Guinea – Protezione sussidiaria per evidenti ripercussioni e persecuzioni legate alla sua attività politica

Tribunale di L'Aquila, decreto del 15 ottobre 2020

L’istante, guineano, esponente politico del partito di opposizione UFDG, del Presidente del partito Amadou Oury Diallo morto assassinato, decise di fuggire dal Paese per evidenti ripercussioni e persecuzioni legate alla sua attività politica. In particolare riferiva in Commissione che alcuni suoi conoscenti, rientrati in Guinea nel 2018, sono stati arrestati dalle autorità di governo ed anch’egli teme, in caso di rientro in patria, di essere imprigionato, in quanto è stato accusato di avere detenuto armi e di avere attentato alla sicurezza delle persone e del Paese. Ha chiarito, infine, di essere stato un membro importante della sezione “Motards” e della sezione comunicazione del partito e di avere collaborato con l’Amadou.

Il Collegio, nel provvedimento indicato, reputa credibile la storia narrata dal ricorrente e comprovata la propria appartenenza all’UFDG (stante la produzione della tessera di membro del partito allegata al ricorso unitamente a fotografie attestanti la militanza politica e la vicinanza al Presidente assassinato), appartenente alla sezione Motards, effettivamente esistente, come da notizie acquisite in rete. Il ricorrente ha inoltre riferito in merito alle circostanze dell’omicidio di Amadou Oury Diallo, realmente perpetrato nel 2014 da alcune persone in uniforme (a dimostrazione che si trattò di un delitto di matrice politica). Ha riferito delle attività di protesta svolte dal partito di opposizione nei confronti del Presidente Alpha Condé, delle quali, come rileva il Collegio, si rinviene ampia documentazione sul web.

Insomma, conclude il Collegio, “non sussistono elementi per poter ritenere che la storia narrata da (….) non sia veritiera. Con la conseguenza che lo stesso si trova, indubbiamente, in una situazione di vulnerabilità, essendo esposto alle repressioni attuate da Condé nei confronti dei membri dell’opposizione“.

Il provvedimento in esame non si limita ad indicare generiche fonti reperite in rete a conferma della situazione politica attualmente esistente in Guinea ma indica dettagliatamente le fonti consultate, tra cui riporta uno stralcio dell’articolo pubblicato su www.meltingpot.org “La Guinea sull’orlo della guerra civile“.

Non v’è dubbio” – conclude il Collegio – “che la situazione politica in Guinea sia fibrillante e che gli oppositori rischino, nell’attuale contingenza, di essere privati della loro libertà e dei loro diritti, con conseguente esposizione al pericolo di subire trattamenti inumani e/o degradanti. Può, dunque, riconoscersi la protezione sussidiaria (e non lo status di rifugiato, in quanto egli non risulta essere stato direttamente perseguitato, ma esiste il pericolo che possa esserlo per la sua appartenenza al partito d’opposizione)”.

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Tribunale di L’Aquila, decreto del 15 ottobre 2020