Provvedimento di trasferimento dell’Unità Dublino – L’Austria attua politiche restrittive in materia di immigrazione e il richiedente asilo rischia di essere rimpatriato in Pakistan, paese teatro di violenza indiscriminata

Tribunale di Roma, decreto del 10 maggio 2019

Un interessante decreto del Tribunale di Roma, sezione diritti della persona e immigrazione, con il quale viene annullato un provvedimento di trasferimento dell’Unità Dublino. Nello specifico, il destinatario è un richiedente asilo pakistano, che, in forza del provvedimento ministeriale, sarebbe dovuto ritornare in Austria, laddove aveva presentato una domanda di protezione internazionale.
Nel paese austriaco il richiedente era già stato raggiunto da un provvedimento di rigetto della domanda di protezione internazionale. Il suo trasferimento metterebbe a rischio la sua incolumità personale per via della politiche restrittive in materia di immigrazione adottate dall’Austria e del serio pericolo di essere rimpatriato in Pakistan.
Valutata attentamente la situazione del Paese di origine del ricorrente (“tutto il paese appare teatro di violenza indiscriminata“), il Giudice conclude “che l’applicazione dell’art. 23 del regolamento (Dublino ndr.) possa comportare una violazione dei diritti fondamentali della persona (cfr art. 1,2 e 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea) in ragione della situazione attuale del paese di rimpatrio“.
Di qui la necessità di fare ricorso al criterio di competenza stabilito dall’art. 17 del regolamento, e la determinazione quindi dello Stato italiano come competente a giudicare la domanda di protezione internazionale.

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Tribunale di Roma, decreto del 10 maggio 2019