Solidarietà a Padre Alex Zanotelli dopo l’ennesimo attacco della bestia di Salvini

E' la sesta volta che Salvini genera lo shitstorm contro il missionario comboniano

Una vita per gli ultimi, italiani e non.
Una vita a contrastare le organizzazioni mafiose.
Una vita nelle periferie africane ed italiane, dove la miseria si attacca alla vita come la scabbia.
Per questo è giusto esprimere massima solidarietà al missionario comboniano Alex Zanotelli dopo l’ennesimo attacco mediatico subito.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha nuovamente criticato il sacerdote tramite un post sui social, scatenando la furia (gogna) cieca dei sostenitori leghisti.
Non è la prima volta: sono molteplici 1 i post in cui l’ex ministro attacca Padre Alex, consegnandolo di fatto alla cattiveria del web, agli insulti ed alla violenza verbale.

La querelle s’inasprisce all’indomani dei casi Diciotti e Sea Watch: il prete degli ultimi difende la bontà delle operazioni delle imbarcazioni umanitarie e nello specifico prende le difese di Carola Rackete, mentre l’allora ministro dell’Interno apostrofa la donna come “comunista tedesca traghettatrice di immigrati” (Post di Facebook del 5/09/2019).

Cos’era successo?
Carola Rackete si era rifiutata di assecondare gli ordini impartiti da Salvini, prestava quindi soccorso ai migranti nel Mediterraneo e si opponeva alla volontà del Viminale di riportarli in Libia2. Rispettava, nonostante le pressioni e minacce di arresto, l’obbligo di salvataggio, il non-refoulement e il successivo sbarco dei naufraghi in un porto sicuro.
Rackete veniva assolta dal GIP da ogni accusa, invece il leader della Lega è ancora indagato per “sequestro di persona” e vedremo se scapperà da un altro processo, come successo con il caso Diciotti, avvalendosi dell’immunità parlamentare.

Il modus operandi per attaccare il missionario comboniano segue un copione ben preciso:
foto e/o articolo di quotidiano appoggiato su uno dei social di Salvini correlato da un commento provocatore per istigare la pioggia di insulti.
Gli ultimi ieri: “sembra si sia fumato tutta la Giamaica”, “non sei un vero cristiano”, “non è un uomo di Chiese e dovrebbe essere processato perché non è degno di far parte della Chiesa cristiana”, “soggiorno forzato in casa di riposo”, “privo di carità”, “falso”, “usi droga scadente”, “ai tempi dei Medici ora sarebbe un cumulo di carbone e cenere. E nessuno se ne dispiacerebbe credo”, “cialtrone” e purtroppo molto altro.

Ma chi è Zanotelli, così odiato dalla gentaglia “salviniana”?

Padre Alex inizia la sua attività di aiuto in Sudan nel 1965 e ci rimane per otto anni fino al 1973: ha sostenuto la popolazione Nuba, perseguitata e falcidiata dalla guerra civile (anche nei tempi recenti: basti pensare ai raid ed alle esecuzioni del 2011).
Per il suo sostegno ai poveri e per le denunce focose contro la corruzione dilagante, viene considerato “indesiderabile” dal Governo locale e gli viene successivamente negato il visto d’ingresso.
Viene anche accusato di sincretismo da esponenti religiosi. Il motivo: le sue celebrazioni avvengono prestando “troppa” attenzione alla tradizione africana, cosa evidentemente mal digerita dal clero. Fa inoltre grande pressione per una maggiore trasparenza dei finanziamenti internazionali e nazionali. Risulta essere personaggio scomodo quanto in terra straniera quanto in terra italiana.
Tornato in Italia, infatti, denuncia le disparità sociali creata dai vertici politici, il business di armi dei Paesi occidentali e l’ingerenza dei paesi europei nelle guerre locali del continente africano per accaparrarsi le risorse.

Nel 1989 lascia nuovamente l’Italia, decidendo di portare conforto ed aiuto concreto nel Kenya falcidiato dall’AIDS, dalla prostituzione, dagli slums, dalla povertà più misera.
Si reca a Nairobi, precisamente nella baraccopoli di Korogocho, che sorge in mezzo ad una discarica radioattiva: è il quarto slum più popoloso del Paese e conta 180.000 persone dimenticate dal governo locale e dall’umanità intera. Vi rimane per undici anni, fino al 2001, rischiando la propria stessa salute.
Rientra in in Italia e sceglie Napoli, il rione Sanità.
Qui, insieme alle associazioni del territorio, presta soccorso alla fascia di popolazione emarginata, a quei ragazzini facili prede della camorra, ai migranti costipati in abitazioni fatiscenti. Si batte per i diritti e la dignità delle minoranze rom, per l’acqua bene comune, per la salvaguardia dell’ambiente contro il biocidio, ed infine al contrasto delle politiche autoritarie contro poveri e migranti dell’ultimo quinquennio.
Questo è Padre Alex.

  1. Matteo Salvini, Facebook, post su Padre Alex Zanotelli:
    – 09/07/2018 ore 11.00
    – 22/12/2018 ore 17:05
    – 12/01/2019 ore 19:32
    – 09/02/2019 ore 09:01
    – 30/06/2019 ore 12:10
  2. https://www.meltingpot.org/E-il-ministro-dell-Interno-che-dovrebbe-finire-sotto.html

Redazione

L'archivio di tutti i contenuti prodotti dalla redazione del Progetto Melting Pot Europa.

Pietro Giovanni Panico

Laureato in Scienze Politiche presso l'Università della Calabria e consulente legale specializzato in protezione internazionale.
Sono appassionato di diritto e cooperazione internazionale.
Ho collaborato con svariate testate giornalistiche online sui temi dei diritti umani e immigrazione.