 2000 profughi hanno camminato fino in Macedonia/FYROM dal campo profughi di Idomeni, in Grecia.
Diversi organi di stampa, come Balkan Newsbeat e telegraf.mk hanno riferito che il 14 mattina, intorno alle 6:45, la stazione di polizia di Gevgelija ha registrato la morte di tre persone, affogate nel fiume Suva Reka nel sud della Macedonia. Altre 23 persone sono state salvate.
Queste morti sono successe la notte prima dell’inizio della marcia e sono state comunicate la mattina prima della partenza.
La rotta seguita non era l’itinerario indicato sul volantino che si dice sia stato distribuito nel campo prima dell’inizio della marcia.
Il volantino che abbiamo visto sui giornali dopo la marcia riporta diverse false accuse e informazioni fuorvianti. Riportava, per esempio, l’alta probabilità che il campo di Idomeni venisse evacuato e che i profughi venissero rimandati in Turchia, cosa che non è stata mai ufficialmente annunciata né confermata.

Denunciamo la totale mancanza di attenzione da parte dei media per la cronologia degli eventi, così come la pubblicazione di informazioni false.
Condanniamo anche il volantino che, a quanto dicono, sarebbe stato distribuito nel campo, in quanto allarmista e ingannevole.

Vorremmo anche sottolineare quanto sia offensivo, nei confronti di persone che prendono in mano il loro destino e decidono di marciare uniti, pensare che un semplice volantino possa essere la sola causa delle loro decisioni. La violenza della chiusura dei confini a Idomeni, così come le squallide condizioni in cui queste persone sono state costrette a vivere, sono da sole ottime ragioni per decidere di reagire collettivamente. Tra l’altro sono mesi che le persone si spostano insieme sfidando i regimi delle frontiere, come è successo in Serbia in ottobre e in Ungheria nell’estate del 2015.
Chiediamo ai media di porre la loro attenzione al fatto che più di 2000 persone hanno deciso collettivamente di farsi strada verso l’Europa centrale. E cosa più importante, che la Macedonia/FYROM le ha rispedite in Grecia, violentemente e illegalmente, senza dare loro la possibilità di fare domanda di protezione internazionale.