La Germania in febbraio ha sganciato altri 32 milioni di euro a Erdogan

Poco prima della crisi altri soldi per potenziare la feroce Guardia costiera turca

La tensione al confine turco aumenta, a Moria si muore. Di pari passo sale la ferocia della guardia costiera di Ankara, protagonista a più riprese di brutali respingimenti in mare.
Le chiamate dei naufraghi per richiedere soccorso da tempo si tramutano in arresti: per fare un esempio, in una sola notte “oltre 297 arresti da parte delle autorità turche1. Di fatto, la prassi eseguita è quella dei pushbacks che violano il principio del non-refoulement e del place of safety.

L’accordo UE-Turchia ha così reso centrale il ruolo della Guardia Costiera turca: viene interpellata dai dirimpettai europei, che hanno il compito “di individuare, con l’aiuto dei radar di bordo, i gommoni con i migranti mentre sono ancora nelle acque turche, prima che possano superare la linea di confine2. In sintesi l’Europa chiede ad Erdogan di bloccare i gommoni prima che entrino nelle acque territoriali europee e quindi prima che i profughi diventino titolari del diritto di richiedere la protezione internazionale in Europa.

In questo quadro emergono due cose: in primis, l’abuso del diritto esplicitato nelle sue violazioni più brutali. Quindi spari, respingimenti violenti, speronamenti della guardia costiera ai gommoni e manovre killer. In secundis, negli ultimi 10 giorni la Grecia viene elevata a “scudo d’Europa” e la Turchia ricatta l’Europa che è pronta a dare maggiori finanziamenti per attuare ed implementare respingimenti e prassi illegittime.

A metà febbraio, proprio una settimana prima dell’ “apertura” dei confini da parte di Erdogan, la Germania decide di stanziare 32.215 milioni di euro da inviare alla Turchia. Nello specifico, nel documento (2020/0120098) riguardante la gestione finanziaria del 2020 del Ministero federale delle Finanze tedesco, viene confermata “l’autorizzazione ad una spesa in eccesso3 per provvedere “all’assistenza alle autorità di polizia degli Stati dell’Europa centrale ed orientale che si occupano di gestione delle frontiere per quanto concerne formazione ed attrezzature4. Il versamento ad Ankara è di 32 milioni euro.

Il Ministro in questione è Bettina Hagedorn, del partito SPD e facente parte della coalizione di maggioranza, che ha richiesto la spesa in eccesso dei 32 milioni ritenendoli “fondi necessari per aiutare la Turchia a garantire la capacità operativa della Guardia costiera e per l’attuazione di interventi permanenti di salvataggio in mare nonché per aver garantito la prevenzione dell’immigrazione illegale5. La Hagedorn ha quantificato in 32,215 milioni di euro per motori di riserva, acquisto di pezzi di ricambio e per “formare” la Guardia Costiera turca.
Tutto questo nonostante i fondi del Ministero dell’Interno tedesco da destinare al titolo in questione, ovvero l’assistenza alla polizia frontaliera e/o cooperazione oppure polizia straniera, fossero per l’esercizio finanziario 2020 pari a 6,5 milioni di euro. Una somma, questa, ben minore rispetto ai 32 milioni concessi alla Turchia che determinano uno sforamento al bilancio ad hoc per Erdogan.

Per la Hagedorn “le esigenze sono imprevedibili6 in quanto la valutazione del fabbisogno è stata fatta prima della missione in Turchia di Angela Merkel a gennaio 2020, “quando gli esperti federali si sono recati sul posto e la Cancelliera ha appreso l’intenzione della Turchia di intensificare il sostegno alla guardia costiera turca7.
E’ allarmante revisionare i propri bilanci e spostare dei soldi esclusivamente per volere di un Governo terzo ed extraeuropeo, ovvero quello turco: più che uscire rinforzati, la Germania lascia trasparire un’immagine di estrema debolezza.

Il Ministro delle finanze etichetta la spesa come “ineluttabile”, che sfogliando il vocabolario equivale ad una situazione contro cui non si può lottare, un’imposizione dovuta da una tragica fatalità, inevitabile e quindi inesorabile. Il vocabolo è legato alla continuazione del discorso, in cui si specifica che non aprendo il portafogli “verrebbero lesi gravi interessi statali di natura politica8.
Le parole sono importanti, quanto detto equivale a due cose: uno, se il Presidente turco alza il prezzo, la Germania (e di riflesso l’Europa) devono piegarsi. Significa, in altre parole che “la Turchia ha imposto un finanziamento, è inevitabile versarlo” e “l’amicizia con Erdogan deve continuare” (“interessi statali”).
Per la Hagedorn finanziare la Guardia costiera turca, confermando il fallimentare accordo UE-Turchia, è uno strumento per evitare stragi nel Mar Egeo e contemporaneamente prevenire l’immigrazione “illegale”. Niente di più falso, niente di più sbagliato.

L’accordo e l’attualità hanno dimostrato che i naufragi aumentano e il Governo turco, al tramonto dei pagamenti e per le sue mire espansionistiche, non si fa scrupoli a ricattare l’Unione europea. I finanziamenti sono un metodo miope.
Per giustificare il versamento, il Ministro afferma che “salvare vite umane e migliorare la situazione umanitaria nel Mediterraneo è d’interesse dello Stato tedesco, così come è nell’interesse eliminare un movimento migratorio incontrollato9. Una dicotomia, oltretutto fallimentare.

Nonostante le criticità degli accordi con la Turchia e nonostante la ferocia della Guardia costiera turca, il Governo tedesco sottolinea che “il potenziamento della Guardia costiera turca dà un contributo decisivo per il raggiungimento di questi interessi (i citati statali e politici) e con attrezzature sufficienti e funzionanti potranno continuare a prevenire il flusso di attraversamenti illegali; l’impatto a medio-lungo termine sarà esternalizzare i migranti/profughi che smetteranno così di provare ad arrivare in Europa. Uno sviluppo opposto del flusso migratorio metterebbe in pericolo il benessere statale della Germania”.
Di fatto viene preferito finanziare chi crea i profughi siriani, essendo la Turchia attivamente coinvolta nella guerra della Siria, e non chi da quella guerra scappa.

Nel finale del documento, la Hagedorn rinnova l’invito ad un finanziamento immediato ritenendolo “imprescindibile” e rimarca che “un eventuale rinvio pregiudica gli interessi della Germania10.
Poi, nuovamente viene sollecitato l’intervento finanziario poiché “la Guardia costiera turca è tenuta a sostenere quanto prima interventi vista l’attuale situazione migratoria, in particolare per quanto concerne il miglioramento delle condizioni meteorologiche che si verificheranno in primavera nonché l’aumento dei flussi migratori11 esortando alla celerità “in quanto l’acquisto dei motori dei pezzi di ricambio della motovedette richiedono un determinato lasso di tempo12.

Infine, il discorso termina appellandosi all’articolo 112 della Costituzione della Germania, convinta di rispettarlo.
Ma il 112 è chiaro: “le spese eccedenti gli stanziamenti del bilancio preventivo e quelle fuori bilancio devono avere il consenso del Ministro federale delle finanze. Tale consenso può essere concesso solo nel caso di un’imprevista e inderogabile necessità. Ulteriori particolari possono essere stabiliti da una legge federale”.
Quindi la Merkel ed il suo Ministro sforano il bilancio preventivo per finanziare Erdogan, catalogando la spesa come una necessità imprevista ed inderogabile: per il dittatore viene scomodata (e non rispettata) la Costituzione.
Ne emerge che Angela Merkel ed il suo Governo finanziano un despota, reo di essere uno degli attori principali nel conflitto siriano e di politiche interne autoritarie contro le libertà democratiche. Viene inoltre nominata con toni di accondiscendenza, in un Parlamento di un Paese europeo, la Guardia costiera turca che ha dato prova nel corso del tempo di essere spietata.

Non occorre essere dei grandi statisti per comprendere che mettersi nella mani del sultano avrebbe portato a costanti e ingovernabili nuove crisi. L’unico modo per non agevolare e finire nel gioco di spietati ricattatori è avere il buon senso di cambiare la politica sull’immigrazione e aprire i confini europei a chi cerca protezione.

  1. Mare Liberum: le sentinelle che nel Mare Egeo monitorano il rispetto dei diritti umani https://www.meltingpot.org/Mare-Liberum-le-sentinelle-che-nel-Mare-Egeo-monitorano-il.html
  2. https://www.meltingpot.org/Mare-Liberum-le-sentinelle-che-nel-Mare-Egeo-monitorano-il.html
  3. Bundesministerium der Finanzen
    BETREFF Haushaltsführung 2020 GZ II C 6 – I 0111/19/10001: 007 DOK 2020/0120098
    “beabsichtigte Einwilligung in eine überplanmäßige Ausgabe” (https://www.ulla-jelpke.de/wp-content/uploads/2020/02/19-5658_Einwilligung-in-%C3%BCberplanm%C3%A4%C3%9Fige-Ausgabe-zur-Unterst%C3%BCtzung-Grenzschutzbeh%C3%B6rden.pdf)
  4. “Unterstützung der Grenzschutzbehörden der Mittel- und Osteuropäischen Staaten, sowie der polizeilichen Ausbildungs- und Ausstattungshilfe – bis zur Höhe von 32.000 T Euro”
  5. “Die Mittel werden benötigt, um die Türkei dabei zu unterstützen, die Einsatzfähigkeit ihrer Küstenwache wiederherzustellen. Diese ist durch die Dauereinsätze zur Rettung in Seenot geratener Flüchtlinge/Migranten und zur Verhinderung der illegalen Migration aktuell nicht in vollem Umfang sichergestellt.”
  6. “Das Bedürfnis ist unvorhergesehen”
  7. “da die konkrete Ermittlung des Bedarfs sowie des erforderlichen finanziellen Umfangs erst im Vorfeld der Reise der Bundeskanzlerin Ende Januar 2020 durch Experten der Bundespolizei vor Ort stattgefunden und die Bundeskanzlerin der Türkei die politische Absicht zur intensivierten Unterstützung ihrer Küstenwache erst zu diesem Zeitpunkt in Aussicht gestellt hat.”
  8. “da anderenfalls schwerwiegende Staatsinteressen politischer Art beeinträchtigt würden”
  9. Die Rettung von Menschenleben und die Verbesserung der humanitären Situation im Mittelmeerraum liegen ebenso im Staatsinteresse Deutschlands wie die Unterbindung einer unkontrollierten Migrationsbewegung in Richtung Deutschland.”
  10. “Die Mehrausgaben sind auch zeitlich unabweisbar, da ein zeitlicher Aufschub zur Beeinträchtigung der beschriebenen Staatsinteressen führt.”
  11. “Die türkische Küstenwache muss aufgrund der aktuellen Migrationslage zum frühestmöglichen Zeitpunkt unterstützt werden, insbesondere mit Blick auf die sich ab Frühjahr verbessernde Wetterlage und die damit voraussichtlich nochmals steigenden Migrationsbewegungen.”
  12. “Da die Beschaffungsprozesse für die benötigten Bootsmotoren und Ersatzteile eine gewisse Zeitspanne in Anspruch nehmen werden, ist die Bewilligung der überplanmäßigen Ausgabe sehr zeitnah notwendig.”

Redazione

L'archivio di tutti i contenuti prodotti dalla redazione del Progetto Melting Pot Europa.

Pietro Giovanni Panico

Laureato in Scienze Politiche presso l'Università della Calabria e consulente legale specializzato in protezione internazionale.
Sono appassionato di diritto e cooperazione internazionale.
Ho collaborato con svariate testate giornalistiche online sui temi dei diritti umani e immigrazione.